Uno stato di conflitto diffuso, in diversi teatri, che coinvolge un numero sempre crescente di Paesi, in diverse scale e con modalità diverse. Ha già causato 600.000 morti...
Si dice spesso che il mondo stia entrando, o rischi di entrare, in una Terza Guerra Mondiale. Tuttavia, questa idea non è del tutto convincente. Se la definizione di "guerra mondiale" rimane quella del XX secolo, un conflitto tra due grandi alleanze contrapposte, allora la situazione attuale non assomiglia a uno scenario del genere.
Ciò che sta emergendo è piuttosto uno stato di conflitto diffuso e persistente in diverse parti del mondo. Al 2022, oltre cinquanta paesi erano coinvolti a vario titolo in questi conflitti. Ogni focolaio di conflitto si rivela estremamente difficile da risolvere e da estinguere definitivamente. Tuttavia, invece di chiari blocchi militari, stanno emergendo rivalità mutevoli e spesso temporanee.
Ad esempio, Russia e Iran sostengono fazioni diverse nella guerra in Sudan, ma sono dalla stessa parte contro l'Ucraina. Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti si schierano su fronti diversi in Sudan, mentre entrambi sono obiettivi di missili e droni iraniani. La Turchia è uno dei principali acquirenti di petrolio russo e quindi sostiene indirettamente l'economia di Mosca, ma è anche la sua rivale in Libia. Nel frattempo, gli Stati Uniti considerano la Russia un potenziale avversario a causa dei suoi legami con la Cina, ma nella pratica l'interazione tra i due paesi rimane complessa.
Un conflitto globale e diffuso
La situazione attuale è quindi meglio descritta come un conflitto globale e diffuso, uno stato di conflitto in corso su più teatri contemporaneamente, che coinvolge un numero sempre maggiore di paesi e in cui i ruoli cambiano a seconda degli interessi del momento.
Dal 2022, questi conflitti hanno causato centinaia di migliaia di vittime e hanno coinvolto territori in Europa, Medio Oriente, Africa e Asia.
Principali fonti di tensione
Tra i conflitti più diretti tra gli Stati ci sono la guerra tra Russia e Ucraina e le tensioni in Medio Oriente sul futuro dell'Iran.
Esistono poi altri conflitti che scoppiano periodicamente o restano in costante tensione, come le controversie tra Pakistan e Afghanistan, Pakistan e India, o le tensioni nel Sud-est asiatico e nella zona tra Cina e Taiwan, dove provocazioni e manovre militari raggiungono occasionalmente una forte escalation.
Un'altra categoria è quella dei conflitti che si verificano all'interno degli Stati, ma che coinvolgono anche attori esterni per interessi strategici o economici. Esempi di tali conflitti sono le guerre in Sudan e Libia, dove l'intervento di diverse potenze è spesso legato al controllo delle risorse naturali.
Il crollo del vecchio ordine internazionale
Se la prima e la seconda guerra mondiale furono scontri tra alleanze chiare, il conflitto odierno è più legato all'indebolimento dell'ordine internazionale emerso dopo la fine della Guerra Fredda.
Eventi come la guerra in Ucraina e i cambiamenti nella politica estera americana hanno accelerato tensioni di lunga data. In questo contesto, diversi importanti attori internazionali stanno cercando di rivedere gli equilibri stabiliti dopo gli anni '90.
Gli Stati Uniti si trovano ad affrontare la sfida della crescente influenza della Cina, mentre la Russia cerca di rimodellare l'equilibrio di sicurezza in Europa. La Cina, d'altro canto, sta perseguendo una propria strategia per aumentare la propria influenza globale e sfidare l'ordine esistente.
Un conflitto che coinvolge miliardi di persone
In questo quadro, oltre quattro miliardi di persone vivono in Paesi in qualche modo collegati a questi conflitti. Alcuni di questi sono territori in cui si svolgono combattimenti diretti, come l'Ucraina; altri sono Paesi che forniscono armi o supporto militare; mentre altri ancora affrontano attacchi ibridi, sabotaggi o tensioni persistenti.
In Medio Oriente, il conflitto si è esteso da Gaza e Israele a un più ampio confronto regionale che coinvolge vari attori, tra cui le milizie alleate dell'Iran in Libano, Siria e Yemen.
Anche in Africa e in Asia continuano gli scontri per le risorse naturali, i confini territoriali e l'influenza politica, mentre le tensioni economiche e commerciali sono sempre più legate a rivalità strategiche.
Una situazione senza precedenti
Alcuni analisti ritengono che la portata di questi conflitti sia più ampia di qualsiasi periodo analogo precedente alla Seconda Guerra Mondiale. Tuttavia, la mancanza di solidi blocchi militari potrebbe essere un fattore che impedisce l'escalation in una vera e propria guerra globale.
In questo senso, il mondo si trova ad affrontare un'epoca di conflitti diffusi e interconnessi, dove gli scontri locali sono sempre più legati alle rivalità globali tra grandi potenze. / Tratto da "Pamphlet" del "Corriere della Sera"
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