
Gli inquirenti non escludono la possibilità che il 41enne abbia ricevuto supporto esterno. Si sospetta che almeno una persona gli abbia fornito supporto logistico, tra cui un'auto, vestiti puliti, documenti falsi...
Taulant Toma, evaso pochi giorni fa dal carcere di massima sicurezza di Milano, dove avrebbe dovuto scontare la pena fino al 2041, è stato dichiarato ricercato in tutta Europa. Il suo nome è sulla lista dei più ricercati, mentre le autorità italiane non hanno trovato alcuna traccia del 41enne albanese.
Nel frattempo, i media italiani hanno rivelato altri dettagli del piano che ha permesso al 41enne di liberarsi. Prima di intraprendere la fuga, aveva iniziato una dieta, con l'obiettivo di perdere peso, non solo per riuscire a passare attraverso le sbarre, ma anche per riuscire a fuggire attraverso lenzuola improvvisate su una corda.
Toma stava scontando una lunga pena detentiva e resta un mistero come sia riuscito a eludere i controlli, le telecamere e i sistemi degli americani.
Attrezzi per tagliare le sbarre, manici di scopa montati, lenzuola legate insieme come una corda. È bastato questo al quarantunenne per superare i controlli di sicurezza di una delle prigioni di massima sicurezza. Con pazienza, ha tagliato le sbarre della finestra, da dove ha usato le lenzuola per scendere.
Approfittò dell'oscurità, ma anche del momento in cui gli agenti di polizia penitenziaria cambiavano turno.
Si ritiene che il passo successivo che gli permise di fuggire oltre l'assedio fu l'uso di manici di scopa.
Fissati con del nastro adesivo, si trasformano in una specie di bastone telescopico con un gancio all'estremità, che serve per appenderlo al muro perimetrale con un arpione e per arrampicarsi su di esso.
Le foto in possesso degli investigatori mostrano che tutto era chiaramente organizzato, con le sbarre tagliate dalla finestra. Secondo quanto scoperto, anche il suo compagno di cella avrebbe dovuto fuggire con lui, ma all'ultimo minuto ha abbandonato il piano, rimanendo all'interno del carcere.
Nonostante le misure di sicurezza rafforzate e la classificazione del prigioniero come evaso ad alto rischio, Toma è riuscito a fuggire senza dare immediatamente l'allarme. A quanto pare, la fuga ha sfruttato una combinazione di fattori favorevoli: l'oscurità mattutina, i cambi di turno del personale e potenziali "punti ciechi" nel sistema di controllo perimetrale.
Gli inquirenti non escludono la possibilità che il 41enne abbia ricevuto supporto esterno. Si sospetta che almeno una persona gli abbia fornito supporto logistico, tra cui un'auto, vestiti puliti e documenti falsi.
Si sospetta che Toma, dopo aver sfondato il perimetro, si sia diretto rapidamente verso le zone interne di Milano, con l'obiettivo di abbandonare il più rapidamente possibile la zona carceraria.
Attualmente, la Prefettura ha attivato un ampio piano di ricerca: posti di blocco, rafforzamento della sicurezza nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti e nei caselli autostradali, nonché pattugliamenti su tutto il territorio. Le forze dell'ordine stanno verificando le telecamere di sicurezza e i sistemi di videosorveglianza pubblici e privati per ricostruire gli spostamenti del fuggitivo nella "finestra buia" dopo la sua fuga.
La fuga dall'Opera è solo l'ultima di una lunga serie di fughe che hanno costruito la reputazione di Taulant Toma come "specialista delle fughe".
Nel 2009, Toma evase per la prima volta dal carcere di Terni. Fu poi ritrovato, arrestato e riportato in cella.
Il 2 febbraio 2013 evase dal carcere di Parma insieme a un connazionale, Valentin Frrokaj. Quest'ultimo fu poi ucciso da un gioielliere durante una rapina, un episodio che segnò uno dei capitoli più drammatici della loro carriera criminale.
Dopo quaranta giorni di ricerche in Italia e all'estero, la Procura di Parma è stata informata che Toma è stato arrestato in Belgio, dove attende l'estradizione.
Ma Toma riuscì a sparire di nuovo, per poi essere ricatturato nel 2015.
Un primato che lo colloca tra i detenuti più problematici del sistema penitenziario europeo, al punto che il suo livello si alza ogni volta che viene trasferito da un istituto all'altro.
Oggi, il 41enne è ricercato in tutta Italia, con un livello di allerta molto alto. Gli investigatori temono che possa lasciare rapidamente il Paese, approfittando di vecchi contatti criminali all'estero e di una rete di supporto di cui si è già avvalso in precedenti fughe. Il rischio concreto è che Toma si unisca nuovamente a gruppi organizzati dediti a rapine, traffico di droga o attentati contro obiettivi sensibili.
Le forze dell'ordine stanno collaborando con Europol e le autorità di diversi paesi dell'UE, anche in considerazione del suo passato in Belgio. L'obiettivo è impedire che la sua fuga dall'Opera si trasformi in un altro latitante di lunga data e, soprattutto, impedire che il "mago delle evasioni carcerarie" si riorganizzi all'interno di reti criminali transnazionali. /opuscolo/
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