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Rajoni dhe Bota27 Dhjetor 2025, 20:07

7 milioni di euro per terrorismo, così colpita la cellula di Hamas nel cuore dell'Italia!

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7 milioni di euro per terrorismo, così colpita la cellula di Hamas nel
agente di polizia italiano

Da Genova a Gaza: il piano di Hamas che operava in nome degli aiuti umanitari

Le autorità italiane hanno represso una sospetta rete finanziaria di Hamas in Italia, arrestando nove persone accusate di finanziamento del terrorismo e coinvolgimento in attività sovversive. Secondo le indagini della Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo di Genova, in collaborazione con la Digos e la Guardia di Finanza, circa 7 milioni di euro raccolti a titolo di aiuti umanitari per il popolo palestinese sono stati dirottati verso Hamas, un'organizzazione designata come organizzazione terroristica dall'Unione Europea e responsabile dell'attacco del 7 ottobre in Israele di due anni fa.

L'indagine si concentra su tre enti benefici con sede in Italia: l'Associazione Benefica di Solidarietà con il Popolo Palestinese, fondata a Genova nel 1994, un'organizzazione di volontariato creata nel 2003, e l'associazione "La Cupola d'Oro" aperta a Milano lo stesso anno. Secondo i pubblici ministeri, queste strutture erano gestite da Mohammad Hannoun, considerato una figura chiave dell'ala esterna di Hamas e capo di quella che gli investigatori descrivono come la "cellula italiana" dell'organizzazione. Gli arrestati sono accusati di aver creato una struttura stabile allo scopo di finanziare il terrorismo, compresa la cooperazione internazionale con reti simili fuori dall'Italia.

L'indagine ha comportato una stretta collaborazione internazionale, in particolare con le autorità olandesi, per ricostruire i legami tra enti di beneficenza e Hamas, nonché il flusso di fondi verso Gaza, i Territori Palestinesi e Israele. Secondo l'accusa, oltre il 71% dei fondi raccolti è stato trasferito attraverso complessi schemi bancari e di intermediazione ad associazioni dichiarate illegali dallo Stato israeliano, direttamente collegate o controllate da Hamas. Tra i beneficiari figura Osama Alisawi, ex ministro del governo de facto di Gaza, che, secondo gli inquirenti, ha ripetutamente richiesto sostegno finanziario.

Il Ministro dell'Interno italiano, Matteo Piantedosi, ha definito l'operazione molto importante e significativa, sottolineando che, fermo restando il principio della presunzione di innocenza, le indagini hanno evidenziato come dietro le iniziative presentate come umanitarie vi fosse un concreto sostegno a un'organizzazione terroristica islamista. Ha sottolineato la professionalità delle forze dell'ordine e la loro capacità di seguire i flussi finanziari internazionali, definendo questa un'ulteriore prova dell'alto livello delle strutture antiterrorismo italiane.

D'altro canto, i responsabili della procura hanno chiarito che le indagini su questa rete non minimizzeranno in alcun modo i crimini commessi contro la popolazione palestinese durante le operazioni militari israeliane successive al 7 ottobre 2023, per i quali si attende la valutazione della Corte penale internazionale. Sottolineano tuttavia che tali crimini non possono essere utilizzati per giustificare gli atti terroristici di Hamas, che, secondo la giurisprudenza, rimangono tali anche quando commessi nel contesto di un conflitto armato.

Secondo il fascicolo investigativo, Hannoun è accusato di aver, per oltre due decenni, diretto o controllato diverse organizzazioni benefiche affinché continuassero a finanziare Hamas, anche dopo che il sistema finanziario era intervenuto per bloccarne i trasferimenti. Gli inquirenti parlano di una strategia ben strutturata, parte di un più ampio progetto di Hamas volto a costituire cellule operative al di fuori del Medio Oriente, anche in Italia, in grado di fornire fondi e supporto logistico.

L'inchiesta ha inoltre documentato trasferimenti di ingenti somme di denaro dall'Italia e da altri Paesi, come la Turchia, a Gaza, nonché il ruolo dei collaborazionisti in Toscana e Milano. Le autorità italiane sottolineano che questo caso getta luce su come strutture mascherate da enti di beneficenza possano essere utilizzate per finanziare il terrorismo internazionale, sfruttando la sensibilità dell'opinione pubblica alle crisi umanitarie. / Opuscolo

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