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Rajoni dhe Bota 4 Prill 2026, 21:53

La Serbia si sta avvicinando a un'autocrazia estrema?

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La Serbia si sta avvicinando a un'autocrazia estrema?
Proteste in Serbia

La Serbia si sta muovendo verso una forma di autocrazia, che colloca il paese tra una democrazia debole e l'autoritarismo...

Le più recenti ricerche internazionali collocano la Serbia principalmente tra i paesi in cui la forma di governo si muove in un intervallo che va da una democrazia debole all'autocrazia, ma si può comunque affermare, con una certa generalizzazione, che la Serbia è tra i paesi in fase di autoritarismo, sottolinea oggi Demostat.

Sulla base della concettualizzazione dei concetti fondamentali di autocrazia e democrazia, così come emerge dagli studi del Bertelsmann Stiftung Transformation Index (BTI) 2026 e del Liberal Democracy Index (LDI) del V-Dem Institute, sono propenso a pensare che la Serbia sia caratterizzata da un'“autocrazia elettorale” in transizione verso la dittatura mascherata da democrazia, scrive Srećko Mihailović, ricercatore principale di Demostat.

Sorge spontanea la domanda: se l'autocrazia elettorale è il risultato di manipolazioni elettorali e di lunghi schemi manipolativi e patologici che si celano prima e durante le elezioni stesse, possiamo allora parlare di autocrazia elettorale o solo di un'autocrazia "legittimata" attraverso frodi elettorali, violenze contro gli elettori, ricatti e altre patologie?

Come sottolinea Mihailović, si tratta dell'instaurazione illegale e illegittima dell'autocrazia, a prescindere dal fatto che si tratti di forme "più blande" di autocrazia o di dittatura vera e propria.

L'istituto svedese V-Dem (Varietà di Democrazia) sta raccogliendo, nell'ambito del suo progetto di ricerca sulle varietà di democrazia (e autocrazia), "il più grande set di dati globale sulla democrazia". Per questo progetto pluriennale, scrive Demostat, sono sufficienti due set di dati: V-Dem raccoglie, misura e analizza oltre 600 diversi attributi della democrazia, e più di 4.200 scienziati ed esperti provenienti da molti paesi sono coinvolti in questo lavoro.

In questa ricerca, i paesi del 2025 sono suddivisi in cinque categorie: democrazie liberali, democrazie elettorali, né democrazia né autocrazia, autocrazia elettorale e autocrazia totale – quest'ultima comprende i paesi in cui non esistono elezioni formali, né libertà, né diritti fondamentali.

I ricercatori di V-Dem concludono che lo scorso anno la democrazia nel mondo è tornata ai livelli del 1978 e che per i cittadini dell'Europa occidentale e del Nord America, nel 2025, si trova al livello più basso degli ultimi 50 anni, in gran parte a causa del continuo processo di autoritarismo negli Stati Uniti.

Gli autori del rapporto del V-Dem Institute sottolineano che alla fine del 2025 nel mondo si contavano 92 autocrazie e 87 democrazie, mentre un dato ancora più preoccupante è che il 41% della popolazione mondiale vive in paesi in cui è in atto un processo di autoritarizzazione. Tra questi paesi figurano Croazia, Italia, Slovacchia, Slovenia e Regno Unito.

Il rapporto V-Dem dello scorso anno è stato pubblicato nel 2026 e, secondo esso, la Serbia si colloca nella metà inferiore della classifica di 179 paesi in base al livello di autoritarismo e democrazia. Lo stato della democrazia in Serbia è peggiore di quello di 111 paesi, mentre è migliore di quello di 67 paesi.

Si sottolinea inoltre che la maggioranza della popolazione, e in particolare quella parte di essa chiamata opinione pubblica, è insoddisfatta dell'"operato delle istituzioni", che viene considerato illegittimo e spesso persino illegale.

Il potere autoritario si fonda in larga misura sulla costruzione e sulla regolamentazione arbitraria del divario tra norme istituzionali e prassi istituzionale, portando di fatto all'usurpazione delle istituzioni nel loro complesso. L'usurpazione delle istituzioni consente lo scambio, la vendita o la barattazione di "servizi istituzionali" con "servizi politici", sottolinea Demostat.

L'usurpazione delle istituzioni e il commercio di "servizi istituzionali" usurpati consentono al cartello dominante di massimizzare il proprio potere, che assume dimensioni onnicomprensive. L'onnipotenza basata sulla patologia istituzionale viene presentata come "soft power" e questo è il suo (fittizio) vantaggio rispetto al potere della violenza, fondamento del potere del cartello.

Si sottolinea inoltre che brogli elettorali, compravendita di voti, ricatti elettorali, falsi elettori e altre forme di patologia elettorale hanno causato la completa delegittimazione delle elezioni del 29 marzo, tanto da poter affermare che in quei 10 comuni non ci sono né vincitori né vinti, come se le elezioni non si fossero mai svolte.

Si stima che l'attuale "cartello" al potere in Serbia, soprattutto nell'ultimo decennio, tragga insegnamento da quattro fonti principali per la sua espansione verso l'onnipotenza, allontanandosi progressivamente dalle norme esistenti e avvicinandosi a forme estreme di autocrazia. Tra queste fonti figurano l'usurpazione delle istituzioni e il commercio di servizi istituzionali.

Vengono inoltre menzionati il ​​monopolio sull'uso e l'abuso della forza e della violenza, incarnato dalla polizia ufficiale e da elementi criminali corrotti, nonché da attivisti violenti del partito, la sottomissione dei tre poteri dello Stato e la concentrazione del potere nelle mani del "leader del popolo" e al vertice della piramide dei cartelli.

Viene inoltre menzionato il monopolio sulla maggior parte dei media, la cui funzione principale è quella di creare una "realtà parallela" che si adatti ai desideri e alle esigenze del cartello al potere. / Adattato da "Danas"

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