
L'attacco ai leader di Hamas nella capitale del Qatar, Doha, dimostra che Israele continuerà a peggiorare la situazione se le potenze mondiali non lo fermeranno...
Israele non ha fatto alcun tentativo di nascondere la propria responsabilità nell'attacco aereo sulla capitale del Qatar. Pochi minuti dopo che le esplosioni erano state udite a Doha, funzionari israeliani hanno confermato pubblicamente l'intervento. L'ufficio del Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato senza mezzi termini: "Israele ha iniziato, Israele ha eseguito e Israele si assume la piena responsabilità".
La mossa è vista come una nuova escalation nella politica militare di Tel Aviv. Negli ultimi due anni, Israele ha dichiarato guerra all'Iran, ha ampliato la sua presenza in Siria, ha ucciso leader di Hezbollah in Libano e ha causato oltre 64.000 vittime palestinesi a Gaza. Ma l'attacco a Doha segna una nuova frontiera: un attacco diretto a un Paese alleato degli Stati Uniti e che ospita la più grande base statunitense nella regione.
Una sorpresa anche per il Qatar
Secondo gli analisti, l'attacco è stato inaspettato, poiché non si è limitato alle classiche pratiche del Mossad, come omicidi o eliminazioni segrete. "Non credo che i qatarioti avrebbero mai immaginato che Israele avrebbe bombardato Doha", ha affermato l'analista della difesa Hamze Attar.
L'esperta di relazioni internazionali Cinzia Bianco ha aggiunto che, sebbene il Qatar sapesse di non trovarsi "al di fuori dei possibili confini di Israele", nessuno si aspettava un attacco aperto e spietato.
La reazione degli Stati Uniti e il dilemma della "luce verde"
La Casa Bianca ha riconosciuto di aver ricevuto informazioni in anticipo sull'attacco, ma ha affermato che Israele lo aveva compiuto da solo e che l'azione non serviva né gli interessi degli Stati Uniti né quelli di Israele. Tuttavia, non c'è stata una chiara condanna.
"È difficile credere che Israele possa lanciare un attacco del genere senza l'approvazione americana", ha affermato l'analista politico Marwan Bishara. Ha sottolineato che, se gli Stati Uniti non hanno dato il via libera, l'amministrazione Trump dovrebbe esprimere una chiara condanna, cosa che non è ancora avvenuta.
La pace in pericolo
L'attacco è avvenuto mentre in Qatar erano in corso i negoziati per un cessate il fuoco tra Israele e Hamas. Il piano, sostenuto dagli Stati Uniti, prevedeva il rilascio parziale degli ostaggi israeliani e una pausa temporanea dei combattimenti. Ma Tel Aviv ha respinto l'accordo dopo un iniziale sostegno e ora chiede il rilascio di tutti gli ostaggi in cambio di una breve pausa.
Molti analisti ritengono che Israele non abbia alcun interesse in un autentico cessate il fuoco. Gli accordi che sembrano progressi, affermano, sono solo "teatro diplomatico" mentre la guerra a Gaza continua.
Qatar sotto shock, regione minacciata
Il Qatar, che ha svolto un ruolo chiave come mediatore tra Israele, Hamas e Stati Uniti, ha definito l'attacco una flagrante violazione della sua sovranità. Gli analisti di Doha hanno affermato che il Paese dovrebbe portare la questione all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, chiedendo una mobilitazione internazionale contro le politiche israeliane.
L'attacco ha anche aperto un nuovo capitolo nelle relazioni di sicurezza nel Golfo Persico. Gli esperti avvertono che le tradizionali garanzie di sicurezza americane stanno svanendo. "Nessuno è più al sicuro. Oggi è il Qatar, domani potrebbe essere l'Arabia Saudita o gli Emirati", ha detto Bianco.
Daniel Levy, ex negoziatore israeliano, ha riassunto la situazione: "Israele ha portato il suo disprezzo per i negoziati, il diritto internazionale e la sovranità degli Stati a un livello superiore. È chiaro che non ci sono negoziati in buona fede".
Un precedente che potrebbe cambiare il Medio Oriente
L'attacco a Doha ha ribaltato i calcoli diplomatici. Se fino a ieri la presenza delle basi americane era vista come una garanzia di sicurezza per i Paesi del Golfo, oggi la percezione è cambiata: nessun Paese è intoccabile.
Si prevede che questo evento incoraggerà un maggiore coordinamento tra i paesi arabi e rafforzerà le richieste di una risposta decisa a Tel Aviv. In caso contrario, gli analisti avvertono che "le bombe dell'aviazione israeliana potrebbero cadere domani su ogni capitale della regione". /Adattato da "Pamphlet" di "Al Jazeera"
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