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Editorial 9 Korrik 2025, 13:57

Scambisti politici: Rama-Berisha contro Vučić-Šešelj

Shkruar nga Gjergj Zefi

 Scambisti politici: Rama-Berisha contro Vučić-Šešelj

Da Tirana a Belgrado, in che modo i due binomi politici giocano la carta del nazionalismo e della polarità per assicurarsi il potere personale...

Se qualcuno pensa che serbi e albanesi non siano affatto uguali, si sbaglia. Rama e Vučić, questi "statisti" balcanici, sembrano essere stati educati alla stessa scuola: quella dell'ipocrisia politica con uno stile teatrale di nazionalismo e polarizzazione.

A Belgrado, Vučić tiene Vojislav Šešelj in una "gabbia" politica, la "bestia radicale" che fa emergere sul palco ogni volta che deve giocare la carta del patriottismo estremo, per convincere il popolo e la comunità internazionale che la sua voce è la voce della ragione.

A Tirana, Rama addita il suo eterno "nemico", Berisha, come la "minaccia permanente alla democrazia", ​​assicurandosi così che nessuna alternativa politica osi elevarsi al di sopra del livello del "male minore".

Entrambi sono maestri di un gioco sporco, in cui le persone trattengono il fiato mentre "combattono" nemici immaginari, che in realtà sono semplicemente i migliori partner politici che avrebbero potuto trovare.

La gente vota, discute e impreca, senza rendersi conto che la pièce è frutto di una brillante collaborazione degli attori principali.

Uno interpreta il ruolo del leader che "non permette alla Serbia di scivolare nel radicalismo", l'altro si atteggia a unico leader in grado di tenere l'Albania "lontana dal suo oscuro passato".

Ma alla fine, il teatro continua, e il biglietto è sempre caro per la gente. Entrambi i leader escono trionfanti dalle elezioni, mentre le "bestie politiche" continuano a prosperare sotto il loro patrocinio. Benvenuti nei Balcani, dove la democrazia è una barzelletta che i leader ripetono ogni quattro anni, e dove il miglior "nemico" del potere è sempre il più pericoloso, perché garantisce che nessun altro si avvicini. / Opuscolo

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