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Anti-Mafia17 Korrik 2025, 10:21

Scontro tra SPAK e BKH su Dorian Sadiku, il "capo" del traffico di droga e del riciclaggio di denaro di Ilir Beqja

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Scontro tra SPAK e BKH su Dorian Sadiku, il "capo" del traffico di
Dorjan Sadiku /

Nonostante siano trascorsi 7 mesi dalla presentazione delle conclusioni dell'indagine da parte del BKH, lo SPAK non ha avviato un procedimento penale contro Dorian Sadiku e non lo ha arrestato, nonostante sia stato dimostrato il suo ruolo principale e attivo nel gruppo criminale, mentre continua a contrabbandare medicinali, commettere frodi fiscali e ricevere milioni di euro in appalti...

L'indagine approfondita dell'ex ministro della Salute, Ilir Beqja, ha portato alla luce una rete strutturata di contrabbando di droga e riciclaggio di denaro, legata a diverse note aziende farmaceutiche come "Delta Pharma", "Delta Holding", "BONDES Holding", "Novartis" e "Metro Farmaci".

Punto di partenza dell’indagine sono stati i controlli e i sequestri effettuati il 28 dicembre 2023 presso le sedi della “Delta Pharma” e della rete di farmacie con essa operanti in collaborazione.

Dopo quasi un anno di indagini, nel dicembre 2024, BKH ha presentato un rapporto investigativo dettagliato allo SPAK, evidenziando il ruolo attivo dell'uomo d'affari Dorian (Tahiri) Sadiku, cognato del deputato del DP Kliti Hoti, come persona che gestiva l'attività economica e le transazioni sospette in questa rete.

Secondo il fascicolo BKH, Dorian Sadiku ha avuto un ruolo decisivo nell'attività finanziaria delle suddette società, che erano coinvolte nell'importazione di medicinali di contrabbando, nella distribuzione al di fuori dei canali ufficiali e nell'occultamento di profitti attraverso bilanci fittizi.

Sebbene l'indagine su Ilir Beqje abbia portato al suo arresto il 4 giugno 2024 per corruzione e uso improprio di fondi UE, Dorian Sadiku non è ancora stato perseguito penalmente dallo SPAK, nonostante le conclusioni del BKH nei suoi confronti siano chiare e documentate.

Secondo le informazioni a disposizione di "Pamphlet", Sadiku si è avvalsa di almeno quattro società, di sua proprietà o in comproprietà, per importare, distribuire e commerciare illegalmente medicinali. Attraverso queste società, nel periodo 2016-2024 sono stati importati e distribuiti circa 140 milioni di euro di medicinali e forniture mediche, mentre ne sono stati dichiarati solo 23 milioni, creando un ampio divario fiscale e sollevando seri sospetti di evasione fiscale e riciclaggio di denaro.

L'azienda "Metro Farmaci" ha registrato perdite continue per anni, mentre la sua attività commerciale e di importazione è stata intensa e redditizia. I profitti reali sono stati artificialmente ridotti all'1-2%, mentre il resto del fatturato è stato dirottato in modo sospetto, attraverso fittizi aumenti di spesa o occultamento di profitti.

Sebbene Sadiku non sia stato interrogato dallo SPAK e non vi sia stato alcun provvedimento di detenzione, le sue aziende hanno beneficiato di appalti statali per un valore di circa 1,4 milioni di euro, anche dopo l'avvio dell'indagine.

Di fronte a questa situazione, resta senza risposta una domanda fondamentale:

Chi difende Dorian Sadiku e perché lo SPAK non ha ancora agito contro di lui, nonostante abbia lo stesso peso investigativo di Ilir Beqja?

E ancora: lo status del cognato di un deputato del DP appena eletto influenza questo strano ritardo nella giustizia?

In un momento in cui il governo e l'opposizione parlano di moralità, pulizia e trasparenza, questo è un test diretto per lo SPAK e il sistema giudiziario, per dimostrare se i crimini economici saranno trattati equamente, indipendentemente dalla posizione politica dei parenti dei sospettati./ Opuscolo

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