Gli scienziati russi stanno sviluppando un programma di neurotecnologia, nome in codice "PJN-1", che impianterà chip nel cervello dei piccioni e telecamere nei loro corpi, trasformandoli in veicoli volanti controllati a distanza, simili ai droni.
L'ambizioso programma sarebbe collegato a un istituto di intelligenza artificiale diretto da Katerina Tikhonova, figlia del presidente russo Vladimir Putin. Il Times e il Telegraph riportano che questi "piccioni cyborg" potrebbero essere utilizzati per la sorveglianza segreta di obiettivi o persino per operazioni militari, in modo simile all'attuale utilizzo dei droni.
La tecnologia è sviluppata da Neiry Group, una startup con sede a Mosca, che sostiene che i piccioni presentano dei vantaggi rispetto ai droni tradizionali grazie alla maggiore autonomia di volo, alla maggiore resistenza e alla capacità di raggiungere aree difficili da raggiungere.
Secondo la descrizione tecnica, piccoli elettrodi vengono inseriti nel cranio degli uccelli e collegati a uno stimolatore posizionato sulla testa, consentendo agli operatori di guidarli a destra o a sinistra tramite telecomando. Un piccolo dispositivo alimentato a energia solare, indossato come uno zaino, contiene il sistema di controllo del volo ed è collegato a una telecamera sulla parte anteriore del corpo dell'uccello.
Neiry Group sostiene che questi "droni biologici" possono percorrere fino a 500 chilometri al giorno e possono essere utilizzati per il monitoraggio delle infrastrutture, l'ispezione di impianti industriali, operazioni in spazi aerei riservati e missioni di ricerca e soccorso. Sebbene l'azienda descriva il progetto come uno strumento di sorveglianza civile, gli esperti di sicurezza ritengono che la tecnologia possa essere facilmente adattata a scopi militari.
James Giordano, professore di neuroscienze alla Georgetown University e consulente scientifico del Pentagono, ha dichiarato a Bloomberg che, in teoria, questi "bio-droni" potrebbero essere utilizzati anche per trasportare agenti biologici in territorio nemico.
Alexander Panov, CEO di Neiry, ha affermato che la tecnologia non è limitata ai piccioni. Ha aggiunto che il sistema potrebbe essere adattato ad altre specie di uccelli, come i corvi imperiali per carichi più pesanti, i gabbiani per la sorveglianza costiera o gli albatros per vaste aree marine.
I rapporti sottolineano che l'uso di animali per scopi militari non è sconosciuto alla Russia. Secondo alcune fonti, Mosca avrebbe anche utilizzato delfini addestrati per proteggere le basi navali nel Mar Nero, oltre a sperimentare altri mezzi di guerra non convenzionali.
Le preoccupazioni sui legami del Gruppo Neiry con il Cremlino sono aumentate dopo che un'indagine condotta dall'agenzia di stampa indipendente T-Invariant ha rivelato che l'azienda aveva ricevuto circa 1 miliardo di rubli di finanziamenti, in parte da fonti legate allo Stato russo. Una parte significativa dei finanziamenti proveniva dalla National Technology Initiative, un programma lanciato da Vladimir Putin nel 2014 per rafforzare la posizione della Russia nel settore tecnologico globale.
Secondo quanto affermato, Neiry collaborerebbe con l'Istituto di intelligenza artificiale dell'Università statale di Mosca, diretto da Katerina Tikhonova, il che renderebbe questo progetto ancora più delicato dal punto di vista politico e geostrategico.
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