Il motivo principale per cui la Russia si sente in una posizione di forza nel rifiutare qualsiasi accordo è la convinzione che potrebbe trarre maggiori benefici continuando la guerra, nonostante gli enormi costi economici e umani.
Anche alla vigilia di Natale, l'aggressione russa in Ucraina non si è fermata. I bombardamenti sui civili sono continuati, dimostrando chiaramente che il Cremlino non ha alcuna intenzione di rinunciare alla guerra, ma piuttosto sta preparando il terreno per un 2026 ancora più duro. In questo contesto, il portavoce del presidente russo, Dmitrij Peskov, ha confermato che Vladimir Putin ha inviato un telegramma di congratulazioni a Donald Trump, ma ha anche sottolineato che "non si intravedono miglioramenti all'orizzonte" per quanto riguarda i colloqui di pace in Ucraina.
Dopo gli incontri informali a Miami tra l'inviato russo Kirill Dmitriev e gli stretti collaboratori di Trump, tra cui il genero Jared Kushner, il Cremlino afferma di star ancora analizzando le informazioni prima di prendere una decisione sul futuro della comunicazione con gli Stati Uniti. Una posizione che per molti analisti indica uno sforzo coordinato da parte di Mosca per testare le posizioni americane, in vista delle elezioni presidenziali statunitensi del 2026.
Nel frattempo, Mosca ha fermamente smentito le indiscrezioni di Bloomberg secondo cui il Cremlino avrebbe chiesto modifiche al piano statunitense per porre fine alla guerra. Maria Zakharova, portavoce del Ministero degli Esteri russo, le ha definite "fake news" in un messaggio su Telegram.
Tuttavia, il New York Times suggerisce anche che la Russia si stia preparando a respingere l'ultima versione del piano di pace, presentata dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky alla vigilia di Natale. In questa nuova versione, Zelensky si mostra più flessibile: si dice pronto a ritirare le forze ucraine dalle zone del Donbass ancora sotto il suo controllo, se la Russia farà lo stesso e consentirà la creazione di una zona demilitarizzata.
Ma non ci si aspetta che questo compromesso venga accettato dal Cremlino, che ha sempre chiesto la completa annessione del Donbass e ha escluso qualsiasi ritiro, anche simbolico, dai territori occupati dopo l'inizio dell'aggressione nel 2022. Inoltre, Mosca sembra incoraggiata dai suoi recenti progressi sul terreno: questa settimana ha preso il controllo di un altro villaggio nella regione di Donetsk, Sviato-Pokrovskoe.
Secondo il New York Times, la ragione principale per cui la Russia si sente in una posizione di forza per rifiutare qualsiasi accordo è la convinzione di poter trarre maggiori benefici dalla continuazione della guerra, nonostante gli enormi costi economici e umani. L'economia russa è nella sua fase più debole dal 2022, con tassi di interesse record e un profondo calo della crescita, ma non è ancora entrata in una crisi abbastanza grave da costringere il Cremlino a fare marcia indietro.
Attualmente la Russia controlla circa il 75% della regione di Donetsk e, al ritmo attuale di avanzamento, ci vorranno circa 18 mesi per conquistare l'intero territorio.
Ma se la guerra continua, perché Mosca continua a "negoziare"? Secondo gli esperti occidentali, il vero scopo di questi contatti è mantenere un canale di comunicazione minimo con gli Stati Uniti ed evitare un totale isolamento diplomatico. Inoltre, il Cremlino cerca di evitare qualsiasi nuovo pacchetto di sanzioni, come quelle annunciate a ottobre da Trump contro i giganti energetici russi Rosneft e Lukoil, che hanno costretto Mosca a vendere petrolio a prezzi molto più bassi.
Infine, rinviare i negoziati e tenere in sospeso qualsiasi piano di pace serve a un altro obiettivo strategico russo: approfondire la frattura tra l'Ucraina e i suoi alleati occidentali. Rinviando la pace in un'area di "condizioni impossibili", Mosca sta mettendo alla prova la volontà politica dell'Occidente e mira a fomentare divisioni a sostegno di Kiev.
"Putin non ha alcuna intenzione di fermare la guerra e non è pronto ad alcun compromesso, nemmeno minimo", ha affermato l'analista ucraino Volodymyr Fesenko in un post su Facebook. "Per il Cremlino, discutere il piano di pace di Trump è semplicemente un gioco tattico con gli Stati Uniti per mantenere relazioni gestibili con l'attuale presidente, provocando allo stesso tempo tensioni tra Washington e Kiev".
In questo contesto, appare chiaro che il Cremlino non stia cercando una soluzione immediata, ma stia giocando una partita a lungo termine, dove la pace viene usata come strumento di pressione diplomatica, mentre la realtà sul campo è quella delle bombe e dell'occupazione. Vladimir Putin attende il 2026 con freddi calcoli, non con piani di compromesso. / Tratto dal "Corriere della Sera"
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