L'attacco aereo israeliano sul suolo del Qatar, al culmine dei colloqui di pace mediati dagli Stati Uniti, mette in luce il crollo dell'autorità diplomatica americana e la disintegrazione della sua influenza strategica in Medio Oriente...
L'attacco aereo israeliano nel cuore di Doha, che ha colpito un complesso dove i leader di Hamas si stavano incontrando durante un cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti, non è stato solo un atto militare; è stato un colpo alla schiena per la diplomazia internazionale, un fallimento palese dell'amministrazione Donald Trump e un campanello d'allarme: gli Stati Uniti non hanno più il controllo nemmeno sui loro alleati più stretti.
Il Qatar, un paese amico degli Stati Uniti, con il quale Washington mantiene la più grande base militare del Medio Oriente, è stato bombardato in pieno giorno da un altro alleato degli Stati Uniti, Israele, senza un chiaro preavviso e senza rispetto per la sovranità di uno stato che stava cercando di mediare la pace.
Le uniche parole del presidente Trump sono state: "Non aiuta Israele o l'America". Tardivo, vuoto e inutile!
Come scrisse su Social Truth, i missili avevano sparso i corpi delle vittime a Doha. L'avvertimento americano al Qatar arrivò mentre le bombe cadevano. Vergogna!
Questo attacco dimostra che gli Stati Uniti, sotto Trump, non sono più un mediatore, un garante o una potenza rispettata sulla scena mondiale. Sono uno spettatore confuso che non comanda più nemmeno i suoi alleati e non è in grado di impedire atti che destabilizzano i suoi piani strategici.
Israele ha colpito nel bel mezzo dei colloqui per il cessate il fuoco. Sul tavolo c'era una proposta per il rilascio degli ostaggi e un cessate il fuoco sostenuto dalla stessa Casa Bianca. E gli Stati Uniti, invece di impedirlo, si sono accontentati di una dichiarazione, come se fossero una ONG impotente.
L'amministrazione Trump non è riuscita a interpretare il momento geopolitico. Invece di consolidare il ruolo dell'America come artefice della pace, è diventata un attore disinformato, più un seguace degli eventi che un leader. Questo incidente è l'esempio più brutale che dimostra come "America First" in politica estera sia in realtà "America Out". Gli Stati Uniti sono fuori controllo, fuori scala, fuori dalla fiducia internazionale.
Di fronte a questa vergogna, il mondo resta in silenzio per paura, mentre l'America perde credibilità ogni ora che passa.
La reazione del Qatar, la condanna dell'UE, del Regno Unito, dell'ONU e della Lega Araba sono la prova che il mondo si sta riorientando verso un nuovo ordine in cui gli Stati Uniti non sono più la guida. Se un alleato come il Qatar può essere bombardato nel bel mezzo di colloqui guidati dagli Stati Uniti, allora che valore ha la garanzia di Washington?
Questa non è solo una crisi momentanea, ma il sintomo di un fallimento più profondo: gli Stati Uniti d'America, sotto Donald Trump, non sono più in grado di difendere l'ordine internazionale. Colui che un tempo veniva definito il "comandante del mondo libero" è ora un presidente che scrive status sui social network, mentre la pace arde tra le fiamme della sua mancanza di autorità.
Se questo è il modello della nuova diplomazia americana, allora il mondo è solo di fronte al caos. E questo caos non inizia a Gaza, né a Tel Aviv, né a Doha, inizia a Washington. Più precisamente, nello Studio Ovale, che è diventato l'ombra di se stesso./ Opuscolo
* Doha, la Pax Americana in rovina - Doha, la Pax Americana in rovina
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