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Editorial 6 Tetor 2025, 10:23

L'Eliseo in crisi: Macron con le mani alzate!

Shkruar nga Gjergj Zefi

 

L'Eliseo in crisi: Macron con le mani alzate!
Sébastien Lecornu /

Le dimissioni di Sébastien Lecornu dopo appena un mese aggravano la crisi di Macron e spingono la Repubblica verso elezioni anticipate...

La Francia è sprofondata in una delle crisi politiche più profonde degli ultimi anni, in seguito alle improvvise dimissioni del Primo Ministro Sébastien Lecornu, appena un mese dopo la sua nomina da parte del Presidente Emmanuel Macron. L'uscita di scena di Lecornu non rappresenta solo un cambio al vertice dell'esecutivo, ma un chiaro sintomo del crollo della coesione istituzionale che ha sostenuto il progetto macroniano di un governo centralizzato e "trasversale", al di là delle classiche divisioni destra-sinistra.

E mentre il Parlamento è scosso dagli avvertimenti di mozioni di sfiducia da parte del Partito socialista di sinistra e dell'Assemblea nazionale di estrema destra, e i repubblicani tradizionali (LR) mettono in guardia dal lasciare il governo, la Francia si trova ad affrontare un potenziale collasso istituzionale.

La nomina di Lecornu, avvenuta il 9 settembre 2025, è stata un ultimo disperato tentativo da parte di Macron di sfuggire all'isolamento politico, in seguito alla caduta del governo Bayrou, che non aveva ottenuto la fiducia del Parlamento.

Lecornu, una figura relativamente moderata nota per il suo pragmatismo come ex ministro della Difesa, era visto come un tecnocrate capace di costruire ponti con l'opposizione. Ma invece di collaborare, si è trovato di fronte a muri eretti da tutte le correnti politiche. I critici lo hanno accusato di mancanza di legittimità democratica, di non avere voti per lui in parlamento e di essere un mero strumento di Macron. Non è riuscito a creare una maggioranza stabile e ha dovuto affrontare il rifiuto frontale di qualsiasi forza politica che potesse salvare il governo dal collasso.

Questa crisi giunge in un momento pericoloso per la Francia e per la stessa Unione Europea.

Sullo sfondo della guerra in Ucraina, delle tensioni con la Russia e dell'indebolimento degli Stati Uniti sulla scena internazionale, la mancanza di stabilità in Francia potrebbe avere ripercussioni su tutto il continente.

Lecornu era stato una voce attiva nel sostegno a Kiev e nelle iniziative per una politica di difesa comune europea. Le sue dimissioni creano un vuoto sulla scena internazionale, mentre Macron appare sempre più come un presidente privo degli strumenti politici per governare.

Per l'Albania e i Balcani occidentali, l'indebolimento della posizione della Francia nell'UE potrebbe avere conseguenze contraddittorie.

Da un lato, il potenziale di Macron di frenare l'allargamento si riduce; una posizione che Parigi ha storicamente mantenuto con grande riserva. Dall'altro, questa situazione dà ulteriore peso a paesi come Germania e Italia, tradizionalmente più aperti all'integrazione della regione nell'UE. Ciò potrebbe costituire una piccola finestra di opportunità per Tirana, se le istituzioni albanesi riuscissero ad agire con diplomazia coordinata e ad avvicinarsi agli attori che attualmente determinano il vero potere all'interno dell'Unione.

Nel frattempo, a Parigi, la crisi è solo all'inizio. La caduta di Lecornu potrebbe essere seguita da nuovi tentativi di Macron di formare un altro governo, ma tutto dipenderà dai calcoli delle forze politiche in Parlamento. Se la mozione di sfiducia verrà approvata, cosa che ormai sembra inevitabile, la Francia andrà incontro a elezioni anticipate. In caso contrario, avremo un altro governo tecnico, che sarà semplicemente un rifacimento di un sistema che sta crollando dall'interno.

La Francia del 2025 non è più il motore dell'Europa; è il suo paziente più fragile. E quando Parigi trema, tutta l'Europa trema. / Opuscolo

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