La Commissione europea ha previsto un pacchetto di 3,2 miliardi di euro per il Montenegro in seguito alla sua adesione all'UE, confermando che Podgorica rimane il candidato più avanzato nei Balcani occidentali. Nel frattempo, l'Albania prosegue i negoziati, ma ancora senza una chiara prospettiva di adesione e senza segnali analoghi da parte di Bruxelles...
La decisione della Commissione europea di stanziare un pacchetto finanziario di 3,2 miliardi di euro per il Montenegro non è solo un calcolo di bilancio. È un chiaro segnale politico che Bruxelles considera Podgorica il Paese più vicino all'adesione all'Unione europea.
Mentre il Montenegro discute su come amministrare i fondi che riceverà in qualità di Stato membro, l'Albania è ancora in fase di negoziazione, senza un calendario preciso per l'adesione e senza un pacchetto finanziario analogo riservato al periodo successivo all'ingresso nell'UE.
Entrambi i paesi hanno intrapreso il percorso di integrazione anni fa, ma il ritmo delle riforme ha prodotto risultati diversi. Il Montenegro ha avviato i negoziati con l'Unione Europea nel 2012 e ha aperto tutti i capitoli negoziali, chiudendone temporaneamente una parte significativa. L'Albania ha avviato ufficialmente i negoziati molto più tardi ed è tuttora in fase di revisione e negoziazione dei capitoli, con un percorso che rimane subordinato al completamento delle riforme e al consenso di tutti gli Stati membri.
Non mancano le dichiarazioni ottimistiche da parte di funzionari e autorità europee a Tirana riguardo all'Albania, ma finora non si è concretizzata alcuna decisione paragonabile a quella per il Montenegro, ovvero un pacchetto finanziario pensato per il suo futuro status di Stato membro.
La differenza non riguarda solo i fondi. Riflette il livello di fiducia che le istituzioni europee ripongono nelle capacità di ciascun candidato. L'approvazione preliminare di un pacchetto da un miliardo di euro per il Montenegro dimostra che Bruxelles sta pianificando concretamente la sua integrazione nel bilancio dell'Unione europea.
In Albania, la sfida rimane quella di accelerare le riforme della giustizia, rafforzare lo stato di diritto, combattere la corruzione e la criminalità organizzata e rispettare gli standard previsti nei capitoli negoziali. Solo progressi costanti in questi ambiti potranno avvicinare il Paese al livello raggiunto oggi dal Montenegro.
Se Podgorica raggiungerà l'obiettivo dell'adesione entro il 2028, potrebbe diventare il più giovane Stato membro dell'Unione Europea dopo la Croazia. Questo sviluppo aumenterebbe anche la pressione politica sugli altri Paesi dei Balcani occidentali, tra cui l'Albania, affinché accelerino il ritmo delle riforme e dei negoziati.
Il messaggio che arriva da Bruxelles è chiaro: il processo di allargamento resta aperto, ma i maggiori vantaggi spettano ai paesi che riusciranno a convincere l'Unione europea di essere realmente pronti per l'adesione. Per l'Albania, questo significa che alle dichiarazioni devono seguire risultati concreti, affinché il paese non rimanga indietro nella corsa regionale verso l'UE .
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