Dal mito del "salvatore nazionale" alla necessità di una politica delle idee. Gli albanesi non hanno più bisogno di leader che parlino a nome della nazione, ma di istituzioni che funzionino per la nazione.
Le ere di Albin Kurti, Edi Rama e Ali Ahmeti stanno declinando non a causa del voto, ma a causa della stanchezza storica del modello che rappresentano. Gli albanesi nei tre Paesi in cui vivono si trovano ad affrontare una nuova realtà globale che richiede cooperazione, non divisione; visione, non carisma; costruzione dello Stato, non vuota retorica.
Nella politica albanese, le crisi non si verificano all'improvviso, ma maturano lentamente, attraverso la stanchezza pubblica, la perdita di fiducia e il consumo di figure che non possono cambiare nel tempo. Oggi, quando si parla di "fine dell'era Kurti", "fine di Rama" o "fine di Ali Ahmeti", si descrive in realtà un processo comune: il declino del modello di leader che si vede come rappresentante della nazione, non come servitore delle istituzioni.
Albin Kurti, che ha iniziato come simbolo di rivolta morale contro il sistema, si è scontrato con la realtà del potere. Non ha abbandonato l'ideale, ma non è riuscito a trasformarlo in un meccanismo statale funzionale. Lo scontro con la realpolitik internazionale lo ha indebolito politicamente, pur mantenendo il rispetto per l'onestà, ma non la fiducia nell'efficacia.
In Macedonia del Nord, Ali Ahmeti si è trasformato da simbolo della rappresentanza albanese in parte dell'establishment che un tempo lo sfidava. La DUI, che un tempo rappresentava il cambiamento, oggi è diventata parte del sistema che lo blocca.
Nel frattempo, Edi Rama, che ha costruito il potere sulla narrativa della "rinascita", si trova ad affrontare il paradosso del suo stesso successo: un sistema che produce solo compiacimento, non trasformazione. Un leader che un tempo prometteva rinascita, ma che oggi rappresenta la stanchezza di un potere a lungo termine.
Tutti e tre condividono lo stesso destino: sono diventati ostaggi dei modelli che hanno creato. Rama del sistema di propaganda che non può più essere cambiato, Kurti dell'idealismo che non genera riforme e Ahmeti di un realismo politico che non ispira più. Tutti e tre sono testimoni di un momento in cui la storia non ha più bisogno di leader che parlino per la nazione, ma di istituzioni che funzionino per essa.
Dopo la guerra in Ucraina e i cambiamenti nell'ordine globale, i Balcani si stanno ridisegnando come un corridoio strategico tra democrazie e autoritarismi. In questo spazio, gli albanesi sono presenti ovunque, ma spesso senza una visione comune. I loro leader, invece di sfruttare questa opportunità per la fattorizzazione regionale, la sprecano in piccoli conflitti per il predominio locale.
Gli albanesi devono abbandonare la politica del mito e adottare una politica della funzione. Non più per leader che "rappresentano la nazione", ma per istituzioni che la proteggono e la sviluppano. Questa è la transizione che nessuno dei tre leader ha compiuto. Se continuano a pensare che la politica sia una competizione di personalità e non di idee, allora il ricordo di un'epoca che si rifiutava di cambiare rimarrà.
Nell'era a venire, non ci sarà più posto per leader che costruiscono il potere sul conflitto, ma per coloro che costruiscono la cooperazione sull'interesse nazionale ed europeo. Gli albanesi non hanno più bisogno di "parole chiave" spacciate per strategia, ma di una politica che parli con i fatti e funzioni con le istituzioni.
Le ere di Rama, Kurti e Ahmeti stanno finendo, ma la sfida degli albanesi è appena iniziata: costruire una politica che non appartenga più ai leader, ma ai cittadini./ Opuscolo
Shume e drejte.
Tana ka nevojë për burrë thua ti!? Kjo dihet .. Por shqiptarët nuk mund të krijojnë institucione shtetërore,e kam fjalën funksionale ,sepse do vendosin në krye të punës djalin e migjës apo loqkën e dashnisë.. Një jetë e gjithë ka treguar që vetëm nën baba Dovlet shqiptarët u shtruan dhe njohën shtetin. Prandaj mos shkruaj tema si kjo " që të zesh kos duhet patjetër të kesh qumësht"