Secondo la Procura speciale, la stessa Corte costituzionale ha già affrontato questioni simili, sostenendo che ogni istituzione esercita i propri poteri e che nessun organo interferisce nel processo decisionale di un altro...
I rappresentanti dello SPAK hanno difeso la loro posizione, sostenuta anche dal GJKKO, in merito alla sospensione di Belinda Balluku dagli incarichi governativi, dopo che le erano state comunicate le accuse relative a diverse gare d'appalto oggetto di indagine da parte della Procura speciale.
Belinda Balluku è stata citata come imputata dalla SPAK per la gara d'appalto da 190 milioni di euro per il tunnel di Llogara, ma anche per l'indagine su 7 lotti della Greater Ring Road.
Tre ore dopo che la Corte Costituzionale ha iniziato a esaminare la richiesta del Primo Ministro di annullare la decisione del GJKKO, i rappresentanti dello SPAK, presentando le loro argomentazioni alla Corte, hanno affermato che non vi è alcun conflitto di competenza. Secondo il procuratore, le misure di sicurezza sono decisioni individuali.
Secondo SPAK, la parte richiedente (il Primo Ministro) non è legittimata come soggetto processuale ad attivare il controllo della Corte costituzionale, in quanto non è un soggetto diretto e non ha dimostrato l'esistenza di un interesse personale e attuale, accompagnato da conseguenze irreparabili o da un rischio concreto derivante dalla sua esecuzione.
«Le pretese del ricorrente si basano su interpretazioni della legge, senza provare l'esistenza di un rapporto giuridico violato con conseguenze concrete», afferma la posizione della SPAK.
Secondo l'accusa, in questo caso non è stato riscontrato alcun conflitto di poteri e non sussiste alcuna reale questione costituzionale che giustificherebbe l'intervento della Corte costituzionale.
SPAK sottolinea che non può essere sostenuto alcun conflitto di competenze tra il GJKKO e il Primo Ministro.
Secondo la Procura Speciale, la Corte Costituzionale stessa ha già affrontato questioni simili, sostenendo che ciascuna istituzione esercita i propri poteri e che nessun organo interferisce nel processo decisionale di un altro. Affinché sussista un conflitto di poteri, devono essere soddisfatti tre criteri giuridici, che, secondo la SPAK, non sussistono nel caso specifico.
Lo SPAK ritiene che la richiesta del Primo Ministro non rappresenti un conflitto di poteri tra i poteri, poiché le misure di sicurezza non creano tale conflitto. Si sottolinea inoltre che il ricorrente non può avvalersi di tale richiesta per bloccare l'indagine penale contro un ministro, poiché l'azione penale è di competenza esclusiva dello SPAK e del GJKKO e non può essere violata dal potere esecutivo.
SPAK sottolinea inoltre che il sistema giuridico prevede chiare vie di ricorso, tra cui la Corte d'appello e la Corte suprema, garantendo i diritti procedurali delle parti.
In merito all'affermazione secondo cui la sospensione del vicepremier avrebbe bloccato il normale funzionamento del Consiglio dei ministri, lo SPAK la ritiene infondata, chiarendo che la misura di sicurezza è stata imposta all'individuo e non pregiudica il funzionamento istituzionale del governo.
Il governo chiede alla Corte costituzionale l'annullamento della decisione del GJKKO sul provvedimento contro Balluk.
La decisione della Corte Costituzionale giunge in un momento in cui anche la SPAK ha presentato all'Assemblea una richiesta di autorizzazione all'arresto di Balluk. Questa mossa della SPAK è giunta subito dopo che la Corte Costituzionale ha reintegrato Balluk in carica in attesa della revisione del ricorso, mentre la prossima riunione del Consiglio dei Mandati si terrà il 28 gennaio. /Opuscolo/
Lini një Përgjigje