Vi invitiamo a seguire l'edizione informativa con i principali sviluppi fino a quest'ora, dove tra le altre cose evidenziamo:
In Albania, l'avvertimento dell'ambasciata statunitense sul rischio di attacchi da parte dell'Iran ha acuito le tensioni in Parlamento.
L'opposizione ha richiesto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza Nazionale e la presenza del primo ministro per ottenere chiarimenti, accusando il governo di sottovalutare la situazione.
La maggioranza ha considerato l'avvertimento una routine e ha accusato l'opposizione di politicizzazione.
Nel frattempo, il SP ha approvato 8 progetti di legge senza discussione, mentre l'opposizione ha chiesto conto a Balla e Peleshi ha chiuso la sessione.
Presso il GJKKO, prosegue l'udienza sul caso "Partizani", con l'ex Primo Ministro Sali Berisha che ha richiesto la convocazione di Edi Rama come testimone.
La SPAK non si oppone alla convocazione del primo ministro, ma respinge diverse altre richieste di testimoni da parte degli imputati.
Nel frattempo, Rigers Sheqeri torna a ricoprire la carica di capo dell'Ispettorato per la protezione del territorio di Tirana, dopo che il tribunale ha annullato la sua sospensione.
Il tribunale penale del Kosovo ha condannato Marin Leka, 39 anni, a un anno e due mesi di reclusione per compravendita di voti a Lushnje.
Allo stesso modo, il figlio di Erzen Breçani, latitante dal 2023, si consegna alla Spagna ed è in attesa di estradizione, con l'accusa di omicidio e traffico di droga.
In Kosovo, Kurti ha criticato la presidente Vjosa Osmani, accusandola di aver sciolto l'Assemblea in violazione della Costituzione e di non aver approvato una risoluzione per tutelare la verità storica della guerra del 1989-1999.
In tutto il mondo, le tensioni in Medio Oriente si stanno intensificando; l'Iran ha inviato un messaggio forte all'ex presidente Trump, minacciando uno scontro armato.
In ambito sportivo, il calcio italiano continua a essere in crisi dopo la mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali.
Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, si è dimesso e ha indetto le elezioni per il 22 giugno.
I principali candidati sono: Giovanni Malago, Giancarlo Abete, Matteo Marani e Demetrio Albertini.
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