
Per il prossimo bilancio, Trump ha richiesto la cifra astronomica di 1.500 miliardi di dollari. Nel 1944 e nel 1945, in termini odierni, furono stanziati 1.400 miliardi di dollari...
Mai, nemmeno durante la Seconda Guerra Mondiale, gli Stati Uniti hanno speso tanto per le proprie forze armate. La cifra astronomica richiesta dal presidente Donald Trump per il prossimo bilancio, 1.500 miliardi di dollari, supera persino i 1.400 miliardi di dollari all'anno (rivalutati al valore attuale) spesi nel 1944 e nel 1945, al culmine del conflitto.
La spesa militare statunitense è sempre stata volatile. Ciò è dovuto in parte al fatto che fino al 1940 le forze armate contavano pochi soldati: alle mobilitazioni durante le guerre seguivano rapide smobilitazioni al termine del conflitto.
Così, dagli otto miliardi di dollari del 1916 si raggiunsero i 181 miliardi nel 1919 (Prima guerra mondiale), per poi tornare a dieci miliardi nel 1924.
Nel 1935, la spesa ammontava a 16 miliardi di dollari e si moltiplicò ulteriormente dopo Pearl Harbor: da 121 miliardi di dollari nel 1941 a 439 miliardi di dollari nel 1942.
Nel 1948 la spesa era nuovamente calata a 104 miliardi di dollari, ma cinque anni dopo la guerra di Corea l'aveva fatta salire a 529 miliardi. La Guerra Fredda e le centinaia di basi costruite in tutto il mondo mantennero il bilancio intorno ai 400 miliardi di dollari fino alla guerra del Vietnam nel 1968.
Poi si registrò un ulteriore calo a 436 miliardi di dollari durante la presidenza di Jimmy Carter nel 1977, seguito da un forte aumento negli anni '80 sotto Ronald Reagan, quando raggiunse i 671 miliardi di dollari.
La caduta del comunismo portò il cosiddetto "dividendo della pace": 444 miliardi di dollari sotto la presidenza di Bill Clinton nel 1999. Ma le guerre in Afghanistan e in Iraq durante la presidenza di George W. Bush raddoppiarono la spesa, portandola a 800 miliardi di dollari, per poi ridurla a 646 miliardi durante la presidenza di Barack Obama.
Trump, dall'inizio del suo mandato, lo ha ulteriormente incrementato a 850 miliardi nel 2020, per arrivare ora a 1.500 miliardi di dollari. Una cifra straordinaria, che serve a mantenere due milioni e mezzo di soldati. Ma soprattutto, a produrre armi sempre più costose.
Negli anni '80, la studiosa britannica Mary Kaldor calcolò nel suo libro "Baroque Arsenal" che, al ritmo con cui aumentavano i prezzi di navi, aerei e missili, un giorno sarebbe stato necessario il bilancio annuale di una potenza di medio livello come l'Italia per costruire una portaerei. Oggi, questa previsione è quasi una realtà. A meno che la rivoluzione dei droni non inverta questa tendenza. / Adattato da "Pamphlet" di "HuffPost"
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