Il governo italiano nega qualsiasi incidente diplomatico, ma la cancellazione del vertice UE-Balcani occidentali da parte del Primo Ministro ha messo in luce le divergenze con Francia, Germania e Regno Unito su Ucraina e Bosnia.
A volte anche un francobollo può nascondere un'intera storia geopolitica.
La decisione della premier italiana Giorgia Meloni di partecipare alla cerimonia filatelica dedicata all'anniversario dell'Arma dei Carabinieri a Reggio Calabria, un evento inizialmente non previsto nella sua agenda, ha suscitato dibattiti sulla sua assenza dal vertice UE-Balcani occidentali a Tivat, in Montenegro.
L'evento ha acceso i riflettori sul rapporto tra Meloni e i tre principali leader della cosiddetta "Coalizione dei Volenterosi" tra Francia, Germania e Regno Unito, che a breve si incontreranno a Londra con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, senza la partecipazione dell'Italia.
Il governo italiano ha minimizzato le implicazioni politiche e ha insistito sul fatto che non vi sia alcuna crisi diplomatica. Tuttavia, l'assenza di Meloni ha attirato l'attenzione, soprattutto perché il vertice di Tivat verteva sull'allargamento dell'Unione Europea ai Balcani, un tema che il primo ministro italiano ha sempre sostenuto.
Fonti governative a Roma osservano che il formato di cooperazione tra Francia, Germania e Regno Unito "non riesce ancora a consolidarsi" e resta lontano dall'approccio di Meloni su questioni chiave come l'invio di truppe in Ucraina, i negoziati di pace con la Russia senza il coinvolgimento degli Stati Uniti e l'accelerazione dell'adesione dell'Ucraina all'Unione Europea.
Sebbene Palazzo Chigi (la sede del Primo Ministro italiano) neghi qualsiasi collegamento tra l'assenza di Meloni e disaccordi politici, resta il fatto che a Tivat avrebbe incontrato il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, due delle principali figure di sostegno europeo all'Ucraina.
Il governo italiano esprime scetticismo sulle prospettive di questo raggruppamento, lasciando intendere che Roma non condivida pienamente la stessa visione di Parigi e Berlino.
Sullo sfondo, continua la tradizionale rivalità tra Italia e Francia.
Un altro punto critico è la corsa alla carica di Alto Rappresentante della comunità internazionale in Bosnia ed Erzegovina. L'Italia sostiene la candidatura dell'ambasciatore Antonio Zanardi Landi, mentre la Francia promuove il suo inviato per i Balcani, René Troccaz.
Il candidato italiano gode del forte sostegno degli Stati Uniti, nonché di Giappone e Turchia, mentre il candidato francese è appoggiato da Germania e Gran Bretagna.
Questo allineamento diplomatico riflette anche gli sforzi di Meloni per ricostruire le relazioni con l'amministrazione di Donald Trump dopo un periodo di tensioni in vista del vertice del G7 in Francia e della riunione della NATO in Turchia.
In questo contesto, si inserisce anche la prevista visita a Washington, il 15 giugno, del Ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, che incontrerà il Segretario alla Difesa statunitense, Pete Hegseth.
Ma sono davvero questi calcoli politici a celarsi dietro l'assenza di Meloni a Tivat?
La versione ufficiale del governo italiano è molto più semplice.
Secondo Palazzo Chigi, non si sono verificati incidenti diplomatici. La cerimonia a Reggio Calabria si è protratta più a lungo del previsto, in parte a causa del ricevimento riservato al presidente del Consiglio.
Quando il suo staff si rese conto che non sarebbe arrivata in Montenegro in tempo, Meloni decise di accettare l'invito all'evento presso la prefettura e di rinunciare alla partecipazione al vertice.
Secondo il programma ufficiale, il suo arrivo a Tivat era previsto intorno alle 15:00, quando il vertice era quasi concluso. In pratica, la sua partecipazione si sarebbe limitata a circa 30 minuti, prima della tradizionale foto di gruppo e della conferenza stampa congiunta della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e del presidente del Consiglio europeo António Costa.
Dopo la cerimonia a Reggio Calabria, Meloni ha informato il presidente montenegrino Jakov Milatović e António Costa della sua assenza e si è fermata per circa mezz'ora in prefettura per l'attività filatelica.
L'aereo governativo è poi rientrato a Roma con l'intera delegazione ufficiale. Il Primo Ministro è arrivato nella capitale italiana intorno alle 15:30.
Ufficialmente, si trattava solo di un problema organizzativo.
Ma in un momento in cui l'Europa discute di Ucraina, allargamento dell'UE e futuro dei Balcani, l'assenza di Meloni da un vertice di questo tipo continua a sollevare interrogativi che vanno oltre l'agenda di una singola giornata./ Corriere della Sera
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