
L'incontro di Gyeongju segna la svolta storica verso un mondo tripolare, in cui Stati Uniti, Russia e Cina determinano il nuovo equilibrio di potere e la fine dell'era dell'egemonia occidentale...
Dopo oltre tre decenni di predominio americano, il mondo sta entrando in un'era di pesi e contrappesi. Il vertice dell'APEC in Corea del Sud non è solo un forum economico, ma l'inizio di una nuova architettura di sicurezza globale, in cui Trump, Xi e Putin stanno rimodellando l'ordine mondiale al di là dei blocchi tradizionali.
Nel 1972, Richard Nixon avvertì che "in un mondo senza equilibri di potere, non c'è pace, ma insicurezza; la pace non è uno stato naturale, ma il risultato degli sforzi di coloro che la mantengono". Questa frase, che un tempo descriveva la Guerra Fredda, oggi definisce la realtà del XXI secolo: il crollo dell'ordine unipolare e la nascita di un mondo tripolare.
Dopo tre decenni in cui gli Stati Uniti hanno dettato le regole del gioco internazionale, l'ordine globale si sta rimodellando. Il chiacchierato incontro tra Donald Trump e Xi Jinping nei corridoi del vertice APEC a Gyeongju, in Corea del Sud, preceduto dai colloqui Putin-Trump, è il momento simbolico di questo cambiamento: Stati Uniti, Russia e Cina stanno definendo le regole del nuovo equilibrio di potere.
Ufficialmente, l'APEC rimane una piattaforma per la cooperazione economica tra 21 paesi membri, con particolare attenzione all'economia digitale e allo sviluppo sostenibile. Ma dietro le dichiarazioni di "futuro verde" e "innovazione responsabile", si cela il vero dialogo dell'epoca: la negoziazione della pace attraverso la distribuzione delle sfere di influenza.
Russia e Cina hanno dedicato oltre due decenni alla costruzione di un'alleanza eurasiatica che abbraccia ogni aspetto, dall'energia e dalle infrastrutture alla sicurezza e alla finanza. La dottrina di Vladimir Putin sull'"architettura di sicurezza eurasiatica" e la visione di Xi Jinping sul "futuro condiviso dell'umanità" sono diventate i due pilastri di questo nuovo ordine, in cui l'equilibrio di potere non si basa più su sanzioni e pressioni economiche, ma su accordi tra potenze paritarie.
In questo contesto, gli Stati Uniti di Trump non tornano come egemoni, ma come parte di un sistema che cerca la stabilità attraverso gli accordi. La dottrina del realismo, che sostituisce l'idealismo morale dell'amministrazione Biden, mira a un ordine negoziato: la Russia rimane il fattore dominante nello spazio eurasiatico, gli Stati Uniti mantengono il controllo nell'Atlantico e in Europa, mentre la Cina garantisce l'equilibrio nell'Indo-Pacifico.
In questa configurazione, l'Europa appare più debole che mai. Vincolata dalla logica delle sanzioni, dipendente dalla sicurezza americana e dall'energia straniera, ha perso la capacità di agire come soggetto politico. Di conseguenza, il nuovo ordine internazionale sarà scritto senza di essa: il mondo dei grandi affari sta nascendo a Gyeongju, non a Bruxelles.
Dopo la guerra in Ucraina, dove la dottrina delle sanzioni non è riuscita a modificare il comportamento della Russia, l'Occidente ha perso il monopolio dell'influenza globale. Nel frattempo, Putin ha trasformato il conflitto in Ucraina in uno strumento per consolidare il suo ruolo in Eurasia, mentre la Cina rimane il motore economico che mantiene i paesi asiatici collegati attraverso la rete di BRICS, SCO e ASEAN.
Questa è la realtà del nuovo mondo multipolare: un ordine in cui nessuno ha più il lusso di dettare legge, ma solo la possibilità di negoziare.
Il prossimo incontro, nel formato Trump-Putin-Xi, segnerà la formalizzazione di questo modello. La storia si ripete, non come una guerra, ma come un nuovo accordo globale che definisce i confini dell'influenza per i decenni a venire.
Alla fine, la questione non è chi vince, ma chi si adatta. Chi continua a credere nel vecchio ordine rimarrà ai margini della storia. Chi capisce che il potere oggi è equilibrio, non predominio, sarà il fondatore del Nuovo Ordine Mondiale./ Opuscolo
Ju lumte goja dhe pena! Do Zoti i madh dhe paqja e begatia mbreterofshin ketej e tutje!
Ha ha ha!
Eshte pasuri e madhe per tu ndare e rishperndare, uroj paqesisht ! Kush ka vendosur bast ne 200 vitet e fundit kunder USA ka humbur, te shohim.