Tre militari americani sono stati uccisi e altri cinque sono rimasti gravemente feriti in operazioni di combattimento nel contesto dell'escalation del conflitto con l'Iran, ha annunciato il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM). Secondo il comunicato ufficiale, diversi altri militari hanno riportato ferite lievi da schegge e commozioni cerebrali e stanno gradualmente tornando in servizio.
L'esercito statunitense ha sottolineato che le principali operazioni di combattimento sono in corso e che la risposta militare è ancora in fase di sviluppo. Le autorità non hanno reso note le identità delle vittime, spiegando che informazioni complete saranno rese pubbliche 24 ore dopo la notifica alle loro famiglie. I funzionari statunitensi hanno descritto la situazione come dinamica e in continua evoluzione.
Allo stesso tempo, il Pentagono ha negato le affermazioni dell'Iran secondo cui avrebbe colpito la portaerei statunitense USS Abraham Lincoln nel Golfo Persico. Secondo la dichiarazione militare statunitense, la nave non è stata colpita e i missili lanciati dall'Iran "non si sono mai avvicinati al bersaglio". La Marina statunitense ha confermato che la USS Abraham Lincoln continua le operazioni e lancia aerei a supporto della campagna militare che Washington descrive come un tentativo di neutralizzare le minacce del regime iraniano.
Le affermazioni di Teheran di aver colpito la portaerei hanno segnato una nuova escalation nella retorica tra le parti, poiché un attacco riuscito a una nave del genere costituirebbe un significativo sviluppo strategico. La smentita di Washington mira a chiarire la situazione operativa in mare, mentre gli scontri aerei e missilistici continuano su diversi fronti.
Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran è entrato in una fase di coinvolgimento diretto delle forze statunitensi e di perdite umane accertate. Con le operazioni in corso e le forti dichiarazioni di entrambe le parti, la situazione rimane tesa e con un alto rischio di ulteriore escalation regionale.
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