
L'operazione in Venezuela e l'idea del raggruppamento C5 lo dimostrano chiaramente: il vecchio ordine è caduto e l'Europa non è più al tavolo delle potenze...
Con il suo attacco al Venezuela all'inizio di quest'anno, Donald Trump ha messo un freno a ogni illusione residua tra coloro che ancora credevano nel ritorno del vecchio ordine internazionale. Non ha agito per salvare la democrazia, né per difendere alcuna norma internazionale. Ha agito perché poteva. E con ciò, ha inaugurato una nuova era per la politica estera americana: fredda, transazionale e priva di giustificazioni morali.
Sulla stessa linea, la sua amministrazione ha presentato un'idea che parla più forte di qualsiasi dichiarazione: la creazione di un nuovo raggruppamento geopolitico, denominato C5, che includerebbe Stati Uniti, Giappone e tre dei pilastri dei BRICS: Cina, India e Russia. Questo raggruppamento non è solo una struttura ipotetica. È un messaggio brutale: l'Europa non ha più un posto nei grandi dibattiti sulla governance mondiale.
Il raggruppamento C5 non è solo una provocazione diplomatica o un'idea sperimentale per i media. È il riflesso di un mondo nuovo, in cui le grandi potenze si allineano non sulla base di valori condivisi, ma sul peso strategico e sugli interessi a lungo termine. L'esclusione dei paesi europei da questo schema non è casuale, è una silenziosa dichiarazione che l'Europa non è più percepita come un attore necessario nella nuova architettura del potere globale. E questo non perché l'Europa manchi di potenziale, ma perché manca di coraggio.
Dopo oltre 70 anni al centro del sistema internazionale, il continente europeo viene silenziosamente escluso. Non perché manchi di ricchezza o potenziale, ma perché ha perso la capacità di agire. Con un'UE divisa e fiacca, con leader indecisi e una drammatica mancanza di visione strategica, l'Europa è diventata spettatrice del nuovo ordine.
Nel frattempo, il raggruppamento BRICS+ si sta espandendo e articolando sempre di più come alternativa all'assetto occidentale. Dall'Africa all'Asia, Paesi grandi e piccoli si stanno posizionando su una nuova mappa geopolitica, dove la posta in gioco non è più determinata dalle vecchie cancellerie europee, ma da potenze con una reale crescita economica e un'influenza strategica globale.
Trump, nonostante tutta la sua insopportabile retorica sull'establishment classico, sta facendo esattamente ciò che l'Europa ha dimenticato di fare: sta riscrivendo le relazioni internazionali secondo le nuove regole. Non fa mistero del fatto che negozierà direttamente con Cina, India o Russia, e non ha più pazienza per i "consigli" europei.
In mezzo a tutto questo, l'UE continua a confrontarsi con procedure burocratiche interne, riforme tecniche e dichiarazioni caute che nessuno prende sul serio. La mancanza di ambizione e la paura di proiettare il proprio potere hanno fatto sì che il continente perdesse il suo reale peso. L'Europa non è più un fattore, perché non si comporta come tale.
In questo nuovo mondo, costruito su freddi interessi e chiari assi di influenza, non c'è spazio per le illusioni. Chi non siede al tavolo delle trattative come una potenza, fungerà da ascoltatore. E gli ascoltatori, nella politica internazionale, non hanno alcun peso./ Opuscolo
Z.Zefi! "Europa ka potenciale por nuk ka guxim", siç konstatoni Ju. Europa ngjan si një autobus që ka ngelur në rrugë për munges karburanti. Fajin e ka shoferi. Pasagjerët domosdo do zbresin dhe do i ngrenë dorën automjetit të parë që kalon. Qëndrimi ndaj Ukrahinës dhe Groelandës është kufiri ndarës SHBA- Europë. Europa nuk ofron zgjidhje, por identifikon SHBA si armik dhe kolaboracionist .
E shkruar nga Pamfleti.. ????
Habitem çfarë ptitni nga Europa, ka 50 vite qe çdo ekonomi e çdo vendi Evropian është në rënie në të gjitha vendet e saj, prandaj fjalët e tjera janë të tepërta.
Për mendimin tim, mbrapa USA eshte Britania e Madhe e cila pasi doli nga BE, po përdor te njejtat medota kolonializmi nëpër Botë