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Editorial17 Dhjetor 2025, 10:39

Solo affari!

Shkruar nga Gjergj Zefi
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Pace strategica o riallineamento miliardario degli interessi americani e russi?

L'amministrazione di Donald Trump ha posto al centro dei negoziati di pace tra Russia e Ucraina non solo un cessate il fuoco, ma un pacchetto ampio ed economicamente qualificato che mira a includere investimenti strategici, ricostruzione e apertura di settori economici chiave, con benefici tangibili per i principali settori americani e globali.

Al centro di questo piano c'è un'idea che ha suscitato un acceso dibattito tra i partner occidentali: utilizzare centinaia di miliardi di dollari di beni russi congelati come fonte di capitale per progetti di pace e ricostruzione, inclusi investimenti in infrastrutture e settori strategici come energia, tecnologia e risorse minerarie. Al centro di questo approccio c'è uno scenario in cui una parte significativa di questi fondi verrebbe convogliata verso progetti guidati da, o in collaborazione con, aziende americane, garantendo che i profitti futuri siano condivisi tra le parti e gli investitori occidentali.

Uno degli scenari più controversi è quello proposto nei documenti che circolano attorno al piano di pace in 28 punti, in cui 100 miliardi di dollari di beni russi congelati verrebbero utilizzati per la ricostruzione dell'Ucraina sotto la guida americana, mentre il resto sarebbe destinato a progetti economici congiunti tra Stati Uniti e Russia volti a interessi comuni che "creano incentivi per una pace a lungo termine".

In questo contesto, la centrale nucleare di Zaporizhzhia è stata menzionata come uno dei luoghi in cui potrebbero essere effettuati investimenti, tra cui la costruzione di un grande centro dati che funzionerebbe con la propria energia, aprendo nuove opportunità per le aziende tecnologiche e finanziarie americane.  

Oltre ai beni congelati, un'altra parte dello schema coinvolge la compagnia petrolifera russa Lukoil, che sotto la pressione delle sanzioni occidentali è costretta a vendere i suoi asset internazionali a prezzi bassi. Gli asset in questione, che includono raffinerie, giacimenti petroliferi in Iraq e Kazakistan e reti di distribuzione in Europa, valgono circa 22 miliardi di dollari, ma sotto la pressione delle sanzioni potrebbero passare in mani straniere a prezzi simbolici.

Questa iniziativa ha suscitato allarme tra i partner europei, che da tempo criticano l'idea di ripristinare le importazioni di energia russa e sostengono che la liberazione o la manipolazione delle risorse internazionali russe dovrebbe essere fatta solo per rafforzare l'Ucraina e non per rilanciare la dipendenza energetica da Mosca.  

Fondamentale in questa disputa è che la "pace trumpiana" non sia solo un cessate il fuoco militare, ma un piano in cui gli interessi commerciali e di investimento occidentali diventano parte della risoluzione del conflitto, ed è proprio a questo punto che si solleva la critica secondo cui la strategia americana contiene elementi che servono al vantaggio economico degli oligarchi e delle corporazioni, non solo alla stabilità geopolitica a lungo termine.  

Al centro del dibattito in corso tra l'amministrazione statunitense, l'Unione europea e Kiev c'è proprio questo: è possibile che un piano di pace combini la leadership politica con gli interessi economici dei grandi investitori, oppure questo approccio rischia di spostare l'attenzione dalla sicurezza e dall'integrità territoriale dell'Ucraina al ripristino dell'influenza economica transatlantica sulle risorse strategiche?

A questo punto, la soluzione al conflitto ucraino sembra essere legata non solo alle armi e ai confini, ma anche ai miliardi di dollari che vengono riorganizzati sulla scena globale e a come questo denaro verrà utilizzato per la ricostruzione, lo sviluppo o persino per la creazione di nuovi interessi economici che plasmeranno le regole della pace futura./ Opuscolo

just business gjergj zefi

1 Komente

  1. F
    Feti Dema

    SHBA nuk janë peshqir, që të fshijnë menderen shtetet e NATO-s(Europiane) minus Turqinë në konfliktin Rusi- Ukrahinë. SHBA nën e me Tramp, nuk marin përsipër të hyjnë në luftë me Rusinë.SHBA nuk i dalin garant Belgjikës që të konfiskojnë "asetet e ngrira ruse". NATO- pjesa Europiane nëse i ka thënë mëndjes ik pirdhu, le ti dalin në krah Ukrahinës dhe le ti fitojnë me luftë teritoret e pushtuara nga Rusia. Rusia është agresori. Por pyetja dhe analiza fillon: kush e nxori nga shishja shejtanin, kush ja hoqi tapën shishes? Nuk ka një marrëveshje midis Tramp dhe Putinit që bjeri ti Ukrahinës, se pastaj bëjmë pazar bashkë. Por ka teori konspirative nga qarqet radikale majtiste, për ta lënë dobiçin në derë SHBA.

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