
Sostenuto dalla criminalità, strettamente legato all'oligarchia finanziaria, legittimato dagli internazionali; un modello di potere che sta distruggendo la democrazia nella regione...
Aleksandar Vučić ed Edi Rama, pur provenendo da Paesi con storie diverse, condividono lo stesso modello di governance: l'asservimento dello Stato dall'interno, l'indebolimento delle istituzioni e la creazione di un sistema clientelare, in cui il leader è l'istituzione centrale. Questo modello, noto come "leaderocrazia balcanica", sta trasformando la governance in un sistema verticale.
Vučić ha il controllo assoluto sul governo, sul parlamento, sulla magistratura e sui media pubblici. Ha costruito un sistema in cui ogni decisione importante passa attraverso le sue mani. Rama ha seguito un percorso simile, trasformando il Parlamento in un'estensione dell'ufficio del Primo Ministro, con leggi approvate senza dibattito e senza controllo, trasformando la maggioranza di governo in uno strumento per formalizzare la sua volontà personale.
Entrambi i leader sono stati accusati di aver manipolato le riforme giudiziarie. Rama, attraverso la sua influenza sull'Alto Consiglio dei Procuratori e sulle istituzioni di controllo, ha favorito la pulizia selettiva del sistema e il controllo politico dello SPAK. Inoltre, ha anche usurpato il potere del governo locale, dove il Partito Socialista controlla tutti i comuni del Paese. Questa realtà ha creato un sistema privo di equilibrio di poteri, in cui il cittadino è semplicemente uno spettatore in una "democrazia formale".
Sia Vučić che Rama hanno distrutto il normale funzionamento dell'opposizione. La descrivono come un nemico dello Stato e si rifiutano di accettare un dialogo sincero. Rama ha incoraggiato la divisione e lo scioglimento dell'opposizione, lasciando l'Albania senza una vera alternativa politica.
Entrambi i leader sono maestri del marketing politico. Vučić si presenta come un stabilizzatore nei Balcani, mentre Rama è un riformatore filoeuropeo. Ma in pratica, entrambi stanno minando le fondamenta della democrazia e dello stato di diritto, nascondendo la realtà dietro slogan vuoti.
Un elemento critico che li accomuna è il loro sospetto legame con le strutture mafiose. I rapporti pubblicati dall'Organized Crime and Corruption Reporting Project (OCCRP) e dalla Global Initiative Against Transnational Organized Crime (GI-TOC), nel caso di Vučić, parlano dei legami del governo con le reti criminali in Serbia e nella regione.
In Albania, il rapporto del 2024 di Freedom House ha evidenziato che "il clientelismo politico e l'influenza dei gruppi criminali sull'amministrazione e sugli appalti pubblici sono in aumento".
Attraverso un sistema clientelare, entrambi i leader hanno permesso che i beni pubblici fossero controllati da clienti politici e oligarchi locali. Privatizzazioni, concessioni, gare d'appalto a porte chiuse e PPP sono serviti come meccanismi per trasferire la ricchezza comune nelle mani di minoranze legate al potere.
In entrambi i Paesi, i rapporti di Transparency International valutano il livello di corruzione come "elevato e sistemico".
Il modello Vučić-Rama non è solo un problema interno. Mette a repentaglio la stabilità a lungo termine della regione, generando disillusione, emigrazione di massa e un'estrema polarizzazione. La mancanza di democrazia interna rappresenta anche una minaccia per la sicurezza euro-atlantica, come avvertono recenti rapporti dell'Iniziativa Europea per la Stabilità e del Bundestag tedesco./ Opuscolo
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