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Editorial 6 Maj 2026, 13:59

In politica, persino il diavolo cita la Bibbia.

Shkruar nga Gjergj Zefi
In politica, persino il diavolo cita la Bibbia.
Opuscolo a fumetti /

Quando la sinistra e la destra si uniscono!

Ci sono momenti in cui la politica si spoglia della sua maschera ideologica ed emerge nuda: non come campo di battaglia di idee, non come competizione di programmi, né come scontro tra destra e sinistra, ma come contrattazione di potere.

Il caso della Romania è uno di questi momenti. Un governo filoeuropeo è crollato dopo che i socialdemocratici del PSD si sono alleati con l'estrema destra dell'AUR in una mozione di sfiducia. Il primo ministro Ilie Boloian è caduto e Bucarest è precipitata ancora una volta in una crisi politica che non è solo rumena, ma europea.

In politica, persino il diavolo cita la Bibbia.
Ilije Bolojan /

Sulla carta, questi due schieramenti dovrebbero essere avversari inconciliabili. Da una parte si erge la bandiera della sinistra sociale, dall'altra quella di un nazionalismo intransigente. Ma quando si tratta di potere, incarichi, controllo del bilancio, dell'amministrazione e della circolazione delle élite, le ideologie diventano cortine fumogene.

La sinistra e la destra, che di giorno si insultano sui palchi, di notte trovano un terreno comune nei corridoi del potere.

Per l'Europa, il caso rumeno è più di una crisi locale. Dimostra che la pressione populista, la stanchezza economica e i calcoli dei partiti tradizionali possono infrangere tabù politici un tempo considerati intoccabili.

Se i cordoni sanitari crollano uno dopo l'altro, all'estrema destra non serve più conquistare direttamente il potere; le basta diventare un fattore indispensabile per il rovesciamento o il condizionamento dei governi. Questo movimento costituisce una nuova crepa in quello che in Europa è noto come il "firewall", ovvero il cordone sanitario politico che mira a tenere gli estremisti nazionalisti lontani dal potere.

Il vero dramma non sta nelle alleanze tra i partiti, perché la democrazia in sé è l'arte del compromesso. Il dramma inizia quando il compromesso non è fatto per il cittadino, ma per la sopravvivenza delle élite. Quando partiti che pretendono di rappresentare mondi politici diversi si uniscono solo per chiudere la porta al cambiamento, per ostacolare le nuove forze, per mantenere il monopolio sulle istituzioni e per non permettere al sistema di respirare.

La Romania è l'esempio più recente di questo paradosso. Il governo bolognese è caduto sullo sfondo di dure misure fiscali, elevati deficit, tensioni sui fondi europei e l'ascesa dell'estrema destra. Ma al di là dei numeri, il messaggio è politico: i partiti tradizionali, quando si sentono minacciati, sono pronti a oltrepassare qualsiasi "linea rossa" che hanno dichiarato intoccabile.

Non si tratta di una malattia che colpisce solo Bucarest. Anche l'Albania conosce bene questo scenario.

Nel nostro Paese, la sinistra e la destra appaiono spesso sullo schermo come nemiche per la vita o per la morte. Una parla di oligarchia, l'altra di criminalità; una di appropriazione indebita dello Stato, l'altra di democrazia in pericolo; una di stabilità, l'altra di rotazione. Ma quando si tocca la vera architettura del potere, quando si apre il dibattito sul sistema elettorale, sul finanziamento dei partiti, sulle liste, sulle nomine, sulla giustizia, sul controllo dell'amministrazione o sullo spazio da lasciare alle nuove forze politiche, improvvisamente i "nemici" trovano un linguaggio comune.

Perché in Albania il grande conflitto non è sempre tra destra e sinistra. Spesso è tra le vecchie élite e una società che cerca la circolazione. Tra i partiti che vogliono mantenere la politica come proprietà privata e i cittadini che vogliono partecipare alla vita pubblica senza la benedizione di presidenti eterni. Tra il sistema che produce sempre gli stessi volti e la nuova energia che cerca di rompere il blocco.

Ecco dove sta l'ipocrisia. Quando emerge una nuova forza, quando un gruppo di cittadini cerca rappresentanza, quando i giovani tentano di costruire un'alternativa al di fuori delle grandi porte del potere, allora la sinistra e la destra non sono più così divise. Allora inizia il gioco silenzioso: regole che rendono difficile la competizione, media che polarizzano, finanziamenti che restano nelle mani dei forti, un sistema elettorale che favorisce le vecchie macchine.

In pubblico, i principali partiti parlano di democrazia. In pratica, si comportano come cartelli. Si contendono ferocemente la presidenza, ma si accordano al tavolo. Combattono per il potere, ma non per il sistema che glielo garantisce. Si accusano a vicenda di corruzione, ma raramente svelano fino in fondo i meccanismi del finanziamento della politica. Parlano di riforme, ma si guardano bene dal fatto che queste non mettano a repentaglio i loro privilegi.

La Romania ci ricorda che le democrazie non sono minacciate solo dagli estremismi. Sono minacciate anche dai partiti tradizionali che usano gli estremismi come strumento tattico. Sono minacciate quando le "linee rosse" diventano elastiche a seconda degli interessi del momento. Sono minacciate quando il principio viene sostituito dal calcolo e quando la politica diventa uno sport di sopravvivenza per caste logorate.

In fin dei conti, la questione non è se la sinistra e la destra possano collaborare. Certo che possono, quando l'interesse pubblico lo richiede. La questione è: per chi collaboreranno?

Se si uniscono per la stabilità, la riforma, la giustizia e l'integrazione europea, allora il compromesso diventa un atto di responsabilità.

Ma se si uniscono per chiudere il sistema, per preservare i privilegi, per bloccare la circolazione delle élite e per dimostrare alle nuove forze che la politica è il loro club privato, allora non si tratta più di compromesso. Si tratta di un patto di sopravvivenza.

E i patti di sopravvivenza delle élite avvengono sempre a spese dei cittadini./ Opuscolo

në politikë edhe djalli e citon biblën gjergj zefi

2 Komente

  1. F
    Feti Dema

    Bravo Gjergj Zefi! Sa herë që je vetvetja , shkëlqen në analiza.

    1. K
      Kurizo

      Pikes I kë rene! Politikanet diten shëtisin me engjejt natën kercejne me djajtë????????‍♂️????????‍♂️????????‍♂️. Nqf do ndodhte ndryshe nuk do quheshin politikan ….

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