Dovremmo stringere un patto col diavolo per rovesciare gli autocrati? Quando compromessi pragmatici sono necessari e quando la giustizia diventa una condizione di sopravvivenza...
La posizione del giornalista, soprattutto in tempi di crisi politica, è insolita e spesso paradossale. Il giornalista deve farsi da parte, mantenere le distanze e analizzare gli eventi senza lasciarsi coinvolgere emotivamente o personalmente. Tuttavia, tale posizione, che in teoria dovrebbe garantire l'obiettività, spesso lo porta a rinchiudersi in una torre d'avorio morale, da cui ogni attore politico viene giudicato secondo standard pressoché impossibili da rispettare.
Queste riflessioni sono stimolate dall'analisi del sociologo Danilo Mandić, docente all'Università di Harvard, durante un'intervista per il podcast "Agelast". Secondo Mandić, il rovesciamento degli autocrati non deriva da movimenti idealistici o da pure rivoluzioni morali, ma da compromessi dolorosi e pragmatismo politico.
Nel caso della Serbia, l'esempio fornito da Mandić è stato quello del rovesciamento del regime di Milošević il 5 ottobre 2000. Ha mostrato come Zoran Đinđić sia stato costretto a compromessi duri con figure controverse per ottenere la vittoria politica. Allo stesso modo, Mandić sostiene che nessun autocrate cade senza l'aiuto di coloro che, all'interno del suo sistema, decidono di "passare dalla parte dei vincitori".
La società dovrebbe quindi stringere un patto con i "vucicisti" per rovesciare Vučić? La questione rimane difficile e spiacevole per chiunque cerchi giustizia assoluta. Ma nella politica reale, la giustizia ritardata e i compromessi pragmatici sono spesso inevitabili.
Qui nasce la necessità di distinguere tra compromesso necessario e ingiustizia inaccettabile. Se i compromessi sono inevitabili, lasciatemi dire che dovrebbero essere i più limitati possibile. Nel frattempo, coloro che hanno sfruttato e abusato del sistema fino all'estremo devono assumersi le proprie responsabilità. Dirigenti con diplomi falsi, oligarchi pedanti, abusatori che hanno oppresso i cittadini, questi devono affrontare la giustizia.
In definitiva, la lustrazione ideale, sebbene mai perfetta, dovrebbe essere una giustizia minima. Se questa giustizia manca, il compromesso si trasforma in un'ingestione insopportabile che rischia di soffocare la società, lasciando sopravvivere solo la "rana" dell'ingiustizia.
In questo dilemma, il giornalista è sempre preso tra la moralità assoluta e il pragmatismo politico, mentre il lettore deve decidere da solo cosa è disposto ad accettare. / Preparato in albanese: Opuscolo
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