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Ekonomi 8 Shkurt 2026, 18:21

L'era del dollaro statunitense sta per finire?

Shkruar nga Pamfleti

L'era del dollaro statunitense sta per finire?

La quota del dollaro nelle riserve valutarie mondiali è scesa dal 72% del 1999 a circa il 57% di oggi, mentre le valute di altri paesi sviluppati e l'oro hanno guadagnato terreno...

La fiducia, soprattutto quella internazionale, è fragile e richiede una cura costante nella gestione della politica monetaria e fiscale, avvertì un funzionario della Federal Reserve statunitense nel 1961. Più di sei decenni dopo, questo avvertimento sembra di nuovo attuale, mentre il dollaro si trova ad affrontare un nuovo clima di incertezza sui mercati globali. La Federal Reserve e il Dipartimento del Tesoro rimangono i principali garanti della valuta statunitense, ma la possibile nomina di Kevin Warsh a nuovo capo della Fed, se confermata dal Senato per succedere a Jerome Powell a maggio, viene vista dagli investitori come un ulteriore fattore di incertezza. I mercati valutari hanno già reagito, arrestando parzialmente il calo del dollaro, che ha perso circa il 10% del suo valore dall'inizio del 2025.

La forza del dollaro e la credibilità internazionale degli Stati Uniti non sono la stessa cosa, ma sono sempre più legate dall'attrattiva dell'America come destinazione per gli investimenti. Il clima attuale è caratterizzato da crescenti preoccupazioni all'estero riguardo agli asset denominati in dollari, alimentate dalle tensioni commerciali, dagli atteggiamenti conflittuali nei confronti degli alleati e dall'inversione di tendenza dopo decenni di liberalizzazione commerciale. Nel frattempo, la struttura degli investimenti esteri negli Stati Uniti è cambiata in modo significativo: le riserve valutarie delle banche centrali rappresentano una quota sempre più ridotta della domanda di dollari, mentre gli investitori si sono orientati verso asset più rischiosi, principalmente azioni statunitensi.

La quota del dollaro nelle riserve valutarie globali è scesa dal 72% del 1999 a circa il 57% di oggi, mentre le altre valute dei paesi sviluppati e l'oro hanno guadagnato terreno. Tuttavia, ciò non significa che la domanda di dollari sia scomparsa, ma che si sia spostata da una logica di sicurezza a una di profitto. Oggi, le azioni statunitensi rappresentano un record del 58% degli asset statunitensi posseduti da investitori stranieri, quasi il triplo rispetto al livello registrato dopo la crisi finanziaria globale.

Questa tendenza riflette il successo delle aziende americane e il miglioramento delle politiche macroeconomiche in molti paesi in via di sviluppo, ma rende anche il dollaro più sensibile alle fluttuazioni del mercato. Nell'ultimo anno, i rendimenti delle azioni americane sono stati inferiori a quelli degli altri mercati globali, poiché gli investitori hanno iniziato ad aumentare le loro coperture valutarie, vendendo dollari ed esercitando ulteriore pressione sulla valuta. Persino i titoli del Tesoro statunitensi, tradizionalmente considerati un bene rifugio, non svolgono più lo stesso ruolo in periodi di tensione, poiché la volatilità deriva spesso dalla politica statunitense stessa.

Sebbene molti investitori continuino a considerare gli Stati Uniti un mercato insostituibile, una parte dei capitali viene gradualmente dirottata verso Europa e Asia, mentre l'aumento dei rendimenti obbligazionari in altri paesi del G7 sta rendendo la concorrenza più agguerrita. Gli analisti avvertono che il rischio principale per il dollaro non è l'emergere di una valuta rivale, ma la perdita del vantaggio delle azioni statunitensi e il deterioramento della percezione degli Stati Uniti come porto sicuro.

In questo contesto, la figura di Kevin Warsh è considerata un elemento chiave per il futuro del dollaro. Noto come un "falco" in materia di politica monetaria, ma recentemente con toni più morbidi, è considerato più politico dei suoi predecessori e concentrato sulla riduzione del bilancio della Fed. Il suo rapporto con il presidente Donald Trump e il suo impatto sull'indipendenza della banca centrale rimangono questioni aperte. Sebbene il dollaro rimanga la valuta di riserva mondiale, gli analisti sottolineano che questo status non è garantito e deve essere costantemente guadagnato. Oggi, la valuta americana sembra più esposta che in qualsiasi altro momento della storia recente. / "Pamphlet" adattato da "The Economist"

dollari pasiguri

4 Komente

  1. A
    Avni

    Po si logjike dobesimi I dollarit rrit ekonomine amerikane. Sepse ne qofte se dua të blej nje mall qe kushton 100 euro dhe 100 dollare do shkoj ta blej 100 dollare sepse per mua dollari eshte me I lire. Pra me nje fjale amerika do heqe mallin stok dhe per rrjedhim do reuse prodhimin qe ti rimbushe magazinat

    1. x
      xhexhe

      Ne se vlera e nje malli do ishe e njejte ndodh,ne se vlerat ne euro jane me te vogla se vlera ne dollar ,atehere behet bilanc edhe per garanci te tjera qe shoqerojne nje mall

    2. A
      Atdheu

      Të njëjtin mendim kam edhe unë me komentuesin më sipër . Unë kam vënë re që her pas here dollari amerikan pëson rënie. Dhe kjo rënie ka pasur si qëllim pastrimin e magazinave nga stoqet e mallit . Amerika është një shtet, ku çdo gjë lëviz me shpejtësi , nuk ka dështime se nuk i pranon ato, atje vetëm ecet përpara me plane afatgjata që bota i kupton me vonesë.

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