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Ekonomi10 Dhjetor 2025, 13:06

Disuguaglianza globale e modello oligarchia albanese: il 10% dei ricchi tiene l'Albania nelle proprie tasche

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Il divario tra ricchi e poveri sta diventando la nuova crisi globale e l'Albania fa parte di questa allarmante mappa...

Disuguaglianza globale e modello oligarchia albanese: il 10% dei ricchi tiene
Foto illustrativa / Disuguaglianza (IA)

L'ultimo rapporto sulla disuguaglianza globale, pubblicato dal World Inequality Lab, rivela una cruda realtà: il mondo è entrato nella fase più estrema di disuguaglianza economica dall'inizio del XXI secolo. Il 10% più ricco del pianeta controlla i tre quarti della ricchezza globale, mentre la metà più povera ne detiene solo il 2%. Si tratta di un sistema in cui una piccolissima élite accumula la maggior parte del capitale, mentre il resto dell'umanità fatica a soddisfare i bisogni primari.

L'America Latina, il Sudafrica e alcune grandi economie asiatiche presentano i livelli di disuguaglianza più drammatici, mentre perfino i paesi occidentali più ricchi, tra cui gli Stati Uniti e alcuni stati dell'Unione Europea, stanno vivendo una crescente concentrazione della ricchezza.

Sebbene l'Albania sia raramente inclusa nei report internazionali a causa della mancanza di dati fiscali completi, il quadro interno è sempre più chiaro: la disuguaglianza economica è elevata e in crescita. I dati dell'INSTAT, della Banca d'Albania e della Banca Mondiale mostrano che il 10% più ricco controlla circa la metà della ricchezza nazionale, mentre il 40% più povero della popolazione guadagna meno del 10% del reddito. Nel frattempo, Tirana ha un livello di ricchezza che non ha eguali nel resto del Paese: i prezzi degli immobili sono aumentati a ritmi senza precedenti, trainati dall'edilizia, dalla speculazione finanziaria, dal denaro informale e dalla mancanza di una tassazione progressiva sulla proprietà.

L'economia albanese sta seguendo il noto schema oligarchico tipico dei paesi con profonde disuguaglianze: poche grandi imprese, beneficiarie di concessioni, PPP e gare d'appalto con scarsa concorrenza, hanno acquisito un'influenza sproporzionata sulle politiche pubbliche e sui processi decisionali. Nel frattempo, i salari rimangono bassi, il costo della vita è aumentato significativamente e la classe media si sta riducendo. Questa situazione produce un'emigrazione di massa, spesso considerata l'unica fonte di sostentamento economico per le famiglie albanesi. L'emigrazione sta impoverendo ulteriormente il capitale umano del paese, lasciando dietro di sé un mercato del lavoro fragile, carente di giovani e professionisti qualificati.

La disuguaglianza in Albania ha anche una dimensione geografica: intere aree rurali sono escluse dall'orbita dello sviluppo economico, mentre la povertà nel nord e nelle zone montuose rimane molto più alta della media nazionale. In questo contesto, l'influenza degli oligarchi, l'economia informale e la mancanza di controllo statale creano una realtà in cui la ricchezza cresce più velocemente dei salari e il potere economico è concentrato in una minoranza.

Questa situazione non è solo economica; è politica, sociale e strategica. I paesi con un'elevata disuguaglianza sono più vulnerabili alla destabilizzazione, alla polarizzazione politica e alla perdita di fiducia nelle istituzioni. L'Albania non fa eccezione: il calo della fiducia nella giustizia, nella governance e nel sistema economico è direttamente collegato a un senso di ingiustizia sociale, dove i cittadini percepiscono che la ricchezza non si crea attraverso il lavoro, ma attraverso connessioni, monopoli e favori.

Su scala globale, la disuguaglianza odierna è il risultato di un sistema in cui le élite finanziarie, tecnologiche e politiche operano in armonia, un'armonia che spesso assomiglia a un'architettura deliberata. In questo contesto, i piccoli Stati, tra cui l'Albania, rischiano di rimanere sempre consumatori di un ordine economico che non riescono a controllare. Per questo motivo, molti analisti considerano la disuguaglianza la sfida principale del XXI secolo: essa colpisce la democrazia, l'economia, la sicurezza, le migrazioni e il funzionamento stesso dello Stato.

L'Albania ha bisogno di nuove politiche: tassazione progressiva della proprietà, lotta all'informalità, rafforzamento delle istituzioni, tutela della concorrenza e investimenti mirati nelle aree povere. Altrimenti, il divario si aggraverà e il Paese andrà incontro a conseguenze sociali e demografiche irreversibili. / Opuscolo

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1 Komente

  1. t
    tregetari

    Po nga aksionet e ketyre oligarkeve , sa u jane dhene si shperblim politikaneve me poste sbume te larta, se thuhet qe ka ndryshuar "kafja", nuk i narrin me kesh po me "aksione".

    Lini një Përgjigje