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Politike 4 Gusht 2025, 12:25

Gaza, la lussuosa riviera di Donald Trump o il corpo nudo della Palestina?

Shkruar nga Diplomatico | Pamfleti.net

 Gaza, la lussuosa riviera di Donald Trump o il corpo nudo della Palestina?

Ex alti funzionari israeliani esortano Trump a porre fine alla guerra, mentre il piano di sfollamento demografico diventa un'arma politica del colonialismo moderno...

In una delle dichiarazioni più provocatorie del suo ritorno sulla scena politica internazionale, Donald Trump, ex presidente degli Stati Uniti, ha annunciato un piano per "trasformare" la Striscia di Gaza in un centro turistico di lusso, una "Riviera mediorientale", come l'ha definita. L'idea, lanciata all'inizio di febbraio 2025 e accompagnata da un video di propaganda creato dall'intelligenza artificiale, presenta una Gaza senza palestinesi, con palme, casinò, piscine e statue giganti dello stesso Trump e del suo alleato israeliano, Benjamin Netanyahu. Ma dietro questa facciata dorata si nasconde un'idea pericolosa: la pulizia etnica di un'intera popolazione e la trasformazione di una terra occupata in un'attrazione per le élite internazionali.

La proposta di Trump prevede il trasferimento di oltre due milioni di palestinesi da Gaza ai paesi arabi confinanti, in modo che il territorio possa essere "ricostruito" con fondi americani e gestito come un'impresa economica. Questa retorica, priva di qualsiasi considerazione per i diritti umani e il diritto internazionale, rilancia i sogni colonialisti del XX secolo, dove le persone possono essere trattate come ostacoli allo "sviluppo" degli investitori. La reazione nel mondo arabo è stata immediata e dura: Egitto, Giordania, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti hanno categoricamente respinto il piano, avvertendo che qualsiasi tentativo di espulsione di massa dei palestinesi sarà considerato un'aggressione e una flagrante violazione della sovranità regionale.

Organizzazioni internazionali per i diritti umani, tra cui Amnesty International e Human Rights Watch, hanno lanciato l'allarme: un piano del genere equivale a una vera e propria pulizia etnica e viola ogni norma delle Convenzioni di Ginevra. Lo stesso Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha definito la dichiarazione di Trump "moralmente spaventosa e politicamente destabilizzante". Ma Trump, come sempre, ha difeso l'idea definendola una "visione pragmatica", affermando che Gaza non è più funzionale come entità statale e che trasformarla in un polo economico è "l'unico futuro realistico".

Nel frattempo, a Gaza, la risposta della popolazione è stata sprezzante e provocatoria. "Ricostruiremo i nostri hotel", ha detto un residente a Reuters. "Può sognare Trump City, ma questa terra non è in vendita". Queste voci dal basso si scontrano con la narrativa cinica che cerca di spacciare il genocidio per sviluppo, la distruzione per ricostruzione e l'estinzione per turismo.

Sebbene Donald Trump abbia spacciato la storia di una Gaza lussuosa, spogliata dei suoi abitanti palestinesi, per una destinazione globale con protagonismo americano, all'interno di Israele sta emergendo un'insolita resistenza.

Centinaia di ex funzionari israeliani si sono opposti alla guerra

Oggi, oltre 600 ex alti funzionari dei servizi segreti, tra cui ex direttori dello Shin Bet e del Mossad, si sono rivolti apertamente a Trump, esortandolo a usare la sua influenza per costringere il governo di Benjamin Netanyahu a porre fine alla guerra a Gaza e a mediare un cessate il fuoco. (Jerusalem Post). Nella loro lettera affermano:

"Nella nostra professione crediamo che Hamas non rappresenti più una minaccia strategica." La guerra ha raggiunto i suoi obiettivi militari e ora dobbiamo concentrarci sul rilascio degli ostaggi e sulle politiche diplomatiche di pace (The Indian Express).

Gaza, la lussuosa riviera di Donald Trump o il corpo nudo della Palestina?
Protesta israeliana contro la guerra

Questa pressione interna costituisce una sfida aperta alla narrazione incondizionata della guerra. La fascia di ufficiali militari e agenti dell'intelligence sta rilanciando una forte opposizione al governo e sostenendo le richieste di un piano consensuale.

In questo contesto, l'offerta di Trump per una "Riviera mediorientale", un progetto che prevede lo sfollamento di massa dei palestinesi e uno sviluppo orientato al turismo d'élite, non è vista semplicemente come propaganda, ma come una variante della "colonizzazione moderna" con una connotazione demografica ed economica che cerca di sostituire la sofferenza e la distruzione con l'esclusività e il lusso.

Gli analisti internazionali sottolineano che la proposta di Trump costituisce una violazione del diritto internazionale e alimenta il conflitto regionale. In un momento in cui migliaia di camion di aiuti umanitari rimangono bloccati fuori Gaza e oltre 1.300 civili sono stati uccisi in cerca di aiuti umanitari, la visione lussuosa è un affronto morale alla reale sofferenza della popolazione palestinese.  

A ciò si aggiungono le preoccupazioni provenienti da istituzioni internazionali come l'ONU e le organizzazioni per i diritti umani, che mettono in guardia da un collasso umanitario e chiedono una risposta urgente.

In un simile clima, la richiesta degli ex funzionari israeliani di porre fine alla guerra e di un ruolo internazionale nella pressione orientata alla pace pone un'importante sfida diplomatica per Trump e la comunità internazionale: questa influenza verrà utilizzata per aiutare a fermare il conflitto o rimarrà solo una piattaforma di propaganda? / Opuscolo

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