
Il ballottaggio del 9 novembre è visto come un segnale dell'avanzata della crisi di governo a Pristina. Se Vetevendosje dovesse ottenere ancora un risultato negativo, le elezioni parlamentari anticipate previste per dicembre potrebbero non risolvere l'impasse politica...
Domenica il Kosovo affronterà un altro test elettorale, in un momento politico e istituzionale delicato.
I cittadini di 18 comuni voteranno per i nuovi sindaci, in un ballottaggio che travalica la dimensione locale ed è visto come un banco di prova per le prossime elezioni parlamentari. Con il Paese sull'orlo di un possibile scioglimento dell'Assemblea e l'incapacità di formare una nuova maggioranza, le elezioni del 9 novembre sono diventate il principale indicatore della reale forza del Movimento Vetëvendosje e dell'opposizione tradizionale.
Al primo turno, tenutosi il 12 ottobre, Vetëvendosje ha subito un calo significativo, vincendo solo in tre comuni: Podujevo, Kamenica e Shtime. Il partito di Albin Kurti non è riuscito a trionfare in nessuna delle grandi città, mentre in altri 12 comuni si è presentato al ballottaggio come seconda forza. Le sconfitte in centri importanti come Pristina, Prizren e Mitrovica Sud hanno scosso le strutture del partito e sollevato dubbi sulla reale influenza del governo dopo tre anni di potere.
A Pristina, la battaglia è più simbolica che mai. Pëparim Rama dell'LDK e Hajrulla Çeku dell'LVV sono separati da appena lo 0,5% dei voti al primo turno. Il PDK, con il candidato Uran Ismaili, non è arrivato al ballottaggio, ma la sua decisione di rimanere neutrale o di sostenere una delle due parti potrebbe determinare il vincitore della capitale. Una sconfitta per Vetëvendosje qui verrebbe interpretata come un "voto punitivo" per il governo, accusato da mesi di ostacolare il dialogo con la Serbia e di mancanza di trasparenza nel processo decisionale.
A Prizren, Gjakova, Mitrovica Sud e Vushtrri, la corsa è aperta e i risultati ravvicinati potrebbero essere ribaltati dalle coalizioni locali. Il PDK mantiene posizioni in alcune di queste aree, mentre l'LDK sta tornando a essere un fattore significativo nei suoi comuni tradizionali. L'Alleanza per il Futuro del Kosovo (AAK) di Ramush Haradinaj detiene la roccaforte di Deçan ed è in testa in altri quattro comuni, mantenendo influenza nella regione di Dukagjini.
La Lista Serba, d'altra parte, rimane consolidata nel nord. Ha vinto in 9 comuni a maggioranza serba al primo turno e andrà al ballottaggio a Kllokot, l'unico comune serbo in cui la competizione non si è conclusa direttamente. Ciò dimostra che le comunità serbe del nord continuano a votare in blocco, mantenendo il controllo locale, mentre la bassa affluenza alle urne degli albanesi in quelle aree rimane una sfida per le autorità del Kosovo.
In questo panorama politico frammentato, il ballottaggio del 9 novembre è visto come un segnale dell'avanzata della crisi di governo a Pristina. Se Vetevendosje dovesse nuovamente ottenere un risultato debole, le elezioni parlamentari anticipate previste per dicembre potrebbero non risolvere l'impasse politica, ma approfondire ulteriormente la divisione tra le istituzioni. Gli analisti di Pristina avvertono che un simile scenario porterebbe a una situazione di stallo prolungata e a difficoltà nel creare una nuova maggioranza stabile. / Opuscolo
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