Un "influencer" periferico inventa le origini greche di Enver Hoxha, nel tentativo di disinnescare i dibattiti sulla Ciameria, Himara e le radici albanesi in Grecia...
L'affermazione diffusa online da una figura mediatica di nessuna importanza in Grecia, secondo cui Enver Hoxha sarebbe nato a Corinto con un nome greco, non è un caso da poco. Appare in un momento in cui il giornalismo investigativo albanese sulla Cimeria e sull'identità di Himara ha sconvolto i circoli nazionalisti greci. Questa narrazione assurda funziona come una bomba fumogena digitale, per relativizzare la storia e creare confusione sulle radici albanesi. Il ridicolo degli stessi residenti locali confuta la tesi, ma il suo utilizzo dimostra una strategia ben nota: quando i fatti non possono essere fermati, si tenta la manipolazione simbolica di personaggi storici.
Restas Blasis, almeno così si presenta sui social media, è un nome che non ha alcun legame con i media tradizionali in Grecia. Si presenta come un influencer, ma i contenuti che propone sembrano nascondere qualcosa di più.
Atene, o meglio i suoi apparati, sembrano essere rimasti scioccati dalla coerenza dei media albanesi, in particolare del giornalista Marin Mema, per i suoi reportage sull'identità albanese, in particolare quella della popolazione Cham, nonché dalla "bomba" di questa settimana sulle verità genetiche di Himara.
Per rispondere a un argomento che ha riscosso grande successo, con un seguito molto ampio e che ha causato scompiglio negli ambienti dell'"Epiro settentrionale", l'apparato di Megali Idhë ha sganciato una bomba fumogena.
Blasis ha pubblicato online un video che mostra una casa in un villaggio di Corinto e sostiene che questa sia la casa in cui è nato il dittatore albanese Enver Hoxha, il cui vero nome, secondo lui, era Aleksandër Mavromaqis.
L'influencer indica anche una targa su un platano lì vicino, come per suggerire che ci sia un riferimento storico, ma in realtà la targa indica solo che il platano è un monumento naturale.
L'ironia di questa bomba fumogena sta nelle reazioni, che non sono poche. Si tratta principalmente di commenti provenienti da greci, persino da residenti della zona a cui si riferisce l'influencer.
"È vero", dice uno, "abbiamo anche le tombe degli antenati di Donald Trump lì". Un altro sostiene che è vero che Enver era di Corinto, poiché suo padre era solito prendere in giro i cugini e dire loro "sei il suocero di Hoxha".
Il proprietario della casa, che si identifica come Iro Papanikolaou, afferma che Aleksandr, che l'influencer chiama Enver Hoxha, era il fratello di sua nonna, Katerina. Mentre la casa era di proprietà dello zio, Leonidha. "Quella casa ora è nostra, ma conserviamo sempre la gioia dell'infanzia", afferma.
La presa in giro continua nei commenti, ma di tanto in tanto spuntano anche reazioni che cercano di difendere la tesi dell'influencer, a cui poi gli abitanti del posto rispondono con sarcasmo.
Tutto questo, tuttavia, non sembra una tesi buttata lì a caso. Al contrario, sembra che si tratti di una battaglia digitale che mira a contrastare la coscienza albanese sulla verità delle sue radici, principalmente sulla popolazione espulsa con la forza dalla Grecia e su quello che Atene chiama "Vorio Epiro".
A prima vista, sembra una schifezza idiota, una di quelle spesso prodotte dai mitomani balcanici, di cui non c'è penuria. Ma non è come il solito fantasy bio-mitomane, che di solito diverte per la sua pronunciata iperbole.
Portata all'assurdo, questa narrazione assomiglia a qualcosa di più di una tipica manovra di pubblica utilità, in cui una pietra viene lanciata in un fiume controllato e poi lasciata contaminare da centinaia di "saggi", senza mai essere chiarita.
Non sorprende affatto che nei prossimi giorni e settimane usciranno altre "perle" sui "greci che governano l'Albania" da parte di questo "influencer", o di altri simili.
La metafora ha un obiettivo chiaro: contrastare la storiografia secondo cui Atene non può più fermarsi, dove fatti emergono quotidianamente dagli archivi e dimostrano che la Grecia moderna è stata fondata, guidata e costruita dagli albanesi che vivevano in quelle regioni.
La metafora con Enver Hoxha sembra ben congegnata, visto che in passato tentativi simili sono stati fatti con Gjergj Kastrioti Skanderbeg, detto Jorgo. Ma sembra che sappiano bene che gli albanesi non accetteranno di giocare con il loro eroe nazionale. E forse le risposte potrebbero non essere molto "ortodosse", come dicono i latini./ Opuscolo
Ua falim.. Me deshire
tamam 100% dakort
Gjyshi me thoshte gjithnje, mos u merr me gabelin se behesh me gabel se gabeli.
Ishte nje vagabond qe erdhi nga Franca e mori ne qafe Shqiperine.
Ndoshta kanë të drejtë, sepse nga ngjyra e lëkurës Enver Hoxha "ngjan si dy pika ujî" me psalltin Dule dhe eurodeputetin Beleri, alias Alfred Shehu, me kurs hidrauliku në Qipro.
greket e serbet , edhe mutin kur e dhjesin Shqiptaret thon eshte grek e serb
Fiks fare
Paska qene Grek legeni ndaj u be diktator Sa dashuri paska pasur Greku per kete legen Ama vetem ky ja leronte grekut i kishte vene kufirin sot greku tall leshte me keta tanet
Kaq rq sa ishte vetem grek mund te kete qene. Por me bq nga te gjithe eshte rama dora vete qe eshte pa gjak dhe pa origjine bashke me lalin ne burg
Mos u trembni se ç'thotë një gjysmak në Greqi . Këtu e kemi. Të përpjestuar, por të shumëfishuer në enverë të vegjël
I'm sorry guys but this is not the Athens propaganda apparatus. It's a greek instagram account with 916 followers. And many comments are doubting his claims, saying Hoxha was born in Albania. There is no digital battle, but at least you're keeping yourselves busy.