
La lotta per l'Ucraina è la lotta per la legittimità globale
Fin dall'inizio dell'aggressione contro l'Ucraina, negli ambienti diplomatici si è posta costantemente la domanda: cosa vuole veramente Vladimir Putin?
Politici e analisti di tutto il mondo spesso inquadrano questa domanda come la ricerca di un "grande segreto" che potrebbe rivelare le vere intenzioni del Cremlino. In realtà, la risposta a questa domanda è essenziale per capire come si comporterà Mosca in qualsiasi tentativo di porre fine alla guerra.
A prima vista, gli obiettivi dichiarati da Putin sembrano assurdi: un mix di retorica storica e nostalgia imperialista. Al vertice in Alaska di agosto, la delegazione americana sarebbe stata costretta ad ascoltare una "lezione" di Putin sulla storia dell'Europa orientale nell'Alto Medioevo. Ma dietro queste parole si nasconde un obiettivo più profondo e strategico: l'ossessione russa di essere riconosciuta come una grande potenza e di guadagnarsi il rispetto internazionale.
Dalla multipolarità come realtà alla multipolarità come obiettivo
Questo messaggio è stato apertamente espresso dallo stesso Putin il 2 ottobre al Valdai Forum, dove il presidente russo presenta ogni anno la sua "visione" per l'ordine mondiale.
Il tema di quest'anno era: "Il mondo policentrico: linee guida per l'uso".
In apparenza, questo è solo un altro modo per dire "multipolarità", un concetto che il Ministero degli Esteri russo usa da anni per descrivere un mondo in cui gli Stati Uniti non hanno più il predominio esclusivo.
Ma questa volta Putin ha cambiato la narrazione: la multipolarità non è più presentata come un dato di fatto, ma come un obiettivo da raggiungere.
Dunque, secondo lui, il mondo non è ancora "policentrico", deve diventarlo, e la Russia è chiamata a completare questo progetto. Ciò richiederà, secondo Putin, un "atto finale", cioè una mossa decisiva che porrebbe fine all'era del predominio occidentale.
Secondo l'interpretazione del Cremlino, quel movimento è la guerra in Ucraina.
Putin sostiene che se esistesse una "vera multipolarità", la NATO non si espanderebbe mai e nessuno giudicherebbe le azioni della Russia, ma ne "comprenderebbe le cause".
Una guerra per il prestigio, non per il territorio
In sostanza, la lotta di Putin non è più semplicemente per il territorio, ma per il riconoscimento, per essere visto come una potenza che detta le regole del gioco mondiale. Ma questo obiettivo arriva in un momento in cui la Russia è economicamente debole e militarmente esausta.
Nonostante i piccoli progressi sul terreno, l'esercito russo ha perso oltre 219.000 soldati e decine di migliaia di feriti. In questo contesto, il Cremlino punta a una vittoria simbolica, un accordo che gli conferisca status e peso internazionale.
Dopo la rottura delle relazioni con l'Occidente, Mosca ha fatto sempre più affidamento sulla Cina.
Questo orientamento verso Pechino l'ha salvata economicamente, ma ha trasformato la Russia in un alleato dipendente. Per bilanciare questa dipendenza, il Cremlino sta cercando di creare una nuova rete di alleanze attraverso i BRICS+ e l'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), dove mira a essere un pilastro del "mondo non occidentale".
Tuttavia, in queste strutture, la Russia rimane l'ombra della Cina.
L'economia cinese è quasi dieci volte più grande di quella russa e Mosca non è tra i primi cinque partner commerciali di nessuno dei paesi membri originari dei BRICS.
Anche la sua tradizionale fonte di energia, l'energia fossile, sta perdendo valore in un mondo che sta passando alle fonti rinnovabili.
In questa situazione, Putin sta cercando di trasformare l'idea di multipolarità in uno strumento di pressione sull'Occidente.
Vuole un nuovo accordo di sicurezza con gli Stati Uniti, qualcosa che assomigli a un "patto paritario", anche se i termini non sono chiari.
Questa idea è parte integrante della narrazione del Cremlino dal 2021, quando Mosca chiese all'amministrazione Biden di ritirare le truppe statunitensi da diversi paesi NATO nell'Europa orientale.
Nella retorica russa, la guerra contro l'Ucraina viene spacciata per una guerra contro la NATO e ogni tentativo di negoziato con gli Stati Uniti viene presentato come una ripresa del dialogo "tra due grandi potenze".
Putin ha addirittura menzionato la possibilità di estendere il nuovo trattato nucleare START, per usarlo come argomento a favore di questa iniziativa.
Un accordo del genere, per quanto vago, garantirebbe a Putin una via d'uscita gratuita dalla guerra, ma soprattutto una vittoria diplomatica, che egli venderebbe al mondo non occidentale come prova del "riconoscimento" dello status russo.
Un gioco globale per la legittimità
Se un accordo del genere venisse raggiunto con Donald Trump, Putin si troverebbe in una posizione unica, più favorevole della Cina stessa nei confronti degli Stati Uniti. Ciò consentirebbe al Cremlino di rafforzare la propria influenza nel Sud del mondo, presentandosi come una potenza negoziale pari all'Occidente.
Quindi, il vero obiettivo di Putin non è semplicemente normalizzare i rapporti con Washington, ma rafforzare il peso della Russia nel sistema internazionale, presentandosi come co-costruttore del nuovo ordine globale: dalle Nazioni Unite ai BRICS+, fino alla SCO.
Ma un simile "riconoscimento", anche se sembra innocuo per l'Occidente, darebbe a Mosca la libertà di minare il diritto internazionale e di rimodellare l'ordine globale secondo i propri interessi.
In sostanza, Putin non sta lottando solo per l'Ucraina, sta lottando per la legittimità. Vuole che la Russia sia riconosciuta come una potenza in grado di sfidare Stati Uniti e Unione Europea al tavolo dei negoziati globali.
In questo senso, la "multipolarità" di Putin non è una visione idealistica di uguaglianza tra le nazioni, ma un mezzo per far rivivere la vecchia gerarchia dei poteri, dove la Russia non è necessariamente vittoriosa, ma mai insignificante. /Adattato da "Pamphlet" del " Centro per l'analisi europea "
oo Evgjeni.... nuk ke prapanice te analizosh as Putinin e as strategjine Ruse. Rusia si komb e si shkenc eshte shume shume perpara, jane njeshi ne hapesire (e nuk po bej listen e disiplinave qe duhen per te qene njeshi....si psh mekanik aerospaziale....matematik e fizik e aplikuar....), jane njeshi ne mikrobiologji, jane njeshi ne shah, ne muzik, ne fizik berthamore.......eshte vendi me token me te pasur ne glob......eeetj eeeeetj. Shkurt o Evgjenush......qe ta kesh me kollaj....kete punen e Ukraines...merre si nje ndeshje shahu qe der tani Usa e Be ngelen bythegrisur. E ke degjuar Naton cthote tani ne 2025??? Natos i duhen minimalja 5 vjet te behet gati per lufte me Rusine !!!!???????????????????????????? Po der tani....cka bere Natushi???? Po nderkohe qe kalojne keto 5 vjet Rusi do haje kumbulla ??? Kane 3 vjet e ca qe usa e be he ti bien dashit koqet ktu e he ti bien atje ???????????????????????????? Po po vazhduan keshtu.....pervec koqeve ne pamje ....do hane dhe torollozin ne byth., ose po e hane e populli sdi gje. Andej nga BE kam degjuar qe kane filluar lexojne librat e Enverit per bunkeret.....e kane filluar mbushin podrumet me patate ????????????. Andej nga milano kane filluar edhe fikjet e dritave...per stervitje, se makaronat i kane te garantume ????????????????????. E pe nendetesen berthamore Ruse , gjasme me difekt...e me rimorkjator. (qe te kaloje avash avash per te bere spiunazh elektronik. Vendet e Natushit tu ia pasuar njeri tjetrit pergjegjesine e ndjekjes dhe shoqerimit ne ujrat nderkombetare. franca spanjes, spanja anglise, anglia hollandes..... ???????????????? se mos i ngel ndonjerit patatja ne byth.
O mbetje e spermatozoides serboruse, SHBA-ja ne c’do fush eshte shum vjet para rusis putinjane, bile aq sa percin te dridhura e mornica tek putinizmi. Kujto luften e dyt botrore ku rusia staliniste pa mbeshtetjen e SHBA-s, sot do t’fliste gjermanisht. Sa per kujtes SHBA anijet kozmike i ul ne toke, kurse rusia vazhdon ti ul ne det,ok. Kurse per mirqenjen e lirin dhe demokracin rusia putinjane dallon si nata me diten, o dobic aksidental.