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Rajoni dhe Bota22 Shkurt 2026, 17:30

Meloni punta a un'Italia come l'Ungheria di Orbán!

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Meloni punta a un'Italia come l'Ungheria di Orbán!
Viktor Orban e Giorgia Meloni

La strategia politica sembra essere la stessa: indebolire qualsiasi meccanismo di bilanciamento del potere esecutivo...

L'intervista rilasciata due giorni fa a Sky da Giorgia Meloni, in cui si è detta d'accordo con Sergio Mattarella sulla necessità di smorzare i toni della campagna referendaria, ha prodotto un ulteriore effetto a livello mediatico e politico. La sua dichiarazione è stata oscurata sulle prime pagine dall'intervento di Ignazio La Russa, arrivato subito dopo il discorso del capo dello Stato.

Mattarella ha fatto un chiaro riferimento agli attacchi al Consiglio superiore della magistratura, attacchi che non provenivano dall'opposizione. Successivamente, Meloni ha pubblicato un video in cui attaccava direttamente la giustizia. Il giorno dopo, il presidente del Senato ha dichiarato di aver visto il post del premier, di essere pienamente d'accordo con lei e di ringraziarla per la sua posizione.

In questo modo, la seconda figura dello Stato si è apertamente schierata contro la prima, sostenendo il Presidente del Consiglio dei Ministri. Questo sviluppo conferma il modo in cui questa destra concepisce le istituzioni e l'equilibrio dei poteri. Rafforza inoltre l'idea che l'obiettivo politico rimanga la Presidenza della Repubblica. La posizione di La Russa era così diretta da rendere necessaria l'intervista di Meloni, che si distanziava nei toni e nei contenuti dai recenti messaggi pubblici da lui diffusi.

La strategia politica sembra essere la stessa: l'indebolimento di qualsiasi meccanismo di bilanciamento a scapito del potere esecutivo. È in discussione il cosiddetto modello del primo ministro eletto direttamente, che mira a limitare il ruolo del Quirinale. Si parla anche di un ulteriore intervento nella legge elettorale per rafforzare il carattere maggioritario e la disciplina della rappresentanza parlamentare. Anche la riforma della giustizia viene attuata sulla stessa linea, che, secondo analisi giuridiche recentemente pubblicate, non ha carattere garantista, ma mira a influenzare il funzionamento della magistratura.

Questo quadro comprende misure quali l'adozione di strumenti di controllo preventivo, l'invio di migranti in centri in Albania, l'avviso di un blocco marittimo, la predisposizione di uno scudo penale che limiti il ​​controllo sulle azioni delle forze dell'ordine, nonché l'uso di codici e pratiche speciali per determinate categorie, tra cui persone sospettate di reati sessuali, migranti o attivisti di centri sociali.

Se l'obiettivo è costruire forme di giustizia con esecuzione immediata e basate sulla presunzione di pericolosità, sorge spontanea la domanda su quale funzione concreta avrà la riforma, se non quella di eliminare un'opposizione istituzionale. Dalle recenti dichiarazioni di Meloni emerge che, in questo modello di democrazia con decisione immediata, la magistratura deve adattarsi alla volontà popolare espressa attraverso il governo, anche nella formulazione dei capi d'accusa.

Questo modello viene paragonato alla democrazia illiberale ungherese e all'approccio seguito da Donald Trump. Anche l'intervento di Meloni sull'uccisione di un militante di destra francese da parte di attivisti di sinistra rientra nello stesso quadro, dove ha tentato di presentare il caso come una versione francese dell'affare Kirk. Ha poi menzionato nuovamente le Brigate Rosse nella controversia con la Francia, sebbene non vi siano prove a sostegno di tale collegamento.

Il dibattito politico sul rapporto tra governo, presidenza e magistratura resta aperto e i recenti sviluppi approfondiscono lo scontro tra le istituzioni./ Tratto da "Pamphlet" di " Linkiesta "

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