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Rajoni dhe Bota27 Tetor 2025, 16:23

I turchi "mettono in difficoltà" il Montenegro: arresti e revoche dei visti!

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I turchi "mettono in difficoltà" il Montenegro: arresti e
Ambasciatore turco in Montenegro e Primo Ministro Milojko Spajic

Il governo montenegrino rafforza i controlli sui cittadini turchi dopo scontri e arresti

Il governo montenegrino ha annunciato lunedì la sospensione temporanea del regime senza visto per i cittadini turchi, misura entrata in vigore subito dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e giustificata dalla necessità di rivedere i meccanismi di controllo della circolazione e del soggiorno degli stranieri nel Paese.

La decisione prevede una procedura accelerata per il rilascio dei visti, al fine di ridurre al minimo gli effetti negativi sui cittadini turchi che avevano già viaggiato o avevano intenzione di recarsi in Montenegro.

La decisione del governo è giunta dopo un'operazione di polizia a Podgorica, in cui sono stati arrestati circa 50 cittadini turchi e azeri, mentre due persone, un turco e un azero, sono state arrestate con l'accusa di coinvolgimento in un'aggressione con coltello ai danni di un venticinquenne di Podgorica, nel quartiere di Zabjelo, nella notte tra sabato e domenica. Le autorità hanno annunciato che i recenti incidenti e le problematiche relative alla legalità del soggiorno di alcuni cittadini stranieri hanno reso necessaria una revisione della politica sui visti e un rafforzamento dei controlli.

Dopo gli arresti, la situazione sul campo si è fatta tesa. Un gruppo di cittadini si è radunato davanti agli edifici in cui alloggiavano i cittadini turchi, scandendo slogan d'odio e incitando alla violenza, come "Uccidete il turco". Diversi veicoli e un edificio di proprietà di cittadini turchi sono stati danneggiati, mentre la polizia ha istituito perimetri di sicurezza e parcheggiato decine di auto davanti all'ambasciata turca a Podgorica. L'Alta Procura di Stato ha avviato un'indagine per incitamento all'odio nazionale e razziale, mentre i due sospettati dello scontro iniziale sono stati incriminati per il reato di condotta violenta.

Il governo montenegrino ha sottolineato di prendersi cura degli interessi di circa 13.000 cittadini turchi attualmente presenti nel Paese e che la misura di sospensione non influirà sulle relazioni bilaterali con Ankara. Podgorica ha promesso di adottare misure per garantire il loro soggiorno legale e pacifico e che questa decisione rientra nell'armonizzazione della politica dei visti con l'Unione Europea.

Le reazioni istituzionali sono state immediate. Il Presidente Jakov Milatović ha condannato l'attacco e ha invitato i cittadini a mantenere la calma, mettendo in guardia contro la stigmatizzazione collettiva. Il Ministro degli Interni Danilo Šaranović ha respinto le affermazioni secondo cui oltre 100.000 cittadini turchi risiedono in Montenegro, spiegando che il numero reale è 13.000, di cui 80 con residenza permanente. Anche i partiti politici, tra cui il Partito Bosniaco, hanno condannato l'incitamento all'odio e chiesto la punizione dei responsabili, indipendentemente dalla loro origine etnica.

Da Ankara, il Ministero degli Esteri turco ha reagito esprimendo preoccupazione e annunciando di essere in costante contatto con le autorità montenegrine per garantire la sicurezza e il benessere dei cittadini turchi in Montenegro. Le autorità turche hanno sottolineato che gli eventi vengono monitorati attentamente e che la cooperazione diplomatica con Podgorica continuerà a risolvere qualsiasi situazione che possa minacciare i cittadini turchi.

Gli eventi si sono verificati in un momento in cui la presenza di gruppi criminali stranieri, in particolare turchi, russi e georgiani, coinvolti nel traffico di droga, nel riciclaggio di denaro e nella tratta di esseri umani è aumentata significativamente in Montenegro, secondo l'ultimo Rapporto governativo sulla criminalità organizzata. Secondo i dati ufficiali, in Montenegro sono registrati 11 gruppi criminali organizzati ad alto rischio, mentre negli ultimi mesi sono aumentati gli scontri tra i clan che controllano il traffico internazionale di droga.

In questo contesto, la sospensione del regime di esenzione dal visto è vista come una misura efficace per ripristinare il controllo sui flussi migratori e prevenire l'infiltrazione di strutture illegali nel territorio montenegrino. Tuttavia, gli analisti avvertono che reazioni emotive e misure affrettate potrebbero rischiare di esacerbare le tensioni etniche e danneggiare i tradizionali rapporti con la Turchia, un Paese che ha svolto un importante ruolo economico e diplomatico nella regione.

La reazione più dura è arrivata dal noto giornalista turco Ibrahim Haskoglu, che sul social network X si è rivolto al Primo Ministro montenegrino Milojko Spajic con gravi accuse. Ha affermato che "non potete far pagare tutto questo a tutta la Turchia" e ha accusato Spajic di aver accolto nel suo Paese persone coinvolte in riciclaggio di denaro e frodi dalla Turchia, senza mai organizzarne l'estradizione. Secondo Haskoglu, "queste persone hanno iniziato a prendere il controllo del vostro Paese e avete incanalato i proventi del loro denaro sporco nella vostra economia. Voi stessi avete causato questa situazione e ora state cercando di insabbiarla punendo tutti i cittadini turchi per placare la rabbia interna". / Pamphlet

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