TAGS-AT E JAVËS

Editorial18 Shtator 2025, 10:56

Il nostro codardo!

Shkruar nga Gjergj Zefi

Il nostro codardo!

Tre minuti di silenzio per un Paese che non è più governato dalla legge, ma dalla paura che ha preso il primo ministro e l'intero Stato...

Tre minuti! Sono bastati tre minuti perché un intero parlamento, trasformato in uno spettacolo di burattini politici, approvasse il programma di un governo che pretende di dirigere il destino degli albanesi per i prossimi quattro anni.

Tre minuti di silenzio, servilismo e adulazione: un quadro chiaro del degrado istituzionale in atto in Albania, sotto il regime personale di Edi Rama. Questo non è un voto. Questa è paura. E non è la paura dei deputati, né la paura dei cittadini, è la paura di Edi Rama stesso.

La paura che ogni dibattito smascheri i fallimenti mascherati dalla propaganda. La paura che ogni domanda riveli le profonde ferite che ha aperto a questo Paese con 12 anni di abusi, arroganza ed estorsioni. La paura che ogni microfono non controllato parli di inceneritori, di concessioni mafiose, di spartizione degli appalti tra amici e gang. Perché Rama non governa più, sopravvive. E sopravvive controllando tutto: il parlamento, i media, la magistratura, l'economia e, soprattutto, la narrazione.

L'arroganza di Edi Rama non è più un segno di forza, ma una spessa maschera di paura che lo sta erodendo dall'interno. Più parla in modo denigratorio dei suoi oppositori, più ignora le istituzioni, più trasforma il parlamento in un teatro monocratico, più diventa chiaro che non abbiamo a che fare con un leader sicuro di sé, ma con un uomo che ha paura di affrontare la verità. Paura del passato che lo sta perseguitando, paura della giustizia che si avvicina, paura del controllo che gli sfugge. L'arroganza è semplicemente il rumore che crea per coprire il tremore.

Un voto in 3 minuti è il simbolo più chiaro di quanto sia grande il panico che ha attanagliato la cupola.

Edi Rama è ostaggio. Non solo del suo oscuro passato, ma anche dei gruppi che lo hanno mantenuto al potere attraverso la violenza, il terrore, la compravendita di voti e il traffico di esseri umani. È un uomo privato di ogni legittimità morale, che cerca di mascherare la debolezza con l'arroganza, di nascondere il panico con la spettacolarizzazione e di evitare di affrontare la giustizia attraverso il controllo estremo.

Quando Rama parla di un programma di governo, parla come un monarca che legge il suo decreto, non come un primo ministro responsabile di fronte all'Assemblea. Non vede più istituzioni; vede ostacoli. Non vede più cittadini; vede problemi. Non vede più giornalisti; vede pericoli. E quando la paura di un leader si trasforma in paura sistemica, allora il Paese non è più guidato, ma comandato. Perché non governa per costruire, ma per salvare se stesso.

Tre minuti non sono un voto. Sono un alibi. Sono la prova che la democrazia albanese non è in crisi; è in coma. E finché la paura di Rama continuerà a dominare le istituzioni, ogni voto, ogni riforma, ogni dichiarazione sarà solo una facciata. L'Albania ha bisogno di libertà, non di spettacolo. Ha bisogno di giustizia, non di monologhi. E soprattutto, ha bisogno di confronto; non di paura. / Opuscolo

frikacaku ynë gjergj zefi edi rama

Lini një Përgjigje

Editorial