
L'Albania è bloccata in fondo alla lista per l'UE, ma il primo ministro resta il primo nell'arte della propaganda...
L'ultimo Eurobarometro non è solo un sondaggio; è una fila di attesa davanti all'ambasciata dell'UE, dove l'Albania, con il cartellino rosso della corruzione, si trova sempre all'"ultimo gradino".
Mentre Edi Rama, con i suoi discorsi pittorici, ci ha venduto per un decennio la "visione europea", la realtà è che l'Europa non compra più i suoi prodotti dipinti.
I numeri sono spietati: solo il 48% degli italiani, i nostri vicini che ci hanno sopportato più di chiunque altro, pensa che l'Albania meriti di entrare nell'UE. Il resto del continente ci vede come "esportatori di corruzione e giovani in fuga", non come un serio candidato.
Nel frattempo, Montenegro, Bosnia e Macedonia del Nord ricevono percentuali che l'Albania non si sognerebbe nemmeno di raggiungere. Quindi, non solo siamo ultimi, ma siamo anche diventati un esempio di come non ci si possa integrare.
Rama verrà fuori e ci dirà che questo è un "errore di percezione" e che gli albanesi dovrebbero essere lodati per il loro entusiasmo. Ma a cosa ci serve il nostro entusiasmo quando l'Europa ci vede come un villaggio arretrato che non sa nemmeno pulire il proprio cortile?
Per ogni controllo promesso, veniva aperto un altro fascicolo per corruzione; per ogni riforma della giustizia, un altro bando pubblico per compari e oligarchi.
L'UE non ha bisogno di discorsi con metafore vuote, ma di uno Stato funzionante, che Rama non può offrire, perché lui stesso è il prodotto di questo caos.
Invece di essere il primo ministro che avrebbe fatto dell'Albania una "storia di successo", Rama sarà ricordato come il maestro pittore della delusione europea: l'uomo che ha lasciato il Paese in caduta libera, che ha decorato le facciate ma ha distrutto le fondamenta dello Stato.
Mentre il Montenegro e la Bosnia marciano verso Bruxelles, l'Albania di Rama è bloccata tra le colonne di cemento, in attesa di un miracolo dal cielo.
Alla fine, Rama ha reso l'Albania come quei suoi quadri cubisti: tanto colore, tanto rumore, ma nessun significato. E l'Europa, a differenza nostra, non ha pazienza per questa mostra infinita./ Opuscolo

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