
La protesta organizzata in occasione dell'arrivo di Greta Thunberg in Albania ha mostrato slogan di Hamas e una retorica estremista, confermando che l'agenda "umanitaria" viene utilizzata come strumento delle politiche anti-israeliane sponsorizzate da Ankara...
L'arrivo dell'attivista ambientale svedese Greta Thunberg a Tirana è stato accolto con entusiasmo da ambienti politici e mediatici noti per le loro posizioni anti-israeliane e la vicinanza alle linee ideologiche di Ankara. Tuttavia, la partecipazione alla protesta tenutasi in Piazza Skanderbeg è stata minima, con la maggior parte dei partecipanti composta da attivisti di ONG che ricevono finanziamenti per promuovere cause ambientali e sociali. La protesta è stata priva di messaggi sulla situazione umanitaria a Gaza, sulla cessazione della violenza contro i civili o su una soluzione sostenibile.
Al suo posto si è sentito un solo slogan politico: "Dal fiume al mare, la Palestina sarà libera", uno slogan usato per la prima volta dal leader militare di Hamas, Yahya Sinwar, nel 2007, come espressione dell'obiettivo estremista di eliminare lo Stato di Israele.
Questa frase, che invoca una Palestina estesa su tutto il territorio dal fiume Giordano al Mar Mediterraneo, è stata respinta persino dal legittimo fattore politico palestinese, come l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina e l'Autorità Nazionale Palestinese, che hanno riconosciuto la soluzione dei due Stati e cooperano con Israele per la stabilità della Cisgiordania. Nel frattempo, Hamas, con il sostegno iniziale dell'Iran e i legami con i servizi segreti di Russia e Siria, ha agito come strumento di destabilizzazione della regione, concretizzatasi con il massacro del 7 ottobre 2024, in cui centinaia di civili israeliani furono barbaramente uccisi.
Dopo l'indebolimento dell'influenza iraniana, è la Turchia di Erdogan ad aver assunto il ruolo guida nel sostegno ad Hamas. Il governo turco ha protetto i leader di questa organizzazione terroristica ad Ankara e li ha integrati nelle strutture dei suoi servizi segreti (MIT), trasformando la Turchia in un fattore regionale diretto. Questa presenza attiva è ancora più evidente dopo aver preso il controllo della Siria settentrionale, rendendo Ankara praticamente uno stato di confine con Israele sulle alture del Golan.
In questo contesto, le proteste organizzate sotto le mentite spoglie dell'attivismo ambientalista e umanitario si stanno trasformando in piattaforme per la propaganda estremista, ispirata e finanziata da circoli politici con interessi anti-occidentali. Molte delle organizzazioni che sostengono il movimento "pro-Palestina" in Occidente e nei Balcani sono finanziate attraverso canali turchi e qatarioti. Queste organizzazioni sono passate da una retorica umanitaria a una piattaforma che sostiene apertamente la scomparsa di Israele e glorifica la retorica di Hamas.
Il caso di Tirana è una chiara prova che anche in Albania le proteste apparentemente legate alla protezione del clima o ai diritti umani vengono assorbite in un programma più oscuro e pericoloso, quello dell'estremismo politico esportato da regimi che non nascondono il loro odio per l'Occidente e i suoi alleati./ Opuscolo
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