"HIGH STAKES" non è solo uno status sui social media, è la definizione esatta di una gara di nervi in cui la pace e il prestigio globali sono in bilico...
Questo è stato l'ultimo segnale pubblico di Donald Trump prima di partire per Anchorage, in Alaska, dove dovrebbe incontrare Vladimir Putin per negoziare la guerra in Ucraina. Ma dietro le quinte di questo spettacolo diplomatico, fonti di intelligence americane ed europee riferiscono di un gioco molto più complicato, con manovre silenziose che si svolgono sullo sfondo.
Secondo fonti legate all'intelligence di Washington, la CIA e la DIA hanno preparato rapporti dettagliati sulla possibile strategia del Cremlino in occasione di questo vertice.
L'analisi principale sottolinea che Putin intende presentarsi come un partner ragionevole e disponibile a raggiungere un accordo, ma in sostanza cerca di ottenere il riconoscimento de facto del controllo russo sul Donbass, sulla Crimea e su altre aree occupate.
Uno dei documenti parzialmente declassificati avverte che "qualsiasi accordo senza la partecipazione attiva di Kiev rappresenterebbe una vittoria strategica per Mosca e un colpo diretto all'unità della NATO".
Allo stesso tempo, l'MI6 britannico e il BND tedesco stanno monitorando attentamente i movimenti logistici della delegazione russa. Fonti a Berlino parlano di un improvviso aumento dell'attività di aerei governativi russi diretti in Alaska, con soste poco chiare in paesi neutrali, che potrebbero includere incontri segreti con mediatori terzi. Si sospetta che il Cremlino stia cercando di ottenere il tacito sostegno di alcuni paesi asiatici per rafforzare la propria posizione al tavolo delle trattative.
Da parte americana, l'FBI ha innalzato il livello di sicurezza nella zona di Anchorage dopo le segnalazioni di tentativi di infiltrazione da parte di agenti stranieri nella rete di comunicazione delle delegazioni.
Il Dipartimento per la sicurezza interna ha messo in atto protocolli aggiuntivi per evitare intercettazioni e attacchi informatici, visti i precedenti in cui tali riunioni sono state prese di mira da attori statali e gruppi di hacker legati all'intelligence russa.
Nella NATO, la preoccupazione principale è che Trump possa avviare i colloqui senza un quadro chiaro concordato dagli alleati, rendendo più facile per Putin imporre le sue condizioni.
Una fonte diplomatica a Bruxelles ha dichiarato ai media tedeschi: "Non sappiamo cosa verrà discusso, e questo è un problema più grande dell'esito dell'incontro stesso".
Per ora, ciò che si vede in pubblico è la retorica ottimistica di Trump e la pacatezza di Putin davanti alle telecamere. Ma dietro le quinte, i servizi segreti di entrambe le parti si stanno scontrando in una battaglia silenziosa per il vantaggio del primo arrivato, dove qualsiasi informazione acquisita potrebbe fare la differenza tra un accordo che cambia gli equilibri di potere in Europa e un fallimento che infiamma ulteriormente il conflitto.
In questo grande gioco, "HIGH STAKES" non è solo uno status sui social network, è la definizione esatta di una gara di nervi in cui la pace globale e il prestigio sono in bilico./ Opuscolo
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