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Editorial12 Shkurt 2026, 14:02

Il doppio gioco della Turchia nel nostro cortile

Shkruar nga Gjergj Zefi
Il doppio gioco della Turchia nel nostro cortile
Recep Tayyip Erdogan e Aleksandar Vucic /

I Balcani all'asta: Ankara, Belgrado e l'ombra dell'accordo Trump-Putin

La dichiarazione del presidente serbo Aleksandar Vučić secondo cui "la Turchia non vuole la stabilità dei Balcani occidentali" non è solo un segno di nervosismo diplomatico prima dell'incontro con Recep Tayyip Erdogan. La dichiarazione è un chiaro segnale che Belgrado sta percependo un cambiamento nei venti globali e che la nostra regione potrebbe tornare a sedersi al tavolo delle trattative. In un momento in cui si vocifera all'orizzonte di canali di comunicazione e colloqui indiretti tra Donald Trump e Vladimir Putin su una riconfigurazione dell'ordine di sicurezza in Europa, ogni attore regionale si sta preparando per la nuova fase.

La Turchia ha costruito per anni una presenza multiforme nei Balcani: economica, culturale, religiosa e, più recentemente, militare. Dagli investimenti infrastrutturali in Serbia e Bosnia, al sostegno aperto alle istituzioni del Kosovo, Ankara ha coltivato un ruolo che va oltre la nostalgia neo-ottomana e si inserisce nella logica di una potenza media che cerca spazi di manovra tra Washington e Mosca. La Turchia è membro della NATO, ma non è più un attore lineare nel campo occidentale; opera con autonomia strategica, acquistando sistemi russi quando le interessa e vendendo droni in aree sensibili come i Balcani.

Ed è proprio qui che risiede la preoccupazione di Belgrado. La Serbia sa che se l'architettura di sicurezza europea entra in una fase di revisione, sia attraverso un nuovo accordo tra Stati Uniti e Russia sull'Ucraina, sia sulle sfere di influenza, i Balcani rischiano di essere trattati come una periferia negoziabile.

In questo contesto, il rafforzamento militare del Kosovo con la tecnologia turca non viene letto solo come una questione bilaterale Ankara-Pristina, ma come parte di una più ampia catena di equilibri. Vučić sta inviando un messaggio non solo ad Ankara, ma anche a Mosca e Washington: la Serbia non resterà spettatrice se qualcuno deciderà per la regione a sue spese.

D'altro canto, Erdogan è consapevole che qualsiasi spazio lasciato dall'Occidente nei Balcani è spazio per la Turchia. Se gli Stati Uniti di Donald Trump si concentrano su grandi accordi con la Russia e su priorità interne, mentre l'UE rimane divisa e stanca dell'allargamento, allora Ankara emerge come una potenza in grado di offrire investimenti rapidi, influenza politica e supporto militare selettivo. Questo non è necessariamente destabilizzante di per sé, ma lo diventa quando viene percepito come un'interferenza nei fragili equilibri etnici e statali.

Per l'Albania e il fattore albanese, la sfida non è quella di leggere la presenza turca solo attraverso una lente sentimentale o storica. Il supporto militare e politico è importante, ma l'orientamento strategico rimane euro-atlantico. Se il nuovo ordine si sta plasmando attraverso una negoziazione silenziosa tra Washington e Mosca, allora Tirana dovrebbe cercare chiare garanzie all'interno della NATO e dell'UE, non affidarsi a equilibri di potere temporanei.

Il gioco della Turchia nel nostro cortile è intelligente, flessibile e audace. Ma in una regione dove la storia ha dimostrato che le grandi partite si giocano spesso sulle spalle di quelle piccole, ogni mossa deve essere valutata attentamente. La stabilità dei Balcani non dipenderà solo dalle dichiarazioni di Vučić o dall'ambizione di Erdogan, ma da come le potenze globali riposizioneranno la mappa dell'influenza. E quando ciò accadrà, nessuno potrà permettersi il lusso della neutralità. / Opuscolo

loja e dyfishtë e turqisë ballkani

3 Komente

  1. R
    Rama sylesh

    Dy mìqtë e Ramës poashtu miq ndërmjetvete. Gabimi i Ramës është afrimi i tepruar me Serbinë e Vučić-it, veçanërisht Open Balkan.

    1. O
      OLTI

      ATA KANE MINISTER TE JASHTEM HAKAN FIDAN"BIONDI E CILESOI ME TE ZGJUAR SE CDUHET " NE N FAKT S KEMI FARE MINISTER T JASHTEM T LUAJ ZARAT......TANEVE U KA NGEL NE DORE ISHULLI SUSAM ,NDERKOHE BOTA ZIEN

      1. v
        vk

        Po kemi Spiropalken, Mamicen sic e quajne me duket! Nuk ta mbush syrin Spiropalka?! Me shkolle eshte, e bukur eshte, cdo dere i hapet. Pse kot e ka zgjedhur lartmadhnia e tij Luigji 9 i Surrelit!

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