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Editorial16 Prill 2026, 13:03

Un duello che va oltre l'America

Shkruar nga Gjergj Zefi
Un duello che va oltre l'America
Trump e Papa Leone XIV /

Lo scontro tra muri e ponti che sfida il mondo moderno...

Ci sono leader che passano alla storia per aver costruito istituzioni. Ce ne sono altri che saranno ricordati per aver eretto muri, esportato paura e spacciato il fallimento per patriottismo. Donald Trump rientra in quest'ultima categoria: il presidente che si è rivolto a una superpotenza come se stesse parlando a una folla inferocita a un comizio di periferia, alimentando risentimento, paranoia e promesse politiche di facciata. Non ha sanato le ferite dell'America; le ha ingigantite, sfruttate a fini commerciali e trasformate in una bandiera.

Trump non ha costruito una grande America. Ha costruito una scenografia di forza. Muri al confine, muri nei dibattiti, muri nelle mentalità. Muri contro gli immigrati, contro chi è diverso, contro l'idea stessa che il mondo moderno si regga insieme grazie ad alleanze, dialogo e un minimo di dignità umana universale. In sostanza, il trumpismo non è una visione dello Stato. È paura intrinseca al sistema. È mediocrità mascherata da determinazione. È il fallimento della classe politica americana che, per coprire il proprio vuoto, ha dato il microfono a un uomo che sa gridare più forte degli altri.

Di fronte a questa figura che vede il mondo come sua proprietà, il confine come religione e la divisione come metodo, Papa Leone XIV si erge con un'arma che appare antica in quest'epoca cinica: l'autorità morale.

Ed ecco che inizia la grande ironia del nostro tempo. L'uomo più potente del mondo, con un esercito, dollari, servizi segreti e mezzi di comunicazione alle spalle, sembra un lillipuziano di fronte a un gigante che parla di misericordia, immigrati, poveri e dignità. Uno ha l'apparato statale. L'altro ha il peso della coscienza. E spesso, quest'ultimo si rivela più pesante.

Il Papa non costruisce muri perché sa che i muri non proteggono le civiltà; testimoniano soltanto la loro paura. I ponti, al contrario, richiedono coraggio. Richiedono fede. Richiedono visione, non come minaccia, ma come opportunità. Ecco perché Leone irrita i populisti del nostro tempo: perché sconvolge il loro mercato dell'odio. Quando parla del rifugiato, smaschera il politico che ha costruito la sua carriera demonizzandolo. Quando parla di solidarietà, espone tutta l'ipocrisia di coloro che invocano Dio sui podi ma si comportano come seminatori di paura nella pratica.

Non si tratta di un duello tra religione e politica. È un duello tra due idee. Da una parte, il presidente fallito che misura la forza dall'altezza del muro e il successo dal numero degli esclusi, dall'altra, il modello del Papa che misura la civiltà dalla capacità di accogliere, ascoltare, avvicinarsi. Uno parla di confini come di un'ossessione. L'altro parla di confini come di una sfida morale. Uno esige applausi. L'altro esige riflessione. Uno vende rabbia. L'altro predica la coscienza.

E sì, questo duello va oltre l'America. Perché il trumpismo non è solo un fenomeno americano. È una malattia occidentale, esportabile, imitabile, riproposta in qualsiasi paese in cui la politica non abbia più idee e si nutra degli istinti più bassi della massa. Persino in Europa, persino nei Balcani, persino in società fragili come la nostra, il modello del leader che urla, divide e si proclama salvatore trova sempre acquirenti. Perciò, la figura del Papa assume un peso globale: non semplicemente come ecclesiastico, ma come contrappunto all'aggressiva banalità del populismo.

Trump rappresenta un'epoca in cui l'arroganza viene scambiata per forza e la volgarità per autenticità. Papa Leone rappresenta qualcosa di molto più raro: la capacità di non diventare come il proprio avversario. In un clima globale in cui molti leader assomigliano sempre più a dei "gestori della rabbia", lui rimane uno dei pochi che parla di umanità senza cinismo e di un ordine mondiale privo di istinti predatori.

Alla fine, la storia non ricorda a lungo chi si è limitato a erigere muri. Di loro ricorda anche solo i sintomi di un periodo di malattia. Chi costruisce ponti, anche quando sembrano vulnerabili, lascia dietro di sé un modello. Ed è questa la differenza tra un presidente che confonde il potere con la vendetta e un Papa che ha compreso che la vera autorità deriva dalla capacità di unire .

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3 Komente

  1. T
    Toto

    Po boll me butafori e kritike komuniste se nuk je ka thu gjo me na mbushe mendjen o shoku autor i pamfletit. Ja ke fut kot , mendesia jote komuniste nuk shpie ne asnje gje tjeter vetem se ne degradim moral, shpirteror e klasor. Zoti kur ka fal njerezit nuk i ka fale te barabarte e ne kte kontekst ju ngaterroni predikimin qe ben sherbetori i zotit qe eshte Papa e nga ana tjeter nje udheheqes i nje shteti si Amerika qe ruan ekuilibrat globale....e sa per dijeni po mos te ishte ky i fundit ti shoku gazetar do ishe diku i fshehur mes malesh, ne burg apo i marr peng per kte mendesine tate komuniste qe realisht me ben per te vjelle. Por kshu eshte kur gazetar rrembythje si puna jote ju eshte dhe rasti te komentojne lloj lloj mendimesh e ideshe qe jane kancer i shoqerise dhe jetes se perditshme. Kaq per sa i perket tutkuneve si puna jote.

    1. A
      Arben

      Kostandini i Madh,Ilir me pushtet perandorak apsolut ne shek III e kuptoi me mire se kushdo tjeter paraardhes se feja dhe besimi eshte domosdoshmeri e jetes njerezore,jo opozite kunder por si e pavarur funksionon keshille me gjykim te ftohte dhe te urte. Pushteti,paraja jane te perkohshme per njerezit, vjen nje moment sic e tha edhe para 5-6 muajsh miliardieri Bill Gates se materialet behen te pa vlera.Ne toke i kemi gjetur dhe po ketu do i leme.Kane perfituar ato kombe qe ne thelb jane udhehequr mbi baze humanizmi,lirite e te dtejtat e njerezve,lirine ekonomine te tregut,te fjales se lire,te ndertuara mbi rregulla e ligje strikte. Leoni XIV nuk eshte pushtetar materialist apo opozitar kunder tij per te qene i tmerrshem,por fjalet e Trump behen te tmerrshme edhe pse eshte i kthyeshem ne gabime kur thote se do zhduk nje qyteterim te tere,si kunderpergjigje e asaj qe shpreh vazhdimisht irani prej 45 vitesh se do zhduk kombin Izraelit. Normalisht edhe si shtetas amerikan Papa ka edhe nje pergjegjesi edhe me te madhe per te nderhyre per shuarjen e tensioneve, pasi asnjera pale nuk fiton aq me teper Irani. Shqetesuese eshte se Trump nuk po kuron plage, por po i nxit me keq me fjalor dhe veprime. Amerika ka patur nje funksion pothuajse perfekt te sistemit, ka punuar me strategji afatgjata ku roli i individit ka rendesi por per periudha dhe fenomene te caktuara,por ketij shohim se i ka humber pak filli e spo di qar po flet e ben.

      1. T
        Tony

        Bestytnite kane ekzistuar qe kur njeriu ishte majmun, por u konsoliduan ne fe nga qerratenjte sundues. Feja eshte shpikje e vendeve Aziatike per te coroditur mendjen e njerezve e superfuqive Europiane. Pasi nuk munden t'i pushtonin Europianet me fuqi ushtarake sajuan fete e i percane. Pse te gjitha fete me sunduese jane krijuar ne Azi ?????? Fakti me i dukshem jane trojet Ilire qe u zhduket 90% nga harta.

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