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Editorial 4 Gusht 2025, 13:07

La tipologia che accomuna Edi Rama ad Aleksandar Vučić

Shkruar nga Gjergj Zefi
La tipologia che accomuna Edi Rama ad Aleksandar Vučić
Rama e Vucic /

In Serbia scoppia una crisi istituzionale con uno scontro frontale tra Vučić e la magistratura, mentre in Albania Rama coltiva lo stesso clima di impunità attraverso la graduale conquista delle istituzioni...

Lo scontro di Aleksandar Vučić con la Procura serba per la criminalità organizzata ha messo a nudo una crisi più profonda di qualsiasi avvicendamento politico: quella di uno Stato sottomesso. Quando il presidente di un Paese accusa pubblicamente la magistratura di "infiltrazione straniera" e minaccia di perseguire personalmente il procuratore capo, si tratta di un raro atto di autodenuncia autocratica. Questa scena grottesca a Belgrado, con il leader che attacca la magistratura mentre le proteste civiche chiedono la fine della corruzione e un'indagine sulla tragedia di Novi Sad, coincide con un momento critico per gli stessi Balcani occidentali, dove la democrazia rischia di rimanere solo retorica nel dibattito internazionale.

Ma Vučić non è un'eccezione nei Balcani. È il riflesso più brutale di un modello di governance che ha preso vita anche a Tirana, con Edi Rama come versione più sofisticata dello stesso sistema: governance personalizzata, indebolimento della vera opposizione, sottomissione degli enti locali e giustizia strumentalizzata.

Se in Serbia la giustizia sta sfidando l'autorità di Vučić, in Albania sta accadendo il contrario: la giustizia è diventata un'arma del silenzio politico, dove tutti i principali dossier di corruzione governativa vengono tenuti in un cassetto, mentre solo casi di minore entità vengono esposti pubblicamente per mantenere la facciata della "riforma", o casi in cui lo stesso Primo Ministro cerca di linciare. Proprio come a Belgrado, a Tirana la retorica esterna è perfetta: integrazione, riforma della giustizia, standard, ma la realtà istituzionale è dettata dal centro del potere politico.

Il parallelo è spaventosamente chiaro. In Serbia, un numero significativo di ex funzionari governativi è stato recentemente arrestato, ma Vučić non li ha visti come un successo della giustizia; al contrario, ha attaccato i procuratori come strumenti dell'Occidente. In Albania, non ci sono stati arresti simbolici per questioni come inceneritori, sterilizzazione, porti venduti, concessioni o furti con appalti di emergenza. La Procura Speciale (SPAK) non ha mai affrontato le accuse di Rama, perché non ne ha bisogno, ha il controllo. Il silenzio è il segno della cattura. In Serbia, c'è un conflitto aperto; in Albania, una simbiosi insidiosa.

In entrambi i casi, la protesta è il segno più visibile del sentimento popolare. In Serbia, le più grandi proteste anti-corruzione degli ultimi due decenni sono scoppiate dopo la tragedia di Novi Sad. In Albania, le proteste sono state più rare e deboli, soffocate da un'opposizione frammentata e da una propaganda mediatica aggressiva. Ciò non significa che il malcontento non esista, ma dimostra che in Albania il controllo sociale è più sofisticato, mentre in Serbia è più brutale.

Ma la conclusione è la stessa: lo stato di diritto non esiste quando il leader è al di sopra della legge, ed è questa la tipologia che accomuna Vučić e Rama. Entrambi hanno costruito il sistema del "pugno di ferro col sorriso": uno demonizzando l'Occidente a ogni indagine, l'altro abbracciandolo per bloccare ogni critica interna. Ma il risultato è lo stesso: impunità, giustizia timorosa e potere incontrollato.

Mentre le proteste in Serbia mettono Vučić in una posizione difficile, è legittimo chiedersi: quando arriverà il ritorno di Tirana? O gli albanesi rimarranno spettatori di una democrazia sovvertita con stile, dove ogni scandalo governativo è nascosto dietro un dipinto, un video di propaganda o il prossimo vertice con i leader europei?

Alla fine, una cosa è chiara: le autocrazie moderne non hanno più bisogno di dittatori brutali. Un leader che parla bene, controlla i media e mette la giustizia nelle sue tasche è sufficiente. Ed è per questo che oggi Vučić è sotto grande pressione, mentre Rama non lo è ancora. Ma come accade nella storia, questo vantaggio è sempre temporaneo. / Opuscolo

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