Un organismo che non ha nemmeno la minima tutela per operare può stabilire liberamente degli standard?
Parliamo di giustizia.
Il ripristino dell'immunità dei giudici della Corte Suprema e della Corte Costituzionale è un passo necessario per ripristinare gli equilibri costituzionali e garantire l'indipendenza della magistratura?
C'è una profonda frustrazione pubblica da tutte le parti e dai media: perché la Corte Costituzionale o la Corte Suprema non stabiliscono standard europei (informatici/decisioni definitive) quando le violazioni dei diritti umani in nome dell'indagine o dell'ordine sono così evidenti? Perché non hanno il coraggio di opporsi al governo? Perché spesso decidono ciò che la procura ordinaria o la SPAK richiedono?
Intercettazioni massicce, arresti controversi, sequestri senza trasparenza, interventi selvaggi della polizia investigativa, della polizia tributaria, delle procure ordinarie o speciali.
Contro una paura sistemica che ha colpito tutti, dalla gente comune che oggi vende il latte ai vertici aziendali, contro una paura sistemica che perfino i giudici di grado più basso possano essere intercettati, perseguitati con metodi preliminari o procedurali, con o senza autorizzazione giudiziaria da parte di procuratori di partito o del governo, le aspettative nei confronti dei giudici della Corte Suprema sono alte e puntano il dito contro di loro, perché le loro decisioni possono stabilire standard unificanti europei per uno stato di diritto funzionale!
Ma prima di puntare il dito contro di loro, forse dovremmo fare un passo indietro e ricordare. Nel 2012 abbiamo ridotto l'immunità parlamentare, ma mantenuto l'immunità procedurale e funzionale per i giudici. Ma 9 anni fa, anche in spregio alla relazione finale della Commissione di Venezia CDL-AD(2016)009 (e alla mia), abbiamo mantenuto l'immunità parlamentare, ma abbiamo rimosso il 100% dei filtri di immunità e controllo istituzionale dei giudici.
Ora, prima di puntare il dito contro questi giudici anziani, dovremmo chiederci:
Queste corti superiori sono protette?
In Albania, un giudice della Corte Costituzionale o della Corte Suprema può:
– è monitorato,
– proibito,
- essere arrestato
– di pubblicare dati personali, propri o della sua famiglia,
da un pubblico ministero che spesso è parte stessa del procedimento,
o addirittura dalla polizia statale, dai servizi segreti o dalle strutture "preventive".
Spesso senza il permesso del tribunale stesso. Senza alcun filtro. Senza alcuna protezione.
Nel frattempo, i parlamentari, i ministri e il Primo Ministro godono della suddetta immunità da detenzione/arresto, ovvero della tutela procedurale, che viene negata ai giudici di grado superiore proprio quando ne hanno più bisogno: quando esaminano le azioni di tali poteri.
Prima di pubblicare un'analisi più approfondita su questo argomento, condivido alcune domande su cui riflettere:
Un organismo che non ha nemmeno la minima tutela per operare può stabilire liberamente degli standard?
Abbiamo davvero lo "stato di diritto" quando lo stesso giudice anziano è una vittima senza la minima tutela dall'arresto?
Si tratta forse di una disparità di poteri quando i giudici di grado superiore possono essere intercettati dalla stessa procura in quanto parte in causa o dal governo con mezzi "preventivi"?
La paura è un mezzo di giustizia o uno strumento di pressione?
Quando un giudice ritiene che una decisione "contro" l'accusa o il governo potrebbe esporlo a sorveglianza o indagine, la decisione è più libera o è dettata dalla paura?
È questo il vero rischio che oggi la giustizia venga violata: non solo attraverso le nomine, ma attraverso la paura sistemica e la mancanza di tutela istituzionale?
La magistratura è diventata solo formalmente il terzo potere dello Stato, ma in realtà è il più vulnerabile?
Senza compromettere la lotta alla corruzione nella magistratura, senza mettere in discussione i nomi di coloro che sono qui oggi, dovremmo ripristinare quanto segue per i giudici della Corte Suprema e della Corte Costituzionale:
Immunità funzionale e procedurale: limitata ma reale?
Filtri istituzionali interni per l'azione penale nei confronti dei giudici di grado superiore?
L'esclusione dell'accusa dalle intercettazioni quando gli stessi giudici che lo processeranno sono la parte che lo persegue?
Una reale parità di poteri, un'immunità minima per le parlamentari e non solo formale?
Invito colleghi giuristi, esperti di diritti umani e rappresentanti di istituzioni nazionali e internazionali a riflettere e a contribuire a questo dibattito.
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