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Forum13 Prill 2026, 11:49

Skender Hasani*: L'antisemitismo non è un incidente, ma una minaccia alla convivenza

Shkruar nga Prof.dr. Skënder Asani

Skender Hasani*: L'antisemitismo non è un incidente, ma una minaccia

L'attacco alla comunità ebraica in Macedonia rappresenta un campanello d'allarme per la società e una prova per lo Stato di fronte all'odio, al radicalismo e alla minaccia alla convivenza...

Il tentato incendio doloso contro la sede della comunità ebraica in Macedonia è un atto profondamente inquietante e inaccettabile, che va ben oltre un episodio isolato e incide direttamente sui fondamenti normativi su cui si basa una società democratica. Questo atto di antisemitismo non è solo un attacco a un edificio religioso, ma anche un tentativo di violare la convivenza, la dignità e la cultura del rispetto reciproco, che costituiscono i pilastri dell'ordine civico. Per questo motivo, è necessario agire in modo preventivo, attraverso l'individuazione e la prevenzione tempestiva dei fenomeni di odio e radicalizzazione nella società.

In un momento in cui le tensioni globali, soprattutto quelle in Medio Oriente, rischiano di avere ripercussioni emotive e ideologiche in altri ambiti sociali, il compito delle élite intellettuali e della società stessa è quello di mantenere la calma, la razionalità e il senso di responsabilità pubblica. Il trasferimento di conflitti lontani nella nostra realtà sociale costituisce una seria minaccia alla coesione sociale e alla stabilità democratica dello Stato. A questo proposito, l'azione preventiva dovrebbe essere uno strumento fondamentale, attraverso l'educazione, il coordinamento istituzionale e il rafforzamento della consapevolezza pubblica.

In questo contesto, la nostra risposta deve essere chiara, ferma e inequivocabile: condanna decisa di ogni forma di antisemitismo e di ogni manifestazione di odio o violenza su basi etniche o religiose. Non dobbiamo permettere che la nostra società venga inghiottita da una spirale di estremismo e manipolazione che spesso scaturisce da gruppi informali e discorsi irresponsabili. Al contrario, è necessaria un'ampia mobilitazione civica e istituzionale per tutelare i valori della convivenza e prevenire qualsiasi tentativo di destabilizzazione sociale, dove la prevenzione deve essere la prima linea di difesa.

Al contempo, questo evento richiede una risposta immediata ed efficace da parte delle istituzioni statali. Gli organi competenti devono agire con la massima urgenza per indagare a fondo sul caso e identificare i responsabili, affinché possano essere assicurati alla giustizia senza indugio. Parallelamente, le istituzioni devono istituire meccanismi di prevenzione a lungo termine che impediscano il ripetersi di simili episodi in futuro. L'impunità in casi del genere non solo mina la fiducia nelle istituzioni, ma crea anche le condizioni per la ripetizione di atti analoghi.


In quest'ottica, la solidarietà con la comunità ebraica non è solo un atto etico, ma anche un obbligo civico. Il mio contatto con il leader della comunità, Pepo Levi, è stata un'espressione diretta di questo impegno morale e intellettuale. L'espressione di preoccupazione e sostegno in questi momenti difficili non è solo un gesto simbolico, ma una conferma della nostra incrollabile posizione contro ogni forma di odio e divisione, nonché un invito ad agire preventivamente in futuro.

In conclusione, questo evento dovrebbe servire da invito alla riflessione collettiva e al rafforzamento dei meccanismi di protezione della nostra società. Solo attraverso la vigilanza, la solidarietà e l'impegno verso i valori universali, unitamente a un forte approccio preventivo, possiamo garantire che tali atti non trovino spazio nella nostra realtà e che il male non prenda forma tra noi. In questi momenti, la nostra posizione al fianco della comunità ebraica è la chiara dimostrazione che la nostra società sceglie la convivenza anziché l'odio.

*Prof. Dr. Skender Asani, Direttore dell'Istituto per il Patrimonio Spirituale e Culturale degli Albanesi

Skopje, 13.04.2026

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