Anche Edi Rama sale sul palco della celebrazione, le proteste continuano all'esterno, mentre all'interno della sinistra si moltiplicano gli appelli alla riflessione. Arta Dade parla dell'"occupazione" del Partito Socialista, Ditmir Bushati invoca la separazione tra potere e Stato, Elisa Spiropali solleva interrogativi sui limiti del potere, Erion Braçe prosegue la sua critica, mentre Pandeli Majko ricorda che la storia dei socialisti è sempre stata una storia di sopravvivenza...
Il Partito Socialista compie oggi 35 anni. Alle 17:00, in occasione di un evento organizzato dai leader del partito, è previsto l'intervento del Primo Ministro Edi Rama, in una giornata che, in teoria, avrebbe dovuto essere una celebrazione per la forza politica che ha governato il Paese per oltre un decennio. Ma raramente un anniversario ha trovato il Partito Socialista così lontano da un'atmosfera di trionfo e così vicino a un clima di sfiducia, rabbia e aperto conflitto con una parte della società.
Mentre si prepara il palco per i discorsi celebrativi, fuori continuano da giorni le proteste che hanno riempito le strade di Tirana e di altre città. Una rivolta insolita, nata dai cittadini e non dai partiti politici, che ha posto al centro del dibattito l'insoddisfazione nei confronti del governo e della gestione dei beni pubblici. È in questo clima che il 35° anniversario dei socialisti si trasforma più in un momento di rendicontazione che di festa.
Non sono solo i manifestanti a chiedere una riflessione. All'interno della stessa famiglia socialista si levano voci che fino a poco tempo fa sarebbero state inimmaginabili. Personaggi storici ed ex leader di spicco del Partito Socialista si sono apertamente schierati contro la linea politica di Edi Rama, esprimendo preoccupazione per l'allontanamento del partito dagli ideali su cui era stato fondato.
L'ex ministro ed ex parlamentare Arta Dade ha scelto di schierarsi dalla parte dei manifestanti, dichiarando che i "veri socialisti" non sono impegnati nelle attività organizzate dal partito, ma si trovano in piazza, dove, a suo dire, si rivendicano dignità e giustizia sociale. In una dura reazione, parla di un Partito Socialista alienato dalla corruzione, dal clientelismo e dall'arroganza del potere, accusando Rama di aver trasformato il partito in una struttura che non assomiglia più all'organizzazione nata come simbolo di cambiamento politico all'inizio degli anni '90.
Ancor più diretto è stato l'ex ministro degli Esteri Ditmir Bushati. In una lunga analisi politica, ha descritto le proteste come "proteste di dignità", sostenendo che hanno messo a nudo il divario tra il governo e i cittadini. Secondo Bushati, la rabbia esplosa nelle piazze è il risultato di un modello che ha concentrato il potere, indebolito il dibattito interno e allontanato il Partito Socialista dagli impegni con cui era salito al governo nel 2013. Il suo messaggio era chiaro: il Partito Socialista deve uscire dalla negazione e riflettere prima di perdere la propria ragion d'essere politica.
Sulla stessa linea, anche Elisa Spiropali ha scelto un linguaggio insolito per una delle figure più importanti della maggioranza. Paragonando le proteste odierne a eventi simbolici nella storia della transizione, ha parlato della necessità di un "nuovo patto per l'Albania", in cui lo Stato sia più grande del governo e le istituzioni siano più forti dei singoli individui che le gestiscono. Al centro del suo messaggio c'era la richiesta di un maggiore controllo sul potere, di una maggiore competizione politica, di maggiore responsabilità e di maggiore spazio per il dissenso.
Pandeli Majko, una delle figure più longeve della sinistra albanese, ha optato per il simbolismo. Nel giorno del suo 35° anniversario, ha citato i versi di Dritëro Agolli e ha ricordato che la storia dei socialisti è sempre stata una storia di sopravvivenza e cambiamento. Ma anche tra le sue congratulazioni si percepiva il peso del passato e il messaggio che nessuna forza politica può progredire senza confrontarsi con la propria storia.
Così, nel giorno in cui il Partito Socialista celebra 35 anni di vita, Edi Rama non si trova all'apice di un trionfo politico, ma al centro di una tempesta che si scatena simultaneamente dalle strade e dall'interno della sua casa politica. Da una parte i manifestanti che chiedono un cambiamento, dall'altra i socialisti che chiedono un ritorno ai principi. E in mezzo a loro si erge il primo ministro, che si trova ad affrontare la più grande sfida politica degli ultimi anni: convincere che il Partito Socialista, con i suoi 35 anni di storia, continua a essere la stessa forza che un tempo prometteva di cambiare l'Albania. / Opuscolo
Qiriu thelle ne fyt te ngecte!
Kjo eshte mendet ditelindje. Rama e shkaterroi te majten. Ndertoi rarafin e tij, dhe zhduku cdo vlere ne histori te kesaj partie. Rqma perdori partine per te marr pushtetin, e me pas ndertoi klientet e oborrit tij Ne emer te partise socialiste nen flamurin e saj, Edi Rama u be avokati me i zjarrte i grupeve me te rrezkshme kriminale shqiptare dhe te huaj. E ktheu Shqiperine ne nje rruge kryesore tevtrafikut dhe ne nje megalavatrice re pastrimit ta parave hale kudo, sidomos ne kullat shume kateshe, nje katastrofe me vete urbane. Dhe sot do dali dhe festoj kete shkaterrim prape nen flamurin e PS. E ngriti korrupsionin ne sistem. Kryeministri me i pasur ne europe. Kryehajduti sot feston placken e vjedhur me banden e tij. E neveritshme. Shqiptare zgjohuni. Sot ne 18:00 me shume se kurre.
sot me urdher gjithe administrata e fierit eshte ne Tr. Organizim me autobuze. Ky plera do te tregoje qe ka mbeshtetje. Ne jemi detyruar ne menyre te organizuar te shkojme. Bejne apel. Gjithcka e sforcuar, na e shpifen.
Nuk kuptoj si rri akoma?!?!?!?E paimagjinueshme por ja qe ndodh dhe sot. Ky eshte koka e korrupsionit. Nje shtet vrima vrima. Nje turp i madh. Nje situate e dale totalisht jasht kontrollit jashte shinave te ligjit. Na shkaterruan fare neve qe perpiqemi mundohemi te punojme drejt, dhe nuk arrijme dot te mbyllim muajin. Cdo investim flluske. Cdo gje show. Ketu nul ka zhvillim. I vetmi biznes qe behet eshte trafiku i droges. Dhe leket e droges qe pastrohen ne ekonomi ne ndertim, na shiten nga propoganda si rritje ekonomile. Ky eshte nje kerme qe po qelb gjithe dynjane.