Nuova riforma territoriale: l'Albania verso la divisione in 4-5 regioni e più comuni
Sebbene il nuovo Parlamento non abbia ancora iniziato i suoi lavori, sono già iniziati i primi contatti tra i rappresentanti di Edi Rama e Sali Berisha sulla riforma territoriale. I colloqui preliminari descrivono una nuova suddivisione amministrativa del Paese, che mira a includere da 4 a 5 grandi regioni e un aumento del numero di municipalità rispetto alle attuali 61. In questa suddivisione, si prevede che alcune municipalità si uniscano, altre vengano divise o espandano le proprie competenze e il proprio territorio.
Una delle maggiori innovazioni è il nuovo status che Tirana dovrebbe ottenere. Il piano prevede la creazione di una municipalità metropolitana denominata "Tirana-Capitale", dotata di un'amministrazione centralizzata e di un proprio consiglio comunale.
All'interno di questo territorio ampliato, verranno creati diversi nuovi comuni al posto delle unità amministrative esistenti. Questi piccoli comuni avranno amministrazioni elette direttamente, ma dipenderanno dal comune principale della capitale per i budget di investimento. Nel frattempo, la Regione di Tirana cesserà di esistere come unità separata. L'inclusione o meno di Kamza in questa struttura è in fase di discussione. Vora, Kavaja e Rrogozhina saranno completamente separate da questa unità centrale.
All'interno di Tirana, la divisione è prevista in tre o quattro nuovi comuni: uno che copre l'area orientale da Sauk verso Elbasan; un altro che comprende l'area di Kashar, Astir e Vora; e un terzo che comprende il territorio da Fresk verso Dajti.
Nel frattempo, anche in altre regioni si verificheranno grandi cambiamenti.
A Scutari, si prevede che Velipoja e l'area di Nënshkodra, insieme a Bushati, diventino un comune autonomo, mentre Vau i Dejës verrà sciolta e il suo territorio verrà assorbito dai comuni di Scutari e Puka. Fushë-Arrëzi si fonderà con Puka. Non ci saranno cambiamenti a Kukës. A Dibër, è prevista la fusione di Klos con Mati e di Bulqiza con Peshkopia, a causa del significativo calo demografico e del reddito.
A Alessio è prevista la creazione di due municipalità: una con Zadrima, la città e Shëngjin; e l'altra con il territorio di Kuna fino al confine con Kurbin. Kruja sarà divisa in due municipalità: Kruja e Fushë-Kruja.
A Durazzo, l'area di Ishmi e Gjiri i Lalzi passerà al nuovo comune di Sukthi, mentre la città rimarrà un'unità separata. Si prevede che Kavaja si espanda fino a includere Rrogozhina; Peqin prenderà parte del territorio delle colline di Peza. Elbasan potrebbe essere divisa in due comuni, includendo Labinot. Librazhd e Përrenjasi si fonderanno in un unico comune.
A Korça, Voskopoja e Dardha si uniranno in un unico comune, Maliqi si espanderà con diversi villaggi della pianura di Korça. Devolli rimarrà un comune separato, mentre Erseka e Leskovik saranno divisi in due comuni. A Berat, non sono previsti cambiamenti: i comuni di Berat, Skrapar, Kuçovo e Dimal rimarranno. Lushnja e Divjaka rimarranno invariati. A Fier, è prevista la creazione del comune di Apollonia, che includerà la costa di Fier.
Valona, Saranda, Himara e Finiqi manterranno le attuali strutture. Argirocastro sarà liberata da diverse unità rurali, espandendo Libohova. Dropulli rimarrà un comune separato. È prevista la fusione di Tepelena e Memaliaj.
Si prevede che le nuove regioni saranno quattro o cinque: una nel nord, due nell'Albania centrale e due nel sud, una delle quali coprirà il territorio da Lushnjë a Saranda e un'altra da Elbasan a Ersekë. Le regioni avranno amministrazioni separate e assumeranno la gestione delle aziende di approvvigionamento idrico e fognario, nonché delle direzioni di agricoltura, istruzione e sanità. I comuni perderanno i poteri per la costruzione e la manutenzione di scuole, asili nido e scuole materne, responsabilità che sarà trasferita alle regioni.
Rimane aperto il dibattito su come saranno eletti i leader regionali: con voto diretto, come i sindaci, o tramite consigli regionali eletti dai partiti. Il timore che questo possa generare nuove figure politiche ha portato molti attori a preferire il modello di rappresentanza attraverso liste di partito.
Questa nuova riforma territoriale, che viene discussa dietro le quinte da entrambi gli schieramenti politici, mira a essere finalizzata ben prima delle elezioni locali del 2027, per creare una nuova struttura di amministrazione e controllo del territorio, riformattando la mappa politica e istituzionale del Paese./ Opuscolo
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