Invece di salvare vite, Trauma è tenuto in ostaggio da bar e spazi occupati...
Per capire che l'"azione" per liberare gli spazi pubblici è semplicemente una bolla di propaganda, basta una breve passeggiata fino alla più importante struttura sanitaria del Paese: il Trauma Hospital, comunemente noto come Ospedale Militare. Un tempo diamante della medicina albanese, dono degli italiani, oggi è diventato l'esempio più lampante della disonestà e della barbarie dell'insaziabilità.
Pochi giorni fa, un tragico incidente è diventato una routine invisibile: un gran numero di ulivi che un tempo adornavano il cortile verde sono stati abbattuti per far posto ai canali di scarico. Durante l'occupazione italiana, Jacomoni, viceré di Vittorio Emanuele III, non tollerò una cosa del genere. Durante la dittatura, Enver Hoxha dichiarò nemica l'intera famiglia del regista e la fece giustiziare.
Oggi? L'attuale direttrice, l'ex deputata socialista Edlira Bode, abbatte gli alberi come se nulla fosse accaduto. Per lei, tagliare gli ulivi sembra parte di una logica "contemporanea", senza considerare il fatto che ciò priva i pazienti e l'ambiente necessario per l'aria che respirano.
Ma gli alberi non sono le uniche vittime. Ogni spazio dell'ospedale è occupato da privati: il parcheggio, la ristorazione, i bar, tutto funziona a prezzi degni dei resort più costosi dell'Albania. Gli infermieri, anche quando accompagnano i malati, compiono un viaggio magellanico per raggiungere i reparti, che ricordano una variante di Calcutta.
Storicamente, il terreno per l'Ospedale Traumatologico e le aree circostanti è stato acquistato dal governo italiano e poi trasferito allo Stato albanese. Non vi è alcun ostacolo all'ospedale nel possedere e utilizzare i locali, investire e aumentare il personale. Ma la realtà è diversa: le aziende private hanno tolto fiato all'ospedale, ostacolando pazienti e personale, mentre i riformisti del governo attaccano solo i piccoli bar.
Ed è proprio qui che risiede l'assurdità della situazione: un importante ospedale nazionale, che dovrebbe essere un esempio di servizio pubblico e organizzazione, è oggi una silenziosa scena del crimine. Un luogo dove la SPAK, a tempo debito, avrebbe dovuto aprire le sue indagini./ Opuscolo
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