Il duo Basha-Agolli, attraverso la società Atom e attraverso uno schema di frode con il rispetto dei criteri e l'esecuzione dei contratti, ha creato un monopolio degli appalti con un'ombra di corruzione nel campo IT che sembra estendersi da OSHEE, AKSHI fino allo stesso SPAK, l'istituzione incaricata della lotta alla corruzione e alla criminalità.
Luan Basha, 54 anni, è comproprietario e amministratore della società Atom shpk, le cui attività commerciali includono la costruzione di reti di telecomunicazioni, la fornitura di servizi di telecomunicazione, la vendita di elettrodomestici, ecc. L'altro comproprietario è Armand Agolli.
Il duo Basha-Agolli, attraverso la società Atom e attraverso uno schema di frode con il rispetto dei criteri e l'esecuzione dei contratti, ha creato un monopolio degli appalti con un'ombra di corruzione nel campo IT che sembra estendersi da OSHEE, AKSHI fino allo stesso SPAK, l'istituzione incaricata della lotta alla corruzione e alla criminalità.

Dal 2020, anno in cui Luan Basha e Armand Agolli hanno preso possesso del 100% delle azioni, la società Atom ha ricevuto oltre 13 milioni di euro dal bilancio statale, attraverso gare d'appalto clientelari, documenti falsi e frodi nell'esecuzione di contratti stipulati con enti appaltanti quali AKSHI, OSHEE, OST, SPAK, Porto di Durazzo, UKT, Ferrovie, ecc.

Secondo le denunce e le informazioni raccolte, il caso della società ATOM non rappresenta semplicemente una violazione procedurale negli appalti pubblici, ma un sospetto sistematico schema di abuso che ha colpito istituzioni statali chiave e messo a rischio la sicurezza dei dati e la fiducia del pubblico.
ATOM è sospettata di aver beneficiato di milioni di euro di fondi pubblici vendendo apparecchiature informatiche rigenerate (ovvero usate) come nuove, in palese violazione dei termini contrattuali. Questi dispositivi non sono semplici beni commerciali, ma infrastrutture critiche su cui si basano registri statali, sistemi di sicurezza e dati sensibili dei cittadini.
Il caso più significativo è il "Miglioramento del Registro Nazionale degli Indirizzi" per il DPGJC, del valore di 164 milioni di lek, per il quale sono stati pagati 40 milioni di lek solo per l'hardware, che a quanto pare non era nuovo. Inoltre, tre procedure vinte in SPAK, per un valore di circa 1,2 milioni di euro, riguardano sistemi di sicurezza vitali come anti-ransomware, EDR, firewall e monitoraggio di rete. Se questi sistemi sono basati su apparecchiature usate, il rischio non è teorico, ma reale.
La situazione è resa ancora più allarmante dal fatto che ATOM non soddisfa i criteri di sicurezza obbligatori, in particolare la mancanza della certificazione CSP, condizione fondamentale per l'accesso a data center ad alta sicurezza, come quelli di SPAK e AKSHI. Tuttavia, nonostante questo requisito essenziale, l'azienda si è qualificata ed è stata dichiarata vincitrice.
In questo processo, Ardi Sulo, in qualità di membro del Comitato di Valutazione delle Offerte (KVO), è sospettato di aver partecipato alla qualificazione illegale di ATOM, firmando o sostenendo decisioni che consentivano l'esclusione dalla legge e favorendo un operatore che non soddisfaceva i criteri. Ciò sposta la questione da un problema tecnico a una responsabilità personale e istituzionale.
Ardi Sulo è indagato dallo SPAK per manipolazione delle procedure di gara, corruzione, abuso d'ufficio, riciclaggio di denaro e violazione del principio di parità nelle gare d'appalto, nell'ambito della repressione del gruppo criminale AKSHI. Sospettato di far parte del gruppo criminale oggetto di repressione alcune settimane fa, il processo decisionale di Sulo in qualità di membro del KVO è oggetto di indagine da parte degli agenti del BKH.
Secondo alcune fonti, Sulo e un altro membro del KVO, di cui parleremo più avanti, avrebbero avuto comunicazioni e incontri compromettenti con Luan Basha e altri estorsori di denaro pubblico, con l'obiettivo di manipolare le procedure di gara dell'AKSHI. Oltre alla direttrice Mirinda Kaçanaj arrestata dallo SPAK, anche la sua vice, Romina Kostani, è sospettata di far parte del sistema corrotto, e sembra che finirà presto nel carcere di Pogradec.
Concentrandosi sullo scandalo in questione che coinvolge la società Atom di Luan Basha, il sistema è ulteriormente aggravato dai sospetti di falsificazione di diplomi e certificazioni, poiché il personale presentato come tecnici risulta essere laureato alla Kristal University, un istituto che ha perso la licenza dal 2014. Nel frattempo, le certificazioni professionali, che dovrebbero garantire una reale competenza, risultano quasi tutte intestate a una sola persona, Luan Basha, e a sua moglie, sollevando seri sospetti di falsa rappresentazione delle capacità umane.
In questo contesto, la fuga di dati da SPAK assume un peso ancora maggiore. Se i sistemi sono stati costruiti, mantenuti e amministrati da un operatore sospettato di frode e di mancanza di criteri di sicurezza, allora il silenzio istituzionale è tanto preoccupante quanto le violazioni stesse.

Questo caso non riguarda solo numeri, gare d'appalto o documenti. Riguarda la sicurezza dello Stato, la protezione dei dati dei cittadini e il degrado degli standard pubblici, rendendo necessaria e urgente un'indagine penale e amministrativa approfondita, con responsabilità concrete e individuali. Continua.../ Dietro le quinte
Lini një Përgjigje