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Rajoni dhe Bota29 Dhjetor 2025, 19:33

Il mondo sta cambiando a scapito dell'Europa!

Shkruar nga Pierre Haski
Il mondo sta cambiando a scapito dell'Europa!
Donald Trump

L'Europa è stretta tra due fuochi: tra il "martello" russo e l'"incudine" dell'amministrazione Trump. Mentre Washington dichiara "guerra" ideologica alle regole europee e sostiene apertamente le forze divisive del continente, Bruxelles si trova ad affrontare la prova più difficile della sua esistenza: come sopravvivere in un mondo in cui il vecchio alleato si sta trasformando nell'avversario più imprevedibile...

Un chiaro simbolo del profondo tumulto che si prevede attraverserà il mondo nel corso del 2026 sono le inaspettate sanzioni imposte dall'amministrazione Trump all'ex commissario europeo Thierry Breton e ad altri quattro importanti leader europei poco prima di Natale.

Questo atto segnò un gesto di ostilità senza precedenti tra Paesi storicamente considerati alleati, o meglio, che "teoricamente" avrebbero dovuto esserlo. Le reazioni in Francia e in tutto il continente furono immediate, riflettendo un senso di tradimento e incertezza.

Tali sanzioni hanno un peso in gran parte ideologico, basato su un rigido concetto americano di libertà di espressione, strettamente legato agli interessi degli oligarchi della tecnologia che oggi costituiscono la pietra angolare dell'economia statunitense.

Le argomentazioni di Washington seguono fedelmente le linee del duro discorso tenuto da JDVans a Monaco all'inizio di quest'anno, in cui il vicepresidente degli Stati Uniti ha apertamente accusato gli europei di "ostruire deliberatamente la libertà di espressione".

La stessa posizione radicale si riflette nel documento strategico pubblicato a dicembre dall'amministrazione Trump, che ha avvertito con toni quasi apocalittici che se non cambia rotta, l'Europa rischia "la completa scomparsa della sua civiltà".

Lo shock causato da questa divisione è straordinario in ogni sua fase. Le misure punitive contro l'ex commissario Breton, accusato da Washington di essere a capo di un "complesso industriale della censura", hanno avuto l'effetto di una forte scossa elettrica alla vigilia delle festività.

È ormai chiaro che si sta verificando un doloroso divorzio tra l'amministrazione Trump e le democrazie liberali europee, anche se i leader europei non sembrano aver mai previsto una simile ondata di violenza diplomatica.

Gli europei sapevano da anni, fin dalla presidenza Obama, che gli Stati Uniti avevano rivolto la loro attenzione strategica verso l'Asia e in particolare verso la Cina, vedendola come il principale rivale, mentre il vecchio continente stava progressivamente perdendo la sua importanza a livello mondiale.

Tuttavia, Trump è andato ben oltre i suoi predecessori: sembra volere lo scioglimento dell'Unione Europea, ripetendo costantemente la sua tesi (priva di fondamento) secondo cui questa unione è stata creata con l'unico scopo di "sfruttare e distruggere gli Stati Uniti".

Di conseguenza, l'Europa si trova oggi in un pericoloso paradosso: il suo principale protettore militare è allo stesso tempo la forza che vuole distruggerla politicamente. Gli europei non erano affatto preparati a una simile evoluzione, come dimostra la loro doppia e inconfutabile dipendenza: da un lato, la dipendenza dalla tecnologia americana (che domina il mercato dopo il fallimento dell'Europa nelle recenti rivoluzioni digitali) e, dall'altro, la dipendenza vitale per la difesa all'interno delle strutture della NATO.

Sforzi per limitare i danni

Entro la fine del 2025, sia nel loro sostegno all'Ucraina sia nelle loro complesse relazioni transatlantiche, gli europei si renderanno finalmente conto che il mondo è cambiato radicalmente e che questo cambiamento non sta avvenendo a loro favore.

L'Unione Europea si trova oggi in una posizione estremamente vulnerabile, intrappolata "tra due fuochi": l'aggressione inarrestabile della Russia da Est e l'aperta ostilità degli Stati Uniti da Ovest.

Il grande problema per i 27 Stati membri è che tali dipendenze strutturali non possono essere eliminate dall'oggi al domani, poiché richiedono decenni per essere risolte. Di conseguenza, dovranno trovare un modo per coesistere con l'amministrazione Trump, cercando al contempo di limitare il più possibile ulteriori danni.

Anche per questo la risposta agli attacchi americani è così complicata e, inevitabilmente, provocherà delusione nell'opinione pubblica europea che chiede più dignità.

Una vera e propria cartina tornasole per il 2026 sarà la tutela del diritto digitale, la stessa normativa per la quale l'ex Commissario Breton è stato sanzionato. Il 24 dicembre, la Commissione europea è stata costretta a difendere pubblicamente questo regolamento, sottolineando che era stato adottato da Stati sovrani e da un parlamento eletto a suffragio universale.

Ma non ci si aspetta che l'attacco di Trump all'UE si fermi qui: Washington chiede una capitolazione completa dell'Europa, come pretendono gli interessi della Silicon Valley. La seconda e più delicata prova sarà l'intervento politico diretto.

L'amministrazione statunitense ora sostiene apertamente i partiti di estrema destra in Europa, che definisce forze "patriottiche", e spera di aiutarli a salire al potere e a indebolire l'unità di Bruxelles.

L'Europa non deve quindi più farsi illusioni: questo divorzio con gli Stati Uniti sarà selvaggio, freddo e senza alcun "dono" diplomatico. / Tratto da "Pamphlet", tratto da "France Inter"

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