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Rajoni dhe Bota24 Tetor 2025, 19:25

"Sappiamo dov'è tuo figlio, fai attenzione a quello che fai", così la mafia controlla Roma; gli ordini sono stati dati dalla casa di cura

Shkruar nga Nello Trocchia

"Sappiamo dov'è tuo figlio, fai attenzione a quello che

Alessandro Capriotti, detto il Miliardario, è stato arrestato con l'accusa di aver istigato l'omicidio di Fabrizio Piscitelli, detto Diabolik. "Ti spacco la testa", "Sappiamo dov'è tuo figlio", "Non sono figlio unico, fai attenzione a quello che fai" sono le minacce rivolte a un imprenditore ricattato dal suo capo e socio, Lorenzo Marinucci. Arrestati anche Salvatore Nicitra e l'ex membro dei NAR Riccardo Brugia.

"Nulla è cambiato. I leader criminali stringono accordi e controllano la città approfittando del silenzio e della mancanza di attenzione", sussurra un investigatore esperto.

Commenta l'incontro tra i boss, interrotto dall'intervento del nucleo investigativo dei Carabinieri di Roma. L'incontro si svolgeva all'interno di una stanza della casa di cura Pio XI, perché la malavita romana è trattata con i guanti bianchi: centri sociali e ambulatori per visite e sogni di dominio.

L'uomo inseguito dai carabinieri è Alessandro Capriotti, detto il Miliardario. Una vita dedicata al crimine, tra violenza e traffico di droga, è indagato anche per istigazione all'omicidio di Fabrizio Piscitelli, detto Diabolik.

È stato arrestato a seguito di un mandato di cattura emesso dal pubblico ministero su richiesta della polizia giudiziaria, dato il rischio di evasione e l'urgenza dell'operazione.

Sono necessari interventi urgenti per evitare conseguenze peggiori per un imprenditore high-tech caduto sotto il ricatto di Capriotti e del suo socio, Lorenzo Marinucci, anch'egli incarcerato.

Capriotti era autorizzato e si trovava agli arresti domiciliari a recarsi alla casa di cura due volte a settimana.

Tuttavia, quando gli inquirenti intervennero, lo trovarono in compagnia di una vecchia conoscenza della criminalità romana, Salvatore Nicitra, considerato uno dei re della città.

Condannato a 9 anni per associazione a delinquere, è stato recentemente posto sotto sorveglianza speciale con richiesta di sospensione della pena, ma ha continuato a possedere la patente e a guidare la sua Smart. Pochi giorni fa, Domani lo ha interrogato, ribadendo la sua innocenza.

Ora è oggetto di una richiesta di firma e processato per associazione a delinquere abituale. Un'ultima figura completa il panorama criminale romano: Riccardo Brugia, ex NAR (Organizzazione Nazionale Antimafia) e amico intimo di Massimo Carminati.

Cosa ci faceva l'élite criminale romana in una stanza d'ospedale? Affari e potere, le solite vecchie storie. Brugia finì in prigione perché, durante un controllo dei carabinieri per possesso illegale di armi, trovarono una pistola con il numero di matricola rimosso.

Capriotti e Marinucci hanno minacciato l'imprenditore in tutti i modi. "Non mi interessano i carabinieri e la polizia, puoi governare meglio dal carcere, non sono orfano, parlami, gli altri ti prendono e ti ammazzano", hanno detto. Ora sono in carcere, ma l'incontro rivela che tutto è tornato alla normalità; nella Capitale la criminalità non finisce mai.

Da una parte Capriotti, legato alla famiglia Senese, Molisso e Bennato; dall'altra Nicitra; e infine i neri senza fine, Brugia e il suo mondo di ex membri dei NAR. /Tratto da Il Domani/

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