Bálint Odor, una delle figure chiave di Budapest a Bruxelles, potrebbe essere sostituito, dato che il nuovo governo mira a ristabilire i rapporti con l'Unione Europea.
Balint Odor, ambasciatore ungherese presso l'Unione Europea, rischia di essere rimosso dall'incarico in seguito al cambio di potere a Budapest.
Durante il governo di Viktor Orbán, l'Ungheria aveva bisogno di un rappresentante a Bruxelles in grado di difendere con fermezza la sua posizione, spesso conflittuale, nei confronti dell'UE, garantendo al contempo, dietro le quinte, il buon andamento delle relazioni con i partner europei. In questo ruolo, Ódor si è rivelato una figura efficace, capace di coniugare stabilità politica e abilità negoziali.
Il diplomatico cinquantenne ha ricoperto per quasi sei anni la carica di ambasciatore dell'Ungheria presso l'UE, in un periodo in cui le relazioni con il blocco erano ai minimi storici. Durante quel periodo, l'Ungheria si è avvicinata alla Russia, ha assunto una posizione critica nei confronti dell'Ucraina e ha dovuto affrontare il congelamento di miliardi di euro di fondi europei a causa di preoccupazioni relative allo stato di diritto e alle libertà democratiche.
In seguito alla sconfitta di Orbán, dopo 16 anni al potere, la situazione politica in Ungheria è cambiata significativamente. Il leader dell'opposizione, Péter Magyar, vincitore delle elezioni parlamentari del 12 aprile, ha promesso un profondo riorientamento della politica estera e delle relazioni con l'UE. Ha inoltre annunciato l'intenzione di rimuovere i funzionari strettamente legati al precedente governo, mettendo così Ódor in una posizione precaria.
Secondo l'ex ambasciatore britannico presso l'UE, Ivan Rogers, il ruolo degli ambasciatori nazionali a Bruxelles è strettamente legato all'attuazione delle direttive politiche dei rispettivi governi. In questo contesto, Ódor ha seguito scrupolosamente la linea del governo Orbán, a prescindere dalle sue convinzioni personali.
Sebbene alcuni diplomatici non siano certi che condividesse appieno le opinioni di Orbán, sottolineano che godeva della reputazione di essere un "risolutore di problemi" affidabile. Questa reputazione, tuttavia, potrebbe influire negativamente sulla prosecuzione della sua carriera nel contesto di un nuovo governo che cerca di prendere le distanze dal passato.
Contrariamente a quanto ci si aspetterebbe da un rappresentante di un governo con una forte retorica anti-UE, Odor non era considerato una figura di stile conflittuale. È un esperto di trattati europei, ha un dottorato in relazioni internazionali ed è autore di pubblicazioni accademiche utilizzate nelle università ungheresi per spiegare il funzionamento dell'UE.
Quando assunse l'incarico di ambasciatore nel 2022, si trovò ad affrontare un contesto difficile, aggravato da uno scandalo di spionaggio e da accuse di aver divulgato informazioni riservate alla Russia. Anche altre personalità ungheresi a Bruxelles, come il commissario Oliver Varhelyi, furono oggetto di indagini relative a queste questioni, accuse che lui ha sempre negato.
Nel suo lavoro quotidiano, Odor doveva trovare un equilibrio tra la costruzione di relazioni con altri diplomatici e il mantenimento della fiducia del governo di Budapest, evitando al contempo di apparire troppo vicino ai partner europei. Secondo i colleghi, era chiaro nel comunicare le posizioni dell'Ungheria e schietto riguardo alle possibili vie di compromesso.
In occasione delle riunioni del Coreper, il principale forum in cui gli ambasciatori degli Stati membri negoziano le politiche dell'UE, l'Ungheria ha sfruttato la propria influenza per ottenere esenzioni da decisioni chiave, tra cui i finanziamenti per l'Ucraina e le politiche energetiche russe. Ciò ha conferito al Paese un ruolo maggiore rispetto al suo peso demografico all'interno dell'UE.
Tuttavia, questo approccio ha spesso posto Odor al centro delle critiche, poiché rappresentava uno degli Stati che spesso ostacolavano il processo decisionale congiunto. Secondo l'analista Júlia Pőcze, egli fungeva da "figura di riferimento" per le controverse politiche di Budapest a Bruxelles.
Il cambio di potere ha creato incertezza anche all'interno della rappresentanza ungherese a Bruxelles, dove la maggior parte del personale non ha mai vissuto prima una transizione politica di questo tipo. Mentre il personale tecnico dovrebbe rimanere al suo posto, le nomine politiche, incluso l'ambasciatore, potrebbero essere sostituite.
Una delle principali priorità del nuovo governo è sbloccare circa 18 miliardi di euro di fondi europei, il che richiede un significativo miglioramento delle relazioni con Bruxelles. In questo contesto, la rappresentanza diplomatica assume un'importanza particolare.
Secondo fonti citate da Politico, un possibile candidato per assumere la rappresentanza presso l'UE è Márton Hajdu, ex portavoce del ministero degli Esteri ungherese e poi funzionario della Commissione europea, attualmente considerato vicino al nuovo governo.
In conclusione, sebbene Ódor sia considerato un diplomatico capace ed efficace, il suo legame con il precedente governo lo pone in una posizione difficile nel contesto del cambiamento politico. Rischia di rimanere una figura di transizione, responsabile di un periodo di tensione nelle relazioni tra l'Ungheria e l'Unione Europea. /Adattato da un opuscolo /
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