Dopo lo scontro nel gruppo parlamentare e il segnale che non intende rimanere in silenzio, Elisa Spiropali ha intrapreso la sua prima vera sfida politica, ma ora le allusioni non bastano più, deve parlare con nomi, fatti e attacchi diretti al modello di potere che denuncia...
Ieri Elisa Spiropali ha compiuto il primo vero passo della sua sfida politica. Senza nemmeno nominarlo esplicitamente, ha attaccato Edi Rama, lasciando intendere di volerlo mettere a tacere.
Di fatto, l'episodio dell'ultima riunione del gruppo parlamentare del Partito Socialista è già stato reso pubblico, dove Edi Rama ha detto a Spiropali che se non si fosse dimesso, lo avrebbe cacciato. Il messaggio era chiaro: se ti opponi a me, dovrai affrontare l'esclusione, la denigrazione, il linciaggio e poi l'aggressione politica.
Ma ieri Elisa Spiropali ha dato un segnale chiaro: non intende rimanere in silenzio. Ha dimostrato di non lasciarsi intimorire da minacce e ricatti, ponendo al contempo le prime basi della sua lotta politica.
Nell'articolo di ieri, Spiropali ha parlato di direzionalità, denunciando che "la parte onesta dell'amministrazione è costretta a eseguire ordini persino illegali per gli interessi e le pressioni di superiori violenti e onnipotenti". Non si tratta di una critica di poco conto. È un duro colpo e come tale avrà effetto molto rapidamente. Sono altrettanto possibili reazioni di reazione, con attacchi feroci.
Era prevedibile. Ed è altrettanto chiaro che Elisa, da questo momento in poi, non ha alcuna possibilità di tornare indietro. Tutto ciò che può fare ora è proseguire su questa strada. Qualunque siano le ragioni che hanno portato la "Madre" di "Skënderbeg" in questa posizione, qualunque siano le sue ambizioni o i suoi calcoli, un fatto conta: ha iniziato a parlare. E questo è uno sviluppo positivo.
Molti potrebbero dire di essersi ricordati troppo tardi, di parlare perché Rama li ha colpiti, di agire solo dopo aver perso la propria parte di potere. Queste argomentazioni possono avere una loro logica. Ma in politica non abbiamo a che fare con dei santi. Le motivazioni sono sempre legate all'interesse, allo status e alla lotta per la sopravvivenza. Ciò che conta è che le cose abbiano cominciato a muoversi.
Tuttavia, dopo aver varcato questa soglia, il cammino di Elisha si fa ancora più arduo. Non deve lasciarsi inebriare dall'aria inquinata della realtà in cui è finalmente sprofondata, né accontentarsi di piccoli passi o di occasionali momenti di nervosismo.
Spiropali deve mostrare più chiaramente come funziona la realtà lassù, lontano dalla gente comune. Non deve parlare solo con frasi generiche, ma con nomi, con eventi e con fatti concreti. La denuncia di oggi è stata un'introduzione. Ora dobbiamo proseguire.
Se vuole davvero intraprendere questa strada, non le basta più confessare il suo disgusto per coloro a cui era vicina fino a ieri. Deve costruire alleanze all'interno del Partito Socialista, anche con chi non le piaceva e che forse non la apprezzava. Deve aprire una via d'uscita non solo per sé stessa, ma anche per il Partito Socialista e per il Paese, dalle mani di coloro che lei stessa definisce stupratori e aggressori.
Questa è la sua vera prova politica. Non serve a nulla fare teatro con ministri fantoccio in Assemblea. Non servono commenti di poco conto o irritazioni episodiche. Deve colpire al cuore del problema, dove ha origine, contro Edi Rama e il modello di potere che ha costruito.
Forse il successo non sarà facile. Forse la strada sarà impervia. Ma se Elisa porterà avanti questa battaglia fino alla fine, la gente l'ascolterà di più e la odierà di meno. E in politica, è lì che inizia il grande capitolo. / Opuscolo
Ku ishe kaq vjet qe Po zhvatet populli znj.spiropali?ne fakt me mire vone SE kurre thote Ajo fjala e urte,Po PSE nuk ndihmuat edhe me perpara shqiptaret,por degdiset rinine rrugeve te botes?shkretuar qytetet,lulezuat korrupsionin dhe renuat gjithcka?keshtu eshte gjithmone,miremengjes o interes!
Pyetja Pse mund ti bëhet të tërëve, nga unë tek Hari. Krishti u tha atyre që donin të mbysnin me gurë adulteren, ta hedhë gurin e parë ai që ska asnjë mëkat dhe nuk e qlloi kush. Di që ka qenë nxënëse ekselente, në mos më e mira e gjimnazit. Jam përballur me të në tv, nuk e kemi fyer njeritjetrin dhe ka replikë logjike. Pse nuk pyesni Pse u flak kaq brutalisht nga Rama dhe do gjeni përgjigjen. Elsa nuk është as Zeqineja as Baballa.
Ai H...ari e ka gabim totalisht! Natyrisht Spiropali ka gabimet e veta. Por, ne se ajo tenton e para te godasi fort kete korace fashiste qe i ka zene frymen dhe po i merr jeten popullit shqiptar, duke terhequr edhe deputete e qeveritare te tjere qe nuk kane vjedhur, ajo dhe ata te tjeret do te marrin bekimin e popullit. Mendoni te vazhdoje edhe disa vjet keshtu Rama , veshur me kemishen e zeze dhe mjeker sheiku, hipur ne nje avion qe paguhet nga shqiptaret per te bredhur boten per te korruptuar politikane dhe njerz me influence permes faljes se trojeve shqiptare dhe pasurive te ketij populli, vetem qe ata njerz me influence ta mbrojne karrigen ku rri ai si kryeminister, ne Shqiperi nuk mbetet kembe shqiptari, por do vijne kolone dhe emigrante grupesh kriminale. Prandaj Elisa dhe te tjere duhen inkurajuar e jo luftuar. Ata qe e sulmojne, jane patronazhiste dhe hajdute prane Rames dhe Berishes.
Partia Socialiste me ne fund drejt ruges demokratike ne kolektivin e saj,nje grua e fuqishme me histori ne jerarkin parlamentare Spiri Pali,po hap rugen qe te con drejt liris se te shprehuri ne PS.Te cilen zoti Rama e ka themren e Akilit,dhe fillon ta mare seriozishf,se nje e care e vogel,se shpejti mund te behet nje shpell zerash,ku e tmerijne me friken se filloi ruga drejt rezimit tectije,Dhe hic cudi,nje dit kjo keshtu do filoje. Por lecte presim,eshte shpejt akoma per te then te sigurt se SkenderbeuMamic do mbledh reth saje dhe ushtru
Një askush që u bë dikush nga Abdyl Hamiti dhe sot beson se ende është dikush, por në fakt është kërkush.
Kë te drejte është askush,sidomos krahasuar me yjet vezullues si Zeqineja. Pa më thuaj përmendesh emrat e 5 ministrave dhe punët e tyre
Elsaaaa, o vajza e mamase te 'Pallati 176'.