TAGS-AT E JAVËS

Editorial26 Prill 2026, 14:52

C'è qualcosa che non va in questo mondo!

Shkruar nga Gjergj Zefi
C'è qualcosa che non va in questo mondo!
Opuscolo a fumetti /

Un pianeta in fiamme, dove guerra, assassinii e povertà stanno diventando una spaventosa normalità...

Il mondo sta scivolando in una pericolosa assurdità, dove eventi che un tempo sconvolgevano la coscienza globale sono ora consumati come notizie di routine. La guerra in Ucraina continua a mietere vittime e a distruggere un ordine apparentemente stabile; il Medio Oriente è in fiamme tra le escalation che coinvolgono l'Iran e le tensioni croniche in Libano; mentre l'economia globale vacilla su un terreno sempre più instabile. Allo stesso tempo, gli omicidi mirati stanno tornando a essere uno strumento politico, culminando nell'attentato a Donald Trump nel cuore di Washington, un segnale forte che persino le democrazie consolidate non sono più invulnerabili.

Non si tratta più semplicemente di un periodo di crisi. È una deformazione della realtà globale. Le guerre non si risolvono, si prolungano. I conflitti non si evitano, si esportano. L'energia è diventata un'arma, i prezzi un meccanismo di pressione, mentre i cittadini comuni sono le prime e le ultime vittime di un sistema che sembra funzionare solo per i potenti. L'inflazione non è più un termine economico; è una sensazione quotidiana di insicurezza. Ogni aumento dei prezzi è un colpo silenzioso per le famiglie che a malapena riescono a sopravvivere, mentre i centri decisionali continuano a parlare in linguaggio tecnico di "equilibrio" e "stabilità".

In questo contesto, gli assassinii politici non sono episodi isolati, ma sintomi di un sistema che sta perdendo il controllo di sé. Quando un presidente americano diventa bersaglio di proiettili durante un evento pubblico, il messaggio è brutale: i confini della sicurezza sono stati violati e la tensione è diventata incontrollabile. Questo non è più solo un problema americano. È un monito globale: la politica sta entrando in una fase oscura, in cui la retorica aspra e la polarizzazione producono violenza reale.

Nel frattempo, le grandi potenze giocano a scacchi con la crisi. Un conflitto in Medio Oriente fa impennare il prezzo del petrolio in Europa; una guerra nell'Europa orientale rimodella l'architettura della sicurezza globale; un assassinio negli Stati Uniti diffonde il panico nei mercati e nella diplomazia. E alla fine, la catena si spezza dove è sempre più debole: nel cittadino comune, che paga il conto senza avere alcuna influenza sulle decisioni.

Anche per paesi come l'Albania, che non si trovano al centro di questi sviluppi, il colpo è inevitabile. I prezzi aumentano, l'incertezza cresce e le prospettive si affievoliscono. In un mondo in cui l'ordine internazionale vacilla, la periferia non è più un semplice spettatore; è una vittima collaterale.

E la domanda che sorge spontanea è più semplice e al tempo stesso più inquietante di qualsiasi analisi strategica: si tratta di una crisi temporanea o dell'inizio di una nuova era in cui il caos diventerà la norma? Perché quando la guerra diventa routine, gli assassinii notizie di tutti i giorni e la povertà accettata come inevitabile, allora il problema non risiede più negli eventi. Il problema risiede nel sistema stesso.

Se c'è una conclusione onesta da trarre da questa immagine, è questa: non abbiamo più a che fare con un mondo che sta attraversando un momento difficile. Abbiamo a che fare con un mondo che ha smarrito la strada. E questo è molto più pericoloso./ Opuscolo

ka diçka që nuk shkon në këtë botë gjergj zefi

4 Komente

  1. k
    kri

    Patjeter qe ka, Ka ardhur ne krye nje President demencial!

    1. Q
      Qytetar

      Kujt Dreqin I intereson kjo gjendje kolapsi total, veçanerisht social -kultoror. Mbi keto zhdukja e eksperteve, shkencetareve ne Amerike....

      1. D
        Dori

        Shume vite m pare kur degjoja se cdo popull ka udheheqjen qe meriton kisha rezistenca se

        1. D
          Dori

          Shume vite me pare kur degjoja se cdo popull ka udheheqjen qe meriton kisha rezistenca se nuk me vinte mire, po kaluan vite e nga leximet kuptova qe njerezit e turma do dhe budallepset pas disa lidereve te semure se nuk kane fare kufij (te pakten jo te shendetshem. Dhe tashme psikolog e psikiater duhet ta kishin evidentuar gjerësisht si fenomen. Shkurt gjerat e këqija qe ndodhin eshte se keta te plagosurit nuk kane sheruar ose zbutur plaget emocionale, dhe populli qe duron e nuk fle ka plage te nje tjeter lloji per vete. Do pare edhe ne kete prizem, pse keto mani, nga burojne e ku cojne, i kemi pare skenaret ne filma dhe eksperimente

          Lini një Përgjigje

          Editorial